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Testo
<blockquote data-quote="Shinkansen" data-source="post: 6965711" data-attributes="member: 3881"><p>Le cose sono epiche quando le racconti alla fine. Oppure quando le guardi da fuori, con distacco. Come le avventure. Non sono affatto eroiche quando ti capitano, non sai dove sbattere la testa, ti devi industriare a tirartene fuori. Non mi riferisco solo al ciclismo, ma anche agli imprevisti che capitano nella nostra esistenza.</p><p>Quando è andata a finire bene, quando è passato tutto e siamo rilassati, allora sì che diventa epico e ricordi con piacere quanto è successo e di come ne sei uscito fuori. La grandinata improvvisa, la nevicata in quota durante un'uscita di ricognizione che ti sei preso in primavera e non riuscivi più a frenare da tanto che avevi le mani ghiacciate. Oppure la pioggia torrenziale sul Giau, senza nemmeno un posto dove ripararti ed eri così bagnato che forse neanche lo stomaco era asciutto. Ma quando ci sei dentro, non è che ti stai godendo la tua epicità, non vedi l'ora di uscirne. E al più presto. E cerchi un posto dove ripararti e startene al caldo e al sicuro.</p><p>L'epica del ciclismo, come l'epica della vita, è sopravvalutata.</p><p></p><p>Al netto di tutto ciò, sinceramente non sono riuscito a capire se ieri ci fossero o meno le condizioni per fare la tappa intera oppure no. A parte la Ineos, a quanto ho capito, tutti erano favorevoli a disputare la tappa originaria. Pertanto, non sono in grado di giudicare. Tuttavia, posso dire che, in quanto professionisti, i corridori dovrebbero essere in grado di saper valutare se scendere dal Passo Fedaia in sicurezza. Nessuno li obbliga a scendere a rotta di collo. Voglio dire, anziché a 70 possono scendere a 40 se le condizioni meteo o della strada non lo consentono. Non vorrei che si passasse da un estremo all'altro. Dall'epicità, che il più delle volte era tortura sadica (vedi il Gavia dell'88) alla bambagia, che se cadono due gocce si tagliano delle tappe, come lo scorso anno.</p><p>Il ciclismo, come disse quel direttore sportivo è pur sempre uno sport di merda. Non dimentichiamolo.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Shinkansen, post: 6965711, member: 3881"] Le cose sono epiche quando le racconti alla fine. Oppure quando le guardi da fuori, con distacco. Come le avventure. Non sono affatto eroiche quando ti capitano, non sai dove sbattere la testa, ti devi industriare a tirartene fuori. Non mi riferisco solo al ciclismo, ma anche agli imprevisti che capitano nella nostra esistenza. Quando è andata a finire bene, quando è passato tutto e siamo rilassati, allora sì che diventa epico e ricordi con piacere quanto è successo e di come ne sei uscito fuori. La grandinata improvvisa, la nevicata in quota durante un'uscita di ricognizione che ti sei preso in primavera e non riuscivi più a frenare da tanto che avevi le mani ghiacciate. Oppure la pioggia torrenziale sul Giau, senza nemmeno un posto dove ripararti ed eri così bagnato che forse neanche lo stomaco era asciutto. Ma quando ci sei dentro, non è che ti stai godendo la tua epicità, non vedi l'ora di uscirne. E al più presto. E cerchi un posto dove ripararti e startene al caldo e al sicuro. L'epica del ciclismo, come l'epica della vita, è sopravvalutata. Al netto di tutto ciò, sinceramente non sono riuscito a capire se ieri ci fossero o meno le condizioni per fare la tappa intera oppure no. A parte la Ineos, a quanto ho capito, tutti erano favorevoli a disputare la tappa originaria. Pertanto, non sono in grado di giudicare. Tuttavia, posso dire che, in quanto professionisti, i corridori dovrebbero essere in grado di saper valutare se scendere dal Passo Fedaia in sicurezza. Nessuno li obbliga a scendere a rotta di collo. Voglio dire, anziché a 70 possono scendere a 40 se le condizioni meteo o della strada non lo consentono. Non vorrei che si passasse da un estremo all'altro. Dall'epicità, che il più delle volte era tortura sadica (vedi il Gavia dell'88) alla bambagia, che se cadono due gocce si tagliano delle tappe, come lo scorso anno. Il ciclismo, come disse quel direttore sportivo è pur sempre uno sport di merda. Non dimentichiamolo. [/QUOTE]
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