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La Rai e il Giro (commenti, critiche...)
Testo
<blockquote data-quote="sembola" data-source="post: 7516883" data-attributes="member: 1912"><p>In linea di teoria sono d'accordo con te.</p><p></p><p>Poi però bisogna dire che per il sistema sportivo (nazionale e internazionale) i dubbi sulla regolarità delle procedure, su cui si è espressa la magistratura ordinaria, non esistono. Per cui nessuno ha potuto "rivedere" apertamente la propria posizione, nè i cronisti nè gli atleti: i primi perchè non possono farlo a meno di ammettere/suggerire che l'antidoping di fatto determina occultamente i risultati, perchè qualcuno può impunemente infilare del testosterone in una provetta di un "nemico" allora è molto più facile che le provette degli "amici" vengano vuotate nei lavandini. Gli atleti meno che mai, dopo che hanno visto che se ne colpisce uno per educarne cento. </p><p>Per tutto questo a me pare ingeneroso accusare Bragagna, che sul doping ha sempre avuto una posizione piuttosto netta.. Io stesso, pur conoscendo Donati e la sua storia, alla notizia pensai "questo è proprio imbecille, prima rischia di far squalificare la compagna e ora fa fare questa figura di merda ad un galantuomo".</p><p></p><p>Detto questo, non è certo che Bragagna sarebbe stato un buon commentatore per il ciclismo. Una cosa è commentare uno sport dove "succede qualcosa" di continuo, un'altra il ciclismo dove per intere ore, nei GT specialmente, non accade sostanzialmente nulla. In Belgio/Olanda, che nel ciclismo non sono gli ultimi arrivati , quando non succede nulla smettono di parlare e fanno sentire gli effetti (anche nel calcio parlano molto meno e soprattutto non strillano come ossessi), ma temo che da noi non funzionerebbe molto...</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="sembola, post: 7516883, member: 1912"] In linea di teoria sono d'accordo con te. Poi però bisogna dire che per il sistema sportivo (nazionale e internazionale) i dubbi sulla regolarità delle procedure, su cui si è espressa la magistratura ordinaria, non esistono. Per cui nessuno ha potuto "rivedere" apertamente la propria posizione, nè i cronisti nè gli atleti: i primi perchè non possono farlo a meno di ammettere/suggerire che l'antidoping di fatto determina occultamente i risultati, perchè qualcuno può impunemente infilare del testosterone in una provetta di un "nemico" allora è molto più facile che le provette degli "amici" vengano vuotate nei lavandini. Gli atleti meno che mai, dopo che hanno visto che se ne colpisce uno per educarne cento. Per tutto questo a me pare ingeneroso accusare Bragagna, che sul doping ha sempre avuto una posizione piuttosto netta.. Io stesso, pur conoscendo Donati e la sua storia, alla notizia pensai "questo è proprio imbecille, prima rischia di far squalificare la compagna e ora fa fare questa figura di merda ad un galantuomo". Detto questo, non è certo che Bragagna sarebbe stato un buon commentatore per il ciclismo. Una cosa è commentare uno sport dove "succede qualcosa" di continuo, un'altra il ciclismo dove per intere ore, nei GT specialmente, non accade sostanzialmente nulla. In Belgio/Olanda, che nel ciclismo non sono gli ultimi arrivati , quando non succede nulla smettono di parlare e fanno sentire gli effetti (anche nel calcio parlano molto meno e soprattutto non strillano come ossessi), ma temo che da noi non funzionerebbe molto... [/QUOTE]
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