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Bici e telai
La mia bici - review
JFB'07 bike project 2026: THE BLACK PEREGRINE
Testo
<blockquote data-quote="canserbero" data-source="post: 7873143" data-attributes="member: 107540"><p>Ciao, ti ringrazio molto, ma davvero serviva molto meno! In prima battuta quello che cerco di capire quanto la seduta è avanzata/arretrata rispetto alla sella, o selle, che già uso ed è per questo che ti avevo chiesto i limiti sulla forchetta. Solitamente riesco a fare queste valutazioni dalle foto presenti sui siti, ma nel caso della choice il carrello non si vedeva e da qui nasceva la mia difficoltà. Solitamente quel che faccio è prendere le foto e metterle in scala e fare i confronti del caso (qui, per esempio, metto a confronto la prologo choice con la ergon front per confrontare le due selle in vista dall'alto. Stesse valutazioni si possono fare sul profilo e, come dicevo, sul carrello per capire quanto si guadagna/perde. Non sofisticatissima come analisi, ma mi ha permesso di scartare moltissime selle (e risparmiare un sacco di soldi) che non avrebbero fatto al caso mio (principalmente per carrello troppo corto e/o seduta troppo arretrata).</p><p></p><p></p><p>In merito ai telai con piantone più tradizionali contro le nuove tendenze 75+ gradi/geometria progressiva. Mi dispiace che nel primo messaggio ho dato l'impressione che sia una questione di fazioni, perché nella realtà la penso come te: il telaio andrebbe scelto considerando sia l'adattabilità presente al proprio corpo che il margine di manovra futuro. Il secondo è abbastanza imprevedibile perché molte variabili possono intervenire - e come sempre l'ho sperimentato a mie personali spese - però si fa quel che si può. Il mio utilizzo della bici è "amatoriale racing" e uso questa sigla non per vantarmi, ma per dare l'idea che vado in bici avendo come primo obiettivo il miglioramento e tutto, più o meno, è subordinato a questo; spesso dico che la bici è solo lo strumento. Tenuto conto di questo, ritengo più facile "arretrare" una persona rispetto che ad avanzarlo</p><p></p><p>1) selle con sedute tendenzialmente arretrate</p><p>2) reggisella con offset generosi di 10mm-30mm</p><p></p><p>Quindi, per quanto mi riguarda, sia per preferenza personale di assetto che per possibilità future una bici con piantone a 75/76 gradi per me è indiscutibilmente da preferire rispetto ad una con geometria più tradizionale, a maggior ragione se si vuole esasperare un assetto aerodinamico senza maltrattare i componenti; ma qui, evidentemente, c'è della distorsione visto che avremo circa la stessa altezza, ma immagino proporzioni profondamente diverse, e tu alla fine hai ritenuto più adatto un telaio con piantone a 73 gradi.</p><p></p><p>In tutto questo discorso di piantoni, c'è anche un'altra considerazione in cui vorrei spendermi e che credo abbia le sue affinità con il tema trattato: ho la netta impressione che le geometrie attuali siano in qualche modo in evidente contrapposizione o con il modo di stare in sella attuale (consideriamo sempre il contesto in cui mi muovo) o con quello che è sempre stata un'evidente "ingiustizia" verso le persone con altezza maggiore: il piantone diventa sempre meno ripido mano a mano che la taglia del telaio aumenta (quindi, persone più basse hanno bici con piantoni più ripidi, persone più alte telaio con piantoni meno ripidi), il che implica che chi è già basso sarà portato ancor più vicino al movimento centrale, chi è più alto sempre più distante. Se posso vedere una logica tra lunghezza del femore/altezza e lunghezza pedivelle, faccio un po' più fatica a capire perché ci debba essere questa relazione diretta tra altezza e distanza dal movimento centrale. Non so che logica hanno seguito quelli di Merckx quando hanno partorito la geometria della 525R, ma devo dire che approvo a pieno il progetto: piantone ripido e piantone più ripido per la bici in taglia di più grande.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="canserbero, post: 7873143, member: 107540"] Ciao, ti ringrazio molto, ma davvero serviva molto meno! In prima battuta quello che cerco di capire quanto la seduta è avanzata/arretrata rispetto alla sella, o selle, che già uso ed è per questo che ti avevo chiesto i limiti sulla forchetta. Solitamente riesco a fare queste valutazioni dalle foto presenti sui siti, ma nel caso della choice il carrello non si vedeva e da qui nasceva la mia difficoltà. Solitamente quel che faccio è prendere le foto e metterle in scala e fare i confronti del caso (qui, per esempio, metto a confronto la prologo choice con la ergon front per confrontare le due selle in vista dall'alto. Stesse valutazioni si possono fare sul profilo e, come dicevo, sul carrello per capire quanto si guadagna/perde. Non sofisticatissima come analisi, ma mi ha permesso di scartare moltissime selle (e risparmiare un sacco di soldi) che non avrebbero fatto al caso mio (principalmente per carrello troppo corto e/o seduta troppo arretrata). In merito ai telai con piantone più tradizionali contro le nuove tendenze 75+ gradi/geometria progressiva. Mi dispiace che nel primo messaggio ho dato l'impressione che sia una questione di fazioni, perché nella realtà la penso come te: il telaio andrebbe scelto considerando sia l'adattabilità presente al proprio corpo che il margine di manovra futuro. Il secondo è abbastanza imprevedibile perché molte variabili possono intervenire - e come sempre l'ho sperimentato a mie personali spese - però si fa quel che si può. Il mio utilizzo della bici è "amatoriale racing" e uso questa sigla non per vantarmi, ma per dare l'idea che vado in bici avendo come primo obiettivo il miglioramento e tutto, più o meno, è subordinato a questo; spesso dico che la bici è solo lo strumento. Tenuto conto di questo, ritengo più facile "arretrare" una persona rispetto che ad avanzarlo 1) selle con sedute tendenzialmente arretrate 2) reggisella con offset generosi di 10mm-30mm Quindi, per quanto mi riguarda, sia per preferenza personale di assetto che per possibilità future una bici con piantone a 75/76 gradi per me è indiscutibilmente da preferire rispetto ad una con geometria più tradizionale, a maggior ragione se si vuole esasperare un assetto aerodinamico senza maltrattare i componenti; ma qui, evidentemente, c'è della distorsione visto che avremo circa la stessa altezza, ma immagino proporzioni profondamente diverse, e tu alla fine hai ritenuto più adatto un telaio con piantone a 73 gradi. In tutto questo discorso di piantoni, c'è anche un'altra considerazione in cui vorrei spendermi e che credo abbia le sue affinità con il tema trattato: ho la netta impressione che le geometrie attuali siano in qualche modo in evidente contrapposizione o con il modo di stare in sella attuale (consideriamo sempre il contesto in cui mi muovo) o con quello che è sempre stata un'evidente "ingiustizia" verso le persone con altezza maggiore: il piantone diventa sempre meno ripido mano a mano che la taglia del telaio aumenta (quindi, persone più basse hanno bici con piantoni più ripidi, persone più alte telaio con piantoni meno ripidi), il che implica che chi è già basso sarà portato ancor più vicino al movimento centrale, chi è più alto sempre più distante. Se posso vedere una logica tra lunghezza del femore/altezza e lunghezza pedivelle, faccio un po' più fatica a capire perché ci debba essere questa relazione diretta tra altezza e distanza dal movimento centrale. Non so che logica hanno seguito quelli di Merckx quando hanno partorito la geometria della 525R, ma devo dire che approvo a pieno il progetto: piantone ripido e piantone più ripido per la bici in taglia di più grande. [/QUOTE]
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