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La squalifica di Juan Cobo: precisazioni
Testo
<blockquote data-quote="Ser pecora" data-source="post: 6433383" data-attributes="member: 1850"><p>È un discorso fatto molte volte. Il ciclismo è uno sport molto differente dagli altri in questo senso. In particolare per il fattore <u>durata</u>.</p><p>La gara -importante- più corta, tipo le classiche monumento, hanno durata media di 6-7h. </p><p>I grandi giri durano 3 settimane praticamente no-stop.</p><p></p><p>Nessuna gara si svolge "in un posto", ma per definizione coprono <u>un territorio</u>.</p><p></p><p>Da questo ne deriva che anche lo sponsoring è piuttosto diverso rispetto altri sport. Il grosso degli introiti deriva da sponsorizzazioni legate al territorio, in particolare dall'indotto che deriva il passaggio o presenza di una grossa gara.</p><p></p><p>Tradotto: chi ci mette veramente tanti soldi non sono gli sponsor che poi vedi sulle maglie, ma quelli che vedi a bordo strada ad un Tour. Ad esempio Vittel (l'acqua) per un Tour spende più di quanto ci metteva la Sky per la squadra (e con la Ineos sarà uguale).</p><p>Ed a questi sponsor che vinca tizio caio o nessuno gli interessa zero.</p><p>Né temono cali di pubblico, perché, appunto, il grosso del pubblico che guarda un Tour, un Giro, o anche le classiche, non è un pubblico di "appassionati" a cui interessano i rapporti, la misura dei copertoni, o se Pinot si beva o cosa. È contento che il carrozzone passi nel paese, di farsi il selfie con dei colori sfocati che gli passano dietro o di correre come un deficiente dietro ai corridori in salita. O, in versione classica belga, di non sentire più il freddo e la pioggia a suon di birre accampato sui muri.</p><p></p><p><img src="https://www.nestle-waters.fr/asset-library/PublishingImages/Actualités/Vittel_572.jpg" alt="" class="fr-fic fr-dii fr-draggable " style="" /> </p><p></p><p>E questo spesso è dimenticato pure da chi critica le telecronache Rai et similia perché non abbastanza "tecniche": come se fosse possibile parlare per ore di FTP, Watt, doping e trasfusioni al nonno che pensa che la bici di Coppi pesava 20kg...</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Ser pecora, post: 6433383, member: 1850"] È un discorso fatto molte volte. Il ciclismo è uno sport molto differente dagli altri in questo senso. In particolare per il fattore [U]durata[/U]. La gara -importante- più corta, tipo le classiche monumento, hanno durata media di 6-7h. I grandi giri durano 3 settimane praticamente no-stop. Nessuna gara si svolge "in un posto", ma per definizione coprono [U]un territorio[/U]. Da questo ne deriva che anche lo sponsoring è piuttosto diverso rispetto altri sport. Il grosso degli introiti deriva da sponsorizzazioni legate al territorio, in particolare dall'indotto che deriva il passaggio o presenza di una grossa gara. Tradotto: chi ci mette veramente tanti soldi non sono gli sponsor che poi vedi sulle maglie, ma quelli che vedi a bordo strada ad un Tour. Ad esempio Vittel (l'acqua) per un Tour spende più di quanto ci metteva la Sky per la squadra (e con la Ineos sarà uguale). Ed a questi sponsor che vinca tizio caio o nessuno gli interessa zero. Né temono cali di pubblico, perché, appunto, il grosso del pubblico che guarda un Tour, un Giro, o anche le classiche, non è un pubblico di "appassionati" a cui interessano i rapporti, la misura dei copertoni, o se Pinot si beva o cosa. È contento che il carrozzone passi nel paese, di farsi il selfie con dei colori sfocati che gli passano dietro o di correre come un deficiente dietro ai corridori in salita. O, in versione classica belga, di non sentire più il freddo e la pioggia a suon di birre accampato sui muri. [IMG]https://www.nestle-waters.fr/asset-library/PublishingImages/Actualités/Vittel_572.jpg[/IMG] E questo spesso è dimenticato pure da chi critica le telecronache Rai et similia perché non abbastanza "tecniche": come se fosse possibile parlare per ore di FTP, Watt, doping e trasfusioni al nonno che pensa che la bici di Coppi pesava 20kg... [/QUOTE]
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