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La Rai e il Giro (commenti, critiche...)
Testo
<blockquote data-quote="Ser pecora" data-source="post: 7339840" data-attributes="member: 1850"><p>Infatti il dilemma del ciclismo è proprio quello: i GT non sono "gare" e basta, sono <strong>promozione del territorio</strong>, ed è proprio per questo che ci sono le aste per farlo passare nella città/provincia/regione x o y.</p><p>Ma è proprio per questo che oggi <strong>il passaggio televisivo è necessario</strong>, e quindi è questo che detta i tempi.</p><p>Quindi non è che Vegni sia poi il difensore di chissà quale purezza ciclistica. Se deve sacrificare le cronometro perché controproducenti dal punto di vista dello "spettacolo" lo fa senza problemi. Se invece gli servono per avere il nome di richiamo le re-infila altrettanto senza problemi. Per non parlare di interi percorsi disegnati per avere chi ti fa vendere i biglietti (oltre a lauti compensi).</p><p></p><p>Senza diritti tv ed un pubblico che lo guarda, il ciclismo, come ogni altro sport, non esisterebbe.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Ser pecora, post: 7339840, member: 1850"] Infatti il dilemma del ciclismo è proprio quello: i GT non sono "gare" e basta, sono [B]promozione del territorio[/B], ed è proprio per questo che ci sono le aste per farlo passare nella città/provincia/regione x o y. Ma è proprio per questo che oggi [B]il passaggio televisivo è necessario[/B], e quindi è questo che detta i tempi. Quindi non è che Vegni sia poi il difensore di chissà quale purezza ciclistica. Se deve sacrificare le cronometro perché controproducenti dal punto di vista dello "spettacolo" lo fa senza problemi. Se invece gli servono per avere il nome di richiamo le re-infila altrettanto senza problemi. Per non parlare di interi percorsi disegnati per avere chi ti fa vendere i biglietti (oltre a lauti compensi). Senza diritti tv ed un pubblico che lo guarda, il ciclismo, come ogni altro sport, non esisterebbe. [/QUOTE]
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