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La Rai e il Giro (commenti, critiche...)
Testo
<blockquote data-quote="fif.com" data-source="post: 5220822" data-attributes="member: 67889"><p>Mi unisco a [MENTION=33879]scotts50[/MENTION] nella critica nei confronti dei toni e nello scarso rispetto dimostrato da [MENTION=3881]Shinkansen[/MENTION]</p><p></p><p>Mi occupo di Marketing e Strategie commerciali e quindi credo di avere una certa lente di lettura. Premetto che ho Sky da quando si chiamava D+ e non guardo quasi mai i canali terrestri</p><p></p><p>L'altro ieri per puro caso non vedevo Eurosport con continuità (vento? Pioggia? Boh) ed ho deciso di passare a RaiSport perchè la tappa di Formolo era interessante.</p><p>Abituato a Magrini, Aiello, Giardini e Savoldelli mi è sembraro di tornare veramente alle cronache di Giorgio Martino.</p><p>Avete parlato di parallelo con la F1. Ma vi ricordate quanto erano divertenti le cronache di Poltronieri o Urban? Ora la mia sensazione è la stessa con la differenza che Poltronieri e Urban erano da soli per ore, adesso ci sono almeno otto persone a parlare.</p><p></p><p>In Rai hanno almeno due problemi. Primo: sono autoreferenziali. Non dico individualmente, ma proprio aziendalmente. Fanno programmi secondo quello che i vertici dicono loro di fare. Ciclismo? Deve essere nazionalpopolare, per la Zia Pina, per il target che hanno già.</p><p>E da un certo punto di vista, fanno bene, visto che gli anziani sono gli ultimi a pagare il canone Rai.</p><p></p><p>Seconda cosa. Non hanno meritocrazia, ma solo clientelarismo e cordate di amichetti. Che spirito di miglioramento possono avere se ogni giorno non devono cercare di essere più bravi? E chi dice loro di migliorare o cosa migliorare? Gli "autoreferenziali" di cui sopra?</p><p>Tutto ciò è ovvio e naturale se pensate che non hanno pubblicità o ne hanno poca. E metà degli sponsor sono generalisti, mai tecnici e pochi già legati al ciclismo (gli unici che ricordo sono Acqua Lauretana ed Estathè). </p><p>Se fanno bene o fanno male non interessa a nessuno, tanto i denari che entrano sono sempre quelli.</p><p>Ben diverso il discorso in Eurosport e BikeChannel.</p><p></p><p>Vi do l'ultimo segnale della "chiusura a riccio" della Rai: in tutto il mondo televisivo, persino in Francia su A2 che trasmette il TdF, danno spazio a twitter e domande degli spettatori. Eurosport ha <a href="http://www.bdc-forum.it/usertag.php?do=list&action=hash&hash=eurosportCiclismo" target="_blank">#eurosportCiclismo</a> , BC <a href="http://www.bdc-forum.it/usertag.php?do=list&action=hash&hash=askSavoldelli" target="_blank">#askSavoldelli</a> , non mi pare una cosa difficile, nè controproducente.</p><p>Serve ad almeno tre cose: a capire chi ti sta guardando, a sintonizzare gli argomenti ed a fare valutazione sul prodotto televisivo.</p><p>La Rai è rimasta l'unica tv che conosca io a non usare nessuna interattività col suo pubblico</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="fif.com, post: 5220822, member: 67889"] Mi unisco a [MENTION=33879]scotts50[/MENTION] nella critica nei confronti dei toni e nello scarso rispetto dimostrato da [MENTION=3881]Shinkansen[/MENTION] Mi occupo di Marketing e Strategie commerciali e quindi credo di avere una certa lente di lettura. Premetto che ho Sky da quando si chiamava D+ e non guardo quasi mai i canali terrestri L'altro ieri per puro caso non vedevo Eurosport con continuità (vento? Pioggia? Boh) ed ho deciso di passare a RaiSport perchè la tappa di Formolo era interessante. Abituato a Magrini, Aiello, Giardini e Savoldelli mi è sembraro di tornare veramente alle cronache di Giorgio Martino. Avete parlato di parallelo con la F1. Ma vi ricordate quanto erano divertenti le cronache di Poltronieri o Urban? Ora la mia sensazione è la stessa con la differenza che Poltronieri e Urban erano da soli per ore, adesso ci sono almeno otto persone a parlare. In Rai hanno almeno due problemi. Primo: sono autoreferenziali. Non dico individualmente, ma proprio aziendalmente. Fanno programmi secondo quello che i vertici dicono loro di fare. Ciclismo? Deve essere nazionalpopolare, per la Zia Pina, per il target che hanno già. E da un certo punto di vista, fanno bene, visto che gli anziani sono gli ultimi a pagare il canone Rai. Seconda cosa. Non hanno meritocrazia, ma solo clientelarismo e cordate di amichetti. Che spirito di miglioramento possono avere se ogni giorno non devono cercare di essere più bravi? E chi dice loro di migliorare o cosa migliorare? Gli "autoreferenziali" di cui sopra? Tutto ciò è ovvio e naturale se pensate che non hanno pubblicità o ne hanno poca. E metà degli sponsor sono generalisti, mai tecnici e pochi già legati al ciclismo (gli unici che ricordo sono Acqua Lauretana ed Estathè). Se fanno bene o fanno male non interessa a nessuno, tanto i denari che entrano sono sempre quelli. Ben diverso il discorso in Eurosport e BikeChannel. Vi do l'ultimo segnale della "chiusura a riccio" della Rai: in tutto il mondo televisivo, persino in Francia su A2 che trasmette il TdF, danno spazio a twitter e domande degli spettatori. Eurosport ha [URL=http://www.bdc-forum.it/usertag.php?do=list&action=hash&hash=eurosportCiclismo]#eurosportCiclismo[/URL] , BC [URL=http://www.bdc-forum.it/usertag.php?do=list&action=hash&hash=askSavoldelli]#askSavoldelli[/URL] , non mi pare una cosa difficile, nè controproducente. Serve ad almeno tre cose: a capire chi ti sta guardando, a sintonizzare gli argomenti ed a fare valutazione sul prodotto televisivo. La Rai è rimasta l'unica tv che conosca io a non usare nessuna interattività col suo pubblico [/QUOTE]
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