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La Rai e il Giro (commenti, critiche...)
Testo
<blockquote data-quote="bradipus" data-source="post: 7340227" data-attributes="member: 17208"><p>Quanto il ciclismo sia cambiato nel corso del tempo l'ha già spiegato [USER=1850]@Ser pecora[/USER] qualche post fa, e non voglio certo ripetere quanto da lui ben descritto; quello che volevo dire è che lo sport professionistico non può prescindere dall'interesse dei media, senza il quale chiuderebbe domani.</p><p>Quello che ha detto Fabretti può essere condivisibile o meno, ma è innegabile che abbia sollevato un problema reale: se tra qualche anno il Giro dovesse avere, nelle sue dirette di cinque ore, uno share del 2%, non credo ci sarebbe nessun direttore di televisione generalista (non solo la Rai) che sgancerebbe un quattrino per portarla nei propri palinsesti.</p><p>Non è questione di 'modernità' o meno, ma di sostenibilità del modello di business (perché di business si tratta, che ci piaccia o no, come per tutto il resto dello sport professionistico).</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="bradipus, post: 7340227, member: 17208"] Quanto il ciclismo sia cambiato nel corso del tempo l'ha già spiegato [USER=1850]@Ser pecora[/USER] qualche post fa, e non voglio certo ripetere quanto da lui ben descritto; quello che volevo dire è che lo sport professionistico non può prescindere dall'interesse dei media, senza il quale chiuderebbe domani. Quello che ha detto Fabretti può essere condivisibile o meno, ma è innegabile che abbia sollevato un problema reale: se tra qualche anno il Giro dovesse avere, nelle sue dirette di cinque ore, uno share del 2%, non credo ci sarebbe nessun direttore di televisione generalista (non solo la Rai) che sgancerebbe un quattrino per portarla nei propri palinsesti. Non è questione di 'modernità' o meno, ma di sostenibilità del modello di business (perché di business si tratta, che ci piaccia o no, come per tutto il resto dello sport professionistico). [/QUOTE]
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