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La Rai e il Giro (commenti, critiche...)
Testo
<blockquote data-quote="Capelli d'argento" data-source="post: 7340485" data-attributes="member: 74785"><p>Riporto un estrato di Gatti da tuttobiciwe b (<a href="https://www.tuttobiciwe b.it/opinion/645a7890d748970b8a6db552" target="_blank">https://www.tuttobiciwe b.it/opinion/645a7890d748970b8a6db552</a>), spesso non sono d'accordo ma direi che stavolta ci ha preso:</p><p></p><p>Alla fine, se devo però tirare una sintesi, mi sento in dovere di tornare dopo il lungo giro di parole a <strong>un antico punto di partenza del ciclismo.</strong> A una frase fatta, a un luogo comune. Proprio così, mai scartare a priori il fondo di verità contenuto nelle frasi fatte e nei luoghi comuni. In questo caso: <strong>la corsa la fanno i corridori.</strong> Questo, davvero, il nocciolo della questione. Anche il Tour ha lunghe tappe di trasferimento, ma lì ogni giorno tutte le squadre si prendono a randellate per andare in fuga e provare a vincere. A questa realtà innegabile, noi possiamo opporre una realtà avvilente: <strong>metà delle squadre, ma forse anche i tre quarti, sono al Giro controvoglia,</strong> per dovere d'ufficio, con l'unico obiettivo di finirla al più presto, nel modo meno faticoso possibile.</p><p></p><p>Non possono bastare le valorose squadre invitate, con la loro pervicace e telefonatissima fuga da lontanissimo, a colmare il vuoto. Finisce anzi che gli altri le usano per mettersi comodi, prima di sbrigare il minimo sindacale del lavoro nei venti chilometri finali.</p><p></p><p><strong>Si può pensare a un grande spettacolo tutti i giorni, con questi presupposti?</strong> Ovviamente no: lasciate ogni speranza, diceva Dante a un certo punto. Non siamo messi benissimo. <strong>Mai scartare a priori la potenza dei luoghi comuni.</strong> La corsa la fanno i corridori: se la metà dei corridori non fa la corsa, avremo sempre una mezza corsa.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Capelli d'argento, post: 7340485, member: 74785"] Riporto un estrato di Gatti da tuttobiciwe b ([URL]https://www.tuttobiciwe b.it/opinion/645a7890d748970b8a6db552[/URL]), spesso non sono d'accordo ma direi che stavolta ci ha preso: Alla fine, se devo però tirare una sintesi, mi sento in dovere di tornare dopo il lungo giro di parole a [B]un antico punto di partenza del ciclismo.[/B] A una frase fatta, a un luogo comune. Proprio così, mai scartare a priori il fondo di verità contenuto nelle frasi fatte e nei luoghi comuni. In questo caso: [B]la corsa la fanno i corridori.[/B] Questo, davvero, il nocciolo della questione. Anche il Tour ha lunghe tappe di trasferimento, ma lì ogni giorno tutte le squadre si prendono a randellate per andare in fuga e provare a vincere. A questa realtà innegabile, noi possiamo opporre una realtà avvilente: [B]metà delle squadre, ma forse anche i tre quarti, sono al Giro controvoglia,[/B] per dovere d'ufficio, con l'unico obiettivo di finirla al più presto, nel modo meno faticoso possibile. Non possono bastare le valorose squadre invitate, con la loro pervicace e telefonatissima fuga da lontanissimo, a colmare il vuoto. Finisce anzi che gli altri le usano per mettersi comodi, prima di sbrigare il minimo sindacale del lavoro nei venti chilometri finali. [B]Si può pensare a un grande spettacolo tutti i giorni, con questi presupposti?[/B] Ovviamente no: lasciate ogni speranza, diceva Dante a un certo punto. Non siamo messi benissimo. [B]Mai scartare a priori la potenza dei luoghi comuni.[/B] La corsa la fanno i corridori: se la metà dei corridori non fa la corsa, avremo sempre una mezza corsa. [/QUOTE]
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