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Ivan Basso lascia la CSC
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<blockquote data-quote="archmarco" data-source="post: 585399" data-attributes="member: 4043"><p>«Qualunque sarà l'esito finale dell'operazione Puerto, nella vicenda di Ivan Basso ho perso anch'io»: a poche settimane dallo scioglimento del rapporto col suo ex-leader, il team manager CSC Bjarne Riis ha riflettuto sull'inchiesta antidoping che segna tuttora la sua squadra e tutto l'ambiente del ciclismo.</p><p>«Mi ritrovo senza il miglior corridore del mondo, ma ho rischiato anche di veder sparire la formazione a cui lavoro da anni - ha proseguito il tecnico danese - Quando la posizione di Ivan è stata archiviata dal Coni, io sapevo quel che avrei dovuto fare. Secondo me, l'indagine spagnola è ancora lontana dalla conclusione e proprio per questo temo che non approdi a nulla».</p><p>Riis ha poi aggiunto motivazioni personali alla decisione nei confronti del corridore varesino che è ora prossimo alla definizione di un accordo triennale con la statunitense Discovery Channel: «Se Basso fosse rimasto con me, avrei dovuto dedicargli tutto il tempo che invece devo e voglio trascorrere con la mia famiglia, il bene più importante che ho. Alla luce di questa considerazione mi sono sentito convinto a dire</p><p>basta».</p><p>Ritrovare Ivan come avversario nei prossimi grandi giri è una prospettiva che non piace all'ex-vincitore, da corridore, del Tour '96: «I team ProTour hanno manifestato pochi giorni fa l'intenzione di non tesserare più corridori che sono stati coinvolti nell'operazione Puerto oltre a introdurre il test del Dna. In realtà, alla fine, prevalgono gli interessi dei singoli e le iniziative vengono disattese con la conseguenza che la challenge UCI rischia di essere cancellata».</p><p>«Più che mai vanno recepite le richieste di impegno comune e di massima responsabilità per ridare invece un'immagine decorosa, indispensabile al settore - ha concluso il team manager CSC - In seno alla mia squadra sto avviando un programma antidoping approfondito perché prevalga un ciclismo pulito anche a scapito del numero delle vittorie. E sono sempre pronto ad andarmene se sbaglierò».</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="archmarco, post: 585399, member: 4043"] «Qualunque sarà l'esito finale dell'operazione Puerto, nella vicenda di Ivan Basso ho perso anch'io»: a poche settimane dallo scioglimento del rapporto col suo ex-leader, il team manager CSC Bjarne Riis ha riflettuto sull'inchiesta antidoping che segna tuttora la sua squadra e tutto l'ambiente del ciclismo. «Mi ritrovo senza il miglior corridore del mondo, ma ho rischiato anche di veder sparire la formazione a cui lavoro da anni - ha proseguito il tecnico danese - Quando la posizione di Ivan è stata archiviata dal Coni, io sapevo quel che avrei dovuto fare. Secondo me, l'indagine spagnola è ancora lontana dalla conclusione e proprio per questo temo che non approdi a nulla». Riis ha poi aggiunto motivazioni personali alla decisione nei confronti del corridore varesino che è ora prossimo alla definizione di un accordo triennale con la statunitense Discovery Channel: «Se Basso fosse rimasto con me, avrei dovuto dedicargli tutto il tempo che invece devo e voglio trascorrere con la mia famiglia, il bene più importante che ho. Alla luce di questa considerazione mi sono sentito convinto a dire basta». Ritrovare Ivan come avversario nei prossimi grandi giri è una prospettiva che non piace all'ex-vincitore, da corridore, del Tour '96: «I team ProTour hanno manifestato pochi giorni fa l'intenzione di non tesserare più corridori che sono stati coinvolti nell'operazione Puerto oltre a introdurre il test del Dna. In realtà, alla fine, prevalgono gli interessi dei singoli e le iniziative vengono disattese con la conseguenza che la challenge UCI rischia di essere cancellata». «Più che mai vanno recepite le richieste di impegno comune e di massima responsabilità per ridare invece un'immagine decorosa, indispensabile al settore - ha concluso il team manager CSC - In seno alla mia squadra sto avviando un programma antidoping approfondito perché prevalga un ciclismo pulito anche a scapito del numero delle vittorie. E sono sempre pronto ad andarmene se sbaglierò». [/QUOTE]
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