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La stanchezza : Thibaut Pinot
Testo
<blockquote data-quote="Ser pecora" data-source="post: 6488699" data-attributes="member: 1850"><p>Una volta non si correva meno, ma si correva in modo diverso. Nel senso che c’era una parte “spettacolare” più marcata, ma proprio nel senso di “intrattenimento”.</p><p>Ai tempi di Coppi e Bartali e compagnia tanto per fare un esempio, correvano in pista in continuazione, anche due gare al giorno, per non parlare di criterium, 6 giorni, etc..leggendaria è la doppia vittoria di Anquetil alla Bordeaux-Paris (600km) e Dauphiné in 24h.</p><p>Ma erano gare spesso combinate, correvano in coppie di squadre diverse, etc...il tutto perché c’era un pubblico pagante che amava questo genere di corse.</p><p>Oggi questo è rimasto in Belgio/Olanda principalmente, ma se no il ciclismo è su strada e se ne sono impossessati i vari (pochi) organizzatori che detengono il vero “capitale”, ovvero i percorsi.</p><p>Gli eventi che contano sono pochi (relativamente al livello di ognuno) e bisogna portare a casa risultati in quelli. E per farlo serve un puntiglio esasperato. Adesso se uno prende 2’ di distacco si parla già di “finito” o “fuori forma”. I primi a pretendere delle specie di robot sono gli appassionati.</p><p>I corridori sono solo granelli dell’ingranaggio e non riescono ad avere spazi per se (anche economicamente). Ci stanno provando con le Hammer Séries, ma francamente mi sembrano un po’ una palla...</p><p></p><p>Secondo me una via la sta tracciando MDVP, che in barba a tutti quelli che lo vorrebbero “specializzato”, si districa alla grande un po’ dappertutto. Monetizzando alla grande oltretutto.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Ser pecora, post: 6488699, member: 1850"] Una volta non si correva meno, ma si correva in modo diverso. Nel senso che c’era una parte “spettacolare” più marcata, ma proprio nel senso di “intrattenimento”. Ai tempi di Coppi e Bartali e compagnia tanto per fare un esempio, correvano in pista in continuazione, anche due gare al giorno, per non parlare di criterium, 6 giorni, etc..leggendaria è la doppia vittoria di Anquetil alla Bordeaux-Paris (600km) e Dauphiné in 24h. Ma erano gare spesso combinate, correvano in coppie di squadre diverse, etc...il tutto perché c’era un pubblico pagante che amava questo genere di corse. Oggi questo è rimasto in Belgio/Olanda principalmente, ma se no il ciclismo è su strada e se ne sono impossessati i vari (pochi) organizzatori che detengono il vero “capitale”, ovvero i percorsi. Gli eventi che contano sono pochi (relativamente al livello di ognuno) e bisogna portare a casa risultati in quelli. E per farlo serve un puntiglio esasperato. Adesso se uno prende 2’ di distacco si parla già di “finito” o “fuori forma”. I primi a pretendere delle specie di robot sono gli appassionati. I corridori sono solo granelli dell’ingranaggio e non riescono ad avere spazi per se (anche economicamente). Ci stanno provando con le Hammer Séries, ma francamente mi sembrano un po’ una palla... Secondo me una via la sta tracciando MDVP, che in barba a tutti quelli che lo vorrebbero “specializzato”, si districa alla grande un po’ dappertutto. Monetizzando alla grande oltretutto. [/QUOTE]
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