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L’Étape Italy by Tour de France -Mondovì e Piemonte
Testo
<blockquote data-quote="MBerge" data-source="post: 7803696" data-attributes="member: 58406"><p>Da cuneese offro alcuni spunti di riflessione utili per tutti voi.</p><p>Anzitutto l’Etape Mondovì altro non è che la GF Alpi del Mare nata lo scorso anno. Gara molto divertente, veloce, con un bellissimo arrivo ed organizzata molto bene già alla prima edizione. Per chi non l’avesse fatta unica mia nota di biasimo una discesa breve ma velocissima da affrontare in gruppo dopo 8km dove si arrivano a toccare i 70/80 all’ora - a mio avviso sarebbe meglio tenere la gara neutralizzata con macchina davanti, per poi togliersi subito dopo quella discesa che corrisponde per altro poi all’inizio della prima salita. Così facendo la gara non perderebbe nulla ma si acquisirebbe in sicurezza.</p><p></p><p>Sull’Etape Entracque sono di tutt’altro parere: sarà la quinta GF in provincia di Cuneo, cui si aggiuge la storica corsa a tappe del Giro della Provincia Granda, ma onestamente è una gara di cui proprio nessuno sentiva il bisogno.</p><p></p><p>Percorso anonimo dal punto di vista paesaggistico. Madonna del Colletto è una salita da allenamento, brutta, che neanche ai cuneesi piace - la si farà due volte.</p><p>Dopo la prima ascesa la strada prosegue lungo “la militare” fino a Pontebernardo. È una strada da non sottovalutare, sempre in tiro, stretta e su fondo ruvido e sporco (immagino verrà pulita) che si inerpica progressivamente verso una pineta che ostruisce completamente la visibilità sulla valle.</p><p>Da Pontebernardo ci si butta lungo una statale che costutuisce anche il valico internazionale più trafficato delle Alpi sud-occidentali, e la si percorrerà per 30km buoni. Mi chiedo cosa ne pensi Acqua Sant’Anna che ogni giorno su questa strada fa transitare 200/300 tir e come si pensi di gestire il traffico su questa arteria.</p><p></p><p>Ma venendo alla nota più dolente, il Colle delle Goderie: è una salita che quasi nessun stradista cuneese conosce in quanto in alto ha 3-4 km di sterrato. La salita ha i primi 3km circa con pendenze costanti tra il 10 ed il 20% e picchi quasi al 30% (occhio ai rapporti perché a mio avviso molti rischieranno di salire a piedi), per poi offrire quasi 2km di mangia e bevi sterrati e, soprattuto, ancora 1,5/2km di discesa sterrata, per poi proseguire la discesa su asfalto su una strada molto molto stretta, a tratti esposta e tagliata da almeno 5/6 canaline di scolo molto profonde.</p><p>A mio modo di vedere forzare questo passaggio è davvero poco prudente e si rischia di mettere in serissima difficoltà i partecipanti in salita ma soprattutto in discesa, senza contare il rischio aggiuntivo se dovesse piovere.</p><p>Non mi aspetto lavori di messa in sicurezza su questa strada considerando che sta facendo un inverno particolarmente nevoso e, se continua così, a malapena a maggio saranno transitabili queste salite.</p><p></p><p>Il percorso avrebbe potuto restare pressoché lo stesso anche a livello di durezza percorrendo la salita dei Cerati su Boves e scendendo dal Malandrè su Robilante - non sarebbe cambiato il chilometraggio, si sarebbe tenuta una salita corta e molto dura ma si avrebbe avuto una discesa in tutta sicurezza senza rischiare lo sterrato.</p><p></p><p>Mi spiace dover stroncare un evento sul mio territorio per il quale sono sempre ben aperto, ma in questo caso a mio modo di vedere le cose si è sbagliato pressoché tutto. Si poteva fare diversamente, ma andava bene anche niente.</p><p>Spero di essere smentito e che chi verrà a fare la gara non si rovinerà l’immagine che ha di Cuneo, delle belle montagne e salite che ha e degli altri eventi di livello di ciclismo che offre.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="MBerge, post: 7803696, member: 58406"] Da cuneese offro alcuni spunti di riflessione utili per tutti voi. Anzitutto l’Etape Mondovì altro non è che la GF Alpi del Mare nata lo scorso anno. Gara molto divertente, veloce, con un bellissimo arrivo ed organizzata molto bene già alla prima edizione. Per chi non l’avesse fatta unica mia nota di biasimo una discesa breve ma velocissima da affrontare in gruppo dopo 8km dove si arrivano a toccare i 70/80 all’ora - a mio avviso sarebbe meglio tenere la gara neutralizzata con macchina davanti, per poi togliersi subito dopo quella discesa che corrisponde per altro poi all’inizio della prima salita. Così facendo la gara non perderebbe nulla ma si acquisirebbe in sicurezza. Sull’Etape Entracque sono di tutt’altro parere: sarà la quinta GF in provincia di Cuneo, cui si aggiuge la storica corsa a tappe del Giro della Provincia Granda, ma onestamente è una gara di cui proprio nessuno sentiva il bisogno. Percorso anonimo dal punto di vista paesaggistico. Madonna del Colletto è una salita da allenamento, brutta, che neanche ai cuneesi piace - la si farà due volte. Dopo la prima ascesa la strada prosegue lungo “la militare” fino a Pontebernardo. È una strada da non sottovalutare, sempre in tiro, stretta e su fondo ruvido e sporco (immagino verrà pulita) che si inerpica progressivamente verso una pineta che ostruisce completamente la visibilità sulla valle. Da Pontebernardo ci si butta lungo una statale che costutuisce anche il valico internazionale più trafficato delle Alpi sud-occidentali, e la si percorrerà per 30km buoni. Mi chiedo cosa ne pensi Acqua Sant’Anna che ogni giorno su questa strada fa transitare 200/300 tir e come si pensi di gestire il traffico su questa arteria. Ma venendo alla nota più dolente, il Colle delle Goderie: è una salita che quasi nessun stradista cuneese conosce in quanto in alto ha 3-4 km di sterrato. La salita ha i primi 3km circa con pendenze costanti tra il 10 ed il 20% e picchi quasi al 30% (occhio ai rapporti perché a mio avviso molti rischieranno di salire a piedi), per poi offrire quasi 2km di mangia e bevi sterrati e, soprattuto, ancora 1,5/2km di discesa sterrata, per poi proseguire la discesa su asfalto su una strada molto molto stretta, a tratti esposta e tagliata da almeno 5/6 canaline di scolo molto profonde. A mio modo di vedere forzare questo passaggio è davvero poco prudente e si rischia di mettere in serissima difficoltà i partecipanti in salita ma soprattutto in discesa, senza contare il rischio aggiuntivo se dovesse piovere. Non mi aspetto lavori di messa in sicurezza su questa strada considerando che sta facendo un inverno particolarmente nevoso e, se continua così, a malapena a maggio saranno transitabili queste salite. Il percorso avrebbe potuto restare pressoché lo stesso anche a livello di durezza percorrendo la salita dei Cerati su Boves e scendendo dal Malandrè su Robilante - non sarebbe cambiato il chilometraggio, si sarebbe tenuta una salita corta e molto dura ma si avrebbe avuto una discesa in tutta sicurezza senza rischiare lo sterrato. Mi spiace dover stroncare un evento sul mio territorio per il quale sono sempre ben aperto, ma in questo caso a mio modo di vedere le cose si è sbagliato pressoché tutto. Si poteva fare diversamente, ma andava bene anche niente. Spero di essere smentito e che chi verrà a fare la gara non si rovinerà l’immagine che ha di Cuneo, delle belle montagne e salite che ha e degli altri eventi di livello di ciclismo che offre. [/QUOTE]
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