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La Rai e il Giro (commenti, critiche...)
Testo
<blockquote data-quote="federicop" data-source="post: 5221097" data-attributes="member: 70702"><p>A parer mio il dover mantenere per forza un legame col pubblico non specializzato, ma solamente curioso od appassionato (quello che crea lo share, per intenderci), e al tempo stesso con chi vorrebbe invece un commento un po' più tecnico, con spiegazioni sui materiali, sulle VAM etc etc è fattibile e per farlo basterebbe sfruttare il passaggio (che al momento, per come è gestito, è assurdo) tra le varie reti, ovvero da RaiSport1 a Rai Tre.</p><p>In sintesi basterebbe essere più tecnici quando si parla al pubblico di RaiSport 1 e più nazionalpopolari quando passano la linea a Rai Tre. </p><p>Quoto al 100% chi dice che la RAI è autoreferenziale, ma questo attributo purtroppo al giorno d'oggi è proprio un po' di tutte le emittenti. </p><p>Io alle dirette della RAI ci sono affezionato, anche se ho iniziato solo con l'accoppiata Bulbarelli-Cassani; ho provato un po' a seguire su Eurosport ma, causa la mancanza dell'HD e della presenza di troppa pubblicità, ho desistito, anche se come conduzione mi sembra molto più svecchiata rispetto alla RAI stessa.</p><p>Parlando dei singoli, mi unisco a chi trova inadatta la De Stefano come conduttrice: parla troppo velocemente, mette l'ansia, salta da un argomento all'altro senza criterio e pare avere il diavolo alle costole da quanta fretta ha. La preferivo come intervistatrice a fine tappa, anche se devo ammettere che le domande che faceva non brillavano per creatività e fantasia (ma comunque sempre meglio del tipetto con gli occhiali che c'è adesso, veramente imbarazzate...).</p><p>Sgarbozza pure lui è inadatto, è una macchietta che si riesce a reggere per 5 minuti, non di più.</p><p>Bartoletti si prepara alcune battute la sera prima e proprio non riesce a non dirle, ma lo trovo abbastanza simpatico e poi comunque parla bene.</p><p>La coppia Pancani-Martinello non mi dispiace, a volte se la ridono un po' troppo tra di loro senza coinvolgere il telespettatore, ma nel complesso se la cavano.</p><p>Garzelli è bravo e competente, così come lo era Savoldelli. Lelli invece mi piace un po' meno.</p><p>De Luca fa il suo compitino, anche se a volte si prende cantonate non da poco.</p><p>Beppe Conti mi pare che di ciclismo di adesso non ne capisca troppo, è eccessivamente legato alle storie di 40 anni fa che ama narrare.</p><p>Una cosa che invece non mi sta facendo esattamente impazzire è la regia, e questo da un po' di tempo, e non solo al Giro d'Italia. Per fare un esempio, l'anno scorso quando ci fu l'arrivo dell'ultima tappa del Tour e si era alla volata, staccarono su Nibali in giallo che arrivava tranquillo sul traguardo e dedicarono allo sprint un mini-riquadro praticamente invisibile. Ok essere nazionalpopolari, ma a volte si esagera...</p><p></p><p>EDIT: la De Stefano ha appena annunciato la presenza di Uran al processo alla tappa. E' riuscita a chiamarlo Ciccio due volte nel giro di 3 secondi netti.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="federicop, post: 5221097, member: 70702"] A parer mio il dover mantenere per forza un legame col pubblico non specializzato, ma solamente curioso od appassionato (quello che crea lo share, per intenderci), e al tempo stesso con chi vorrebbe invece un commento un po' più tecnico, con spiegazioni sui materiali, sulle VAM etc etc è fattibile e per farlo basterebbe sfruttare il passaggio (che al momento, per come è gestito, è assurdo) tra le varie reti, ovvero da RaiSport1 a Rai Tre. In sintesi basterebbe essere più tecnici quando si parla al pubblico di RaiSport 1 e più nazionalpopolari quando passano la linea a Rai Tre. Quoto al 100% chi dice che la RAI è autoreferenziale, ma questo attributo purtroppo al giorno d'oggi è proprio un po' di tutte le emittenti. Io alle dirette della RAI ci sono affezionato, anche se ho iniziato solo con l'accoppiata Bulbarelli-Cassani; ho provato un po' a seguire su Eurosport ma, causa la mancanza dell'HD e della presenza di troppa pubblicità, ho desistito, anche se come conduzione mi sembra molto più svecchiata rispetto alla RAI stessa. Parlando dei singoli, mi unisco a chi trova inadatta la De Stefano come conduttrice: parla troppo velocemente, mette l'ansia, salta da un argomento all'altro senza criterio e pare avere il diavolo alle costole da quanta fretta ha. La preferivo come intervistatrice a fine tappa, anche se devo ammettere che le domande che faceva non brillavano per creatività e fantasia (ma comunque sempre meglio del tipetto con gli occhiali che c'è adesso, veramente imbarazzate...). Sgarbozza pure lui è inadatto, è una macchietta che si riesce a reggere per 5 minuti, non di più. Bartoletti si prepara alcune battute la sera prima e proprio non riesce a non dirle, ma lo trovo abbastanza simpatico e poi comunque parla bene. La coppia Pancani-Martinello non mi dispiace, a volte se la ridono un po' troppo tra di loro senza coinvolgere il telespettatore, ma nel complesso se la cavano. Garzelli è bravo e competente, così come lo era Savoldelli. Lelli invece mi piace un po' meno. De Luca fa il suo compitino, anche se a volte si prende cantonate non da poco. Beppe Conti mi pare che di ciclismo di adesso non ne capisca troppo, è eccessivamente legato alle storie di 40 anni fa che ama narrare. Una cosa che invece non mi sta facendo esattamente impazzire è la regia, e questo da un po' di tempo, e non solo al Giro d'Italia. Per fare un esempio, l'anno scorso quando ci fu l'arrivo dell'ultima tappa del Tour e si era alla volata, staccarono su Nibali in giallo che arrivava tranquillo sul traguardo e dedicarono allo sprint un mini-riquadro praticamente invisibile. Ok essere nazionalpopolari, ma a volte si esagera... EDIT: la De Stefano ha appena annunciato la presenza di Uran al processo alla tappa. E' riuscita a chiamarlo Ciccio due volte nel giro di 3 secondi netti. [/QUOTE]
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