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La Campagnolo delocalizza....
Testo
<blockquote data-quote="green dolphin" data-source="post: 5105944" data-attributes="member: 7692"><p>In realtà c'è poco da dire, anche senza essere economisti è impossibile non rendersene conto: questi processi di delocalizzazione sono stati uno dei punti di trasformazione del processo produttivo che ha coinvolto tutto il mondo, e non solo l'Italia. E la cosa sta avvenendo da anni ormai.</p><p> </p><p> Come dimostrato dal mercato non è un fenomeno che si andrà esaurendo, anzi: probabilmente ora per motivi legati alla crisi economica, è al suo apice.</p><p> </p><p> Più che lamentarsi che ciò accada, bisognerebbe domandarsi quali saranno gli effetti nel futuro di tali scelte. Se davvero potranno aiutare le aziende ad essere più competitive sul mercato, perché è questa la partita più importante.</p><p></p><p>Ormai ha poco conto che una azienda come Campagnolo, che aveva già un piede in Romania, ce li metta entrambi. Se volessimo essere lucidi e guardare la cosa senza cadere in facili nazionalismi, il destino era già segnato.</p><p></p><p>Ora il compito dell'azienda è guardare oltre, il mercato non perdona, e se non si fanno le mosse giuste e la concorrenza ti sorpassa, potrebbe essere che tra qualche anno non esista nemmeno più il marchio Campagnolo. O che venga assorbito da qualcun altro: anche questa, insieme alla delocalizzazione, è un'altra variabile che sta accadendo sempre più spesso, alle aziende di tutto il mondo.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="green dolphin, post: 5105944, member: 7692"] In realtà c'è poco da dire, anche senza essere economisti è impossibile non rendersene conto: questi processi di delocalizzazione sono stati uno dei punti di trasformazione del processo produttivo che ha coinvolto tutto il mondo, e non solo l'Italia. E la cosa sta avvenendo da anni ormai. Come dimostrato dal mercato non è un fenomeno che si andrà esaurendo, anzi: probabilmente ora per motivi legati alla crisi economica, è al suo apice. Più che lamentarsi che ciò accada, bisognerebbe domandarsi quali saranno gli effetti nel futuro di tali scelte. Se davvero potranno aiutare le aziende ad essere più competitive sul mercato, perché è questa la partita più importante. Ormai ha poco conto che una azienda come Campagnolo, che aveva già un piede in Romania, ce li metta entrambi. Se volessimo essere lucidi e guardare la cosa senza cadere in facili nazionalismi, il destino era già segnato. Ora il compito dell'azienda è guardare oltre, il mercato non perdona, e se non si fanno le mosse giuste e la concorrenza ti sorpassa, potrebbe essere che tra qualche anno non esista nemmeno più il marchio Campagnolo. O che venga assorbito da qualcun altro: anche questa, insieme alla delocalizzazione, è un'altra variabile che sta accadendo sempre più spesso, alle aziende di tutto il mondo. [/QUOTE]
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