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Allenamento
Alimentazione e biomeccanica
JFB'07,ecco un biomeccanico veramente bravo
Testo
<blockquote data-quote="AndreaMorelli" data-source="post: 931814" data-attributes="member: 6696"><p>A seconda del soggetto la tua risposta può prendere "strade" diverse. C'è chi arriva già posizionato correttamente, non ha problemi e vuole solo "conoscere" la sua posizione.</p><p>C'è chi arriva con problematiche varie ed a seconda della gravità si possono suggerire modifiche o intraprendere la via clinica ed abbinarla all'analisi della posizione. Ci sono soggetti che si adattano prima di altri alle modifiche (per esempio un ciclista giovane rispetto a chi ha già qualche annetto) mentre altri richiedono più tempo perchè sono o novizi (chi si avvicina al ciclismo con una storia sportiva diversa oppure da sedentario).</p><p>Io sono solito dire che completata la maturazione la posizione sostanzialmente non cambia e quindi le tue quote restano costanti (vanno magari ricontrollate le posizioni quando si intoducon variabili nuove: cambio misure telaio, cambio sella, pedali o manubrio). La mia asserzione non è proprio corretta in quanto è possibile che il miglioramento sia delle qalità fisioogiche, che la tecnica di pedalata, che altri fattori legati alla mobilità (zona lombare e dorsocervicale) oltre che fattori legati al calo ponderale, possono "far modificare" la posizione al soggetto. </p><p>Per rispondere alla domanda quindi penso che non è detto che si raggiunga il posizionamento corretto al primo colpo (magari non si possono fare alcune modifiche sulla bici del soggetto), solitamente non è necessario fare ulteriori controlli.. però è possibile che alcuni soggetti anche dopo il periodo di adattamento alle nuove misure si modifichino leggermente restando comunque in un range corretto.</p><p>Io nel limite del possibile cerco di modificare la posizione e controllarne subito i risultati, chiedendo al soggetto di lasciar trascorrere 3-4 settimane perchè è normale che si abbiano risposte positive o negative in acuto, che però si stabilizzano (nel bene o nel male) e quindi permettono valutazioni oggettive. Alla fine il cliente basa il suo posizionamento sulle sensazioni che ha quando pedala oppure sui tempi che fa in una cronometro e ciò è un po riduttivo per dire se il lavoro che hai fatto è corretto oppure no. Molte volte c'è chi dice che la posizione della sella non è corretta perchè qualcuno gli ha detto che dovrebbe riuscire a toccare per terra facilmente.....</p><p> </p><p></p><p>Se ti riferisci al posizionamento rispetto a variabili fisiologiche, meccaniche, aerodinamiche si. Dal mio punto di vista per la posizione da strada cerco di lavorare su di una posizione che statisticamente mi possa permettere di dire che può prevenire o ridurre l'insorgenza di patologie. Sulla posizione da crono cerco di rispettare alcuni criteri che rispecchiano la prima ipotesi ma devo trovare anche il compromesso che mi permetta di avere la prestazione migliore (aerodinamica).</p><p> </p><p></p><p>E' possibile che alcuni "vizi" di posizionamento precedenti influenzino il posizionamento, ma solitamente si è più legati alle sensazioni che si avevano precedentemente e queste sono il primo "metro" che usa il soggetto quando pedala. Mi spiego meglio. Se uno pedala "basso" (è un vizio ?) per me vuol dire che non distende in modo corretto l'arto inferiore e quindi posso influire sulla sua distensione in 2 modi. O alzo la sella oppure la arretro ed alzarla od arretrarla (o una mix delle due) non dipende solo dall'angolo di estensione, ma anche da altri parametri che vengono valutati (angolo di flesso estensione del piede per esempio). Se il mio soggetto è abituato a pedalare in questa situazione tendenzialmente alzarlo o arretrarlo oltre a fargli "sentire" sollecitazioni ai muscoli più allungati lo fanno per esempio scivolare in avanti sulla sella (effetto del vizio). Perchè naturalmente, la sua memoria motoria (passatemi il termine) gli dice che la sua posizione non è quella a cui è abituato.... </p><p>In generale penso che la posizione in sella non è una cosa che si fa e poi ok, finisce li. E' importante avere un feed back dal soggetto (e cliente) anche perchè se le cose vanno bene nessuno dice niente (si ne parla bene con gli amici)... quando le cose vanno male secondo me è più che lecito ricevere lamentele e queste devono servire per crescere e fornire un servizio sempre migliore. Non è bello dire sono stato da tizio, da caio non mi sono trovato bene perchè mi sentivo strano dopo le modifiche oppure mi è venuto un dolorino qui o la... Preferisco che il cliente mi chiami, si parli del problema, si offrano soluzioni, magari si rifaccia anche il test (senza nessun costo a carico del cliente) perchè ricordiamoci che ogni soggetto è diverso dall'altro e riagganciandomi alla prima domanda è possibile che qualcuno necessiti, per diversi motivi, di ultetioti controlli. L'importante è offrire servizi basati su dati oggettivi, ripetibili, logici e di spessore scientifico. Poi nessuno ha il "sapere" e quindi si possono commettere errori. L'importante è essere umili, conoscere i propri limiti e non pensare solo al businnes....</p><p> </p><p>Andrea</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="AndreaMorelli, post: 931814, member: 6696"] A seconda del soggetto la tua risposta può prendere "strade" diverse. C'è chi arriva già posizionato correttamente, non ha problemi e vuole solo "conoscere" la sua posizione. C'è chi arriva con problematiche varie ed a seconda della gravità si possono suggerire modifiche o intraprendere la via clinica ed abbinarla all'analisi della posizione. Ci sono soggetti che si adattano prima di altri alle modifiche (per esempio un ciclista giovane rispetto a chi ha già qualche annetto) mentre altri richiedono più tempo perchè sono o novizi (chi si avvicina al ciclismo con una storia sportiva diversa oppure da sedentario). Io sono solito dire che completata la maturazione la posizione sostanzialmente non cambia e quindi le tue quote restano costanti (vanno magari ricontrollate le posizioni quando si intoducon variabili nuove: cambio misure telaio, cambio sella, pedali o manubrio). La mia asserzione non è proprio corretta in quanto è possibile che il miglioramento sia delle qalità fisioogiche, che la tecnica di pedalata, che altri fattori legati alla mobilità (zona lombare e dorsocervicale) oltre che fattori legati al calo ponderale, possono "far modificare" la posizione al soggetto. Per rispondere alla domanda quindi penso che non è detto che si raggiunga il posizionamento corretto al primo colpo (magari non si possono fare alcune modifiche sulla bici del soggetto), solitamente non è necessario fare ulteriori controlli.. però è possibile che alcuni soggetti anche dopo il periodo di adattamento alle nuove misure si modifichino leggermente restando comunque in un range corretto. Io nel limite del possibile cerco di modificare la posizione e controllarne subito i risultati, chiedendo al soggetto di lasciar trascorrere 3-4 settimane perchè è normale che si abbiano risposte positive o negative in acuto, che però si stabilizzano (nel bene o nel male) e quindi permettono valutazioni oggettive. Alla fine il cliente basa il suo posizionamento sulle sensazioni che ha quando pedala oppure sui tempi che fa in una cronometro e ciò è un po riduttivo per dire se il lavoro che hai fatto è corretto oppure no. Molte volte c'è chi dice che la posizione della sella non è corretta perchè qualcuno gli ha detto che dovrebbe riuscire a toccare per terra facilmente..... Se ti riferisci al posizionamento rispetto a variabili fisiologiche, meccaniche, aerodinamiche si. Dal mio punto di vista per la posizione da strada cerco di lavorare su di una posizione che statisticamente mi possa permettere di dire che può prevenire o ridurre l'insorgenza di patologie. Sulla posizione da crono cerco di rispettare alcuni criteri che rispecchiano la prima ipotesi ma devo trovare anche il compromesso che mi permetta di avere la prestazione migliore (aerodinamica). E' possibile che alcuni "vizi" di posizionamento precedenti influenzino il posizionamento, ma solitamente si è più legati alle sensazioni che si avevano precedentemente e queste sono il primo "metro" che usa il soggetto quando pedala. Mi spiego meglio. Se uno pedala "basso" (è un vizio ?) per me vuol dire che non distende in modo corretto l'arto inferiore e quindi posso influire sulla sua distensione in 2 modi. O alzo la sella oppure la arretro ed alzarla od arretrarla (o una mix delle due) non dipende solo dall'angolo di estensione, ma anche da altri parametri che vengono valutati (angolo di flesso estensione del piede per esempio). Se il mio soggetto è abituato a pedalare in questa situazione tendenzialmente alzarlo o arretrarlo oltre a fargli "sentire" sollecitazioni ai muscoli più allungati lo fanno per esempio scivolare in avanti sulla sella (effetto del vizio). Perchè naturalmente, la sua memoria motoria (passatemi il termine) gli dice che la sua posizione non è quella a cui è abituato.... In generale penso che la posizione in sella non è una cosa che si fa e poi ok, finisce li. E' importante avere un feed back dal soggetto (e cliente) anche perchè se le cose vanno bene nessuno dice niente (si ne parla bene con gli amici)... quando le cose vanno male secondo me è più che lecito ricevere lamentele e queste devono servire per crescere e fornire un servizio sempre migliore. Non è bello dire sono stato da tizio, da caio non mi sono trovato bene perchè mi sentivo strano dopo le modifiche oppure mi è venuto un dolorino qui o la... Preferisco che il cliente mi chiami, si parli del problema, si offrano soluzioni, magari si rifaccia anche il test (senza nessun costo a carico del cliente) perchè ricordiamoci che ogni soggetto è diverso dall'altro e riagganciandomi alla prima domanda è possibile che qualcuno necessiti, per diversi motivi, di ultetioti controlli. L'importante è offrire servizi basati su dati oggettivi, ripetibili, logici e di spessore scientifico. Poi nessuno ha il "sapere" e quindi si possono commettere errori. L'importante è essere umili, conoscere i propri limiti e non pensare solo al businnes.... Andrea [/QUOTE]
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