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AAA Compagni di avventura cercasi
Trentino Alto Adige - Friuli Venezia Giulia
L'alberello del ciclista di Sirmiano
Testo
<blockquote data-quote="rapportoagile" data-source="post: 5614896" data-attributes="member: 10802"><p>Qualche annetto fa - tanti a dire il vero - questo giro lo facevo senza eccessivi problemi. È un percorso (molto) alternativo per raggiungere Sirmiano in MTB, e quindi dare una controllatina all'alberello.</p><p>Settequerce, Missiano (per una stradina di campagna), Predonico, Buchwald ( [MENTION=7528]maxjet[/MENTION] conosce bene ste strade). Poi dal Buchwald ho proseguito verso l'Alta via di Appiano, solo che poi ho proseguito per la forestale in salita (...e qui, forse, Max non la conosce).</p><p>Il caldo del fondovalle mi ha fatto arrivare al Buchwald stanchino; la successiva salita mi ha presentato il conto. È una forestale che poi termina, costantemente intorno al 9-10%. La sosta al punto più alto è un rito per me: vista stupefancente su Bolzano e le Dolomiti, un silenzio magico, tranne qualche gradito cinguettio. Alle mie spalle le rocce a strapiombo 500 m più alte.</p><p>Ogni volta che arrivo lì faccio un urlo tipo quello gli indiani, aspettando poi l'eco che puntulamente arriva. Se mi sentisse qualcuno penserebbe che sono pazzo, ma partendo di casa alle 17:00 lassù ci sono arivato alle 19:00, quindi chi volete ci sia in un luogo dimenticato come quello? Per la verità un mio vicino di casa, appassionato naturalista, mi ha detto che proprio sotto il Macaion girano almeno 3-4 orsi maschi solitari. Speriamo pensino anche loro che io sia pazzo, e la carne dei pazzi è indigesta, no?</p><p>Poi proseguo e poco prima che la forestale finisca, giro a destra per un sentierino tecnico, che mi congiunge ad un altro sentiero, poi diventa strada forestale. Sale e scende, e la lancetta della mia benzina è pericolosamente vicino al "rosso". Comincio ad essere stanco. Ma conosco bene la strada e so cosa mi aspetta. Ad un bivio un cartello dice che il sentiero che devo percorrere è chiuso per frana. Infatti è sbarrato da una fettuccia bianco/rossa. Una "franiciuola", ecchè sarà mai? Non può fermare l'orso-Claus. Arrivo al punto più bello di tutto il giro, caratterizzato dal sentiero che attraversa un'enorme sassaiola (ben visibile anche da Terlano) e sopra un salto di rocce di 500m. Ma, porca miseria, la frana è proprio qui!! Un vasto smottamento di pietre anche enormi, con un fronte di qualche centinaio di metri, ha portato via la stradina. Quando è successo deve essere stato "catastrofico"!! Comunque, che faccio ora? Decido di proseguire trascinando la mia Paduano tra le pietre. Ad un terzo del percorso mi rendo conto di aver fatto una grande caxxata. Le pietre sono instabili; tra una è l'altra le pietre più piccole non sostengono il mio peso, Scivolo spesso, prendo anche una strorta piuttosto dolorosa. Quello che qualche anno fa ritenevo un posto magico, ora mi fa paura: continua a guardare a monte se non venga giù qualche pietra "ritardataria". Mi do' dello "stupido", come considero io gli escursionisti avventati, che poi mettono in pericolo la loro vita, e quella dei soccorritori. Finalmente, raggiungo la fine di questa enorme frana e proseguo. Ho perso però moltissimo tempo, e ora temo di non riuscire ad arrivare a casa con la luce del giorno. Se poi dovesse aggiungersi un guasto....Non voglio neppure pensarci!! Il sentiero mi costringe a spingere la bici per un lungo tratto: lo sapevo, ma non me lo ricordavo così lungo: interminabile. Ora la lancetta della mia benzina è abbondantemente in zona rossa. Ma ormai la meta è vicina. Finalmente il tratto a "spinterogeno" finisce e inzia la forestale in discesa che mi porta a Sirmiano.</p><p>Ohhh, là, raggiungo "l'alberello" dall'alto. È ancora lì e sembra stare molto bene (meglio di quando era in giardino da me).</p><p>"Ci salutiamo" e mi fiondo in discesa, riuscendo ad arrivare a casa alle 21.15 con la luce del giorno che se ne sta andando.</p><p>Il kilometraggio non è molto, ma il dislivello è notevole considerata la brevità del giro: 1580 metri. E le mia povere gambe confermano!.</p><p>Ecco, stanco ma felice!!!</p><p><span style="color: Blue"><strong><u>Decisione</u></strong>: Quando ero davanti all'alberello ho deciso di dargli un nome: <strong>Carletto</strong>, in onore del DS, che ci ha lasciato la settimana scorsa.</span></p><p><span style="color: Blue">Dedico al DS Carlo, e a Marco [MENTION=8966]mabon12[/MENTION], questo faticoso, avventuroso, ma estremamente appagante giro.</span></p></blockquote><p></p>
[QUOTE="rapportoagile, post: 5614896, member: 10802"] Qualche annetto fa - tanti a dire il vero - questo giro lo facevo senza eccessivi problemi. È un percorso (molto) alternativo per raggiungere Sirmiano in MTB, e quindi dare una controllatina all'alberello. Settequerce, Missiano (per una stradina di campagna), Predonico, Buchwald ( [MENTION=7528]maxjet[/MENTION] conosce bene ste strade). Poi dal Buchwald ho proseguito verso l'Alta via di Appiano, solo che poi ho proseguito per la forestale in salita (...e qui, forse, Max non la conosce). Il caldo del fondovalle mi ha fatto arrivare al Buchwald stanchino; la successiva salita mi ha presentato il conto. È una forestale che poi termina, costantemente intorno al 9-10%. La sosta al punto più alto è un rito per me: vista stupefancente su Bolzano e le Dolomiti, un silenzio magico, tranne qualche gradito cinguettio. Alle mie spalle le rocce a strapiombo 500 m più alte. Ogni volta che arrivo lì faccio un urlo tipo quello gli indiani, aspettando poi l'eco che puntulamente arriva. Se mi sentisse qualcuno penserebbe che sono pazzo, ma partendo di casa alle 17:00 lassù ci sono arivato alle 19:00, quindi chi volete ci sia in un luogo dimenticato come quello? Per la verità un mio vicino di casa, appassionato naturalista, mi ha detto che proprio sotto il Macaion girano almeno 3-4 orsi maschi solitari. Speriamo pensino anche loro che io sia pazzo, e la carne dei pazzi è indigesta, no? Poi proseguo e poco prima che la forestale finisca, giro a destra per un sentierino tecnico, che mi congiunge ad un altro sentiero, poi diventa strada forestale. Sale e scende, e la lancetta della mia benzina è pericolosamente vicino al "rosso". Comincio ad essere stanco. Ma conosco bene la strada e so cosa mi aspetta. Ad un bivio un cartello dice che il sentiero che devo percorrere è chiuso per frana. Infatti è sbarrato da una fettuccia bianco/rossa. Una "franiciuola", ecchè sarà mai? Non può fermare l'orso-Claus. Arrivo al punto più bello di tutto il giro, caratterizzato dal sentiero che attraversa un'enorme sassaiola (ben visibile anche da Terlano) e sopra un salto di rocce di 500m. Ma, porca miseria, la frana è proprio qui!! Un vasto smottamento di pietre anche enormi, con un fronte di qualche centinaio di metri, ha portato via la stradina. Quando è successo deve essere stato "catastrofico"!! Comunque, che faccio ora? Decido di proseguire trascinando la mia Paduano tra le pietre. Ad un terzo del percorso mi rendo conto di aver fatto una grande caxxata. Le pietre sono instabili; tra una è l'altra le pietre più piccole non sostengono il mio peso, Scivolo spesso, prendo anche una strorta piuttosto dolorosa. Quello che qualche anno fa ritenevo un posto magico, ora mi fa paura: continua a guardare a monte se non venga giù qualche pietra "ritardataria". Mi do' dello "stupido", come considero io gli escursionisti avventati, che poi mettono in pericolo la loro vita, e quella dei soccorritori. Finalmente, raggiungo la fine di questa enorme frana e proseguo. Ho perso però moltissimo tempo, e ora temo di non riuscire ad arrivare a casa con la luce del giorno. Se poi dovesse aggiungersi un guasto....Non voglio neppure pensarci!! Il sentiero mi costringe a spingere la bici per un lungo tratto: lo sapevo, ma non me lo ricordavo così lungo: interminabile. Ora la lancetta della mia benzina è abbondantemente in zona rossa. Ma ormai la meta è vicina. Finalmente il tratto a "spinterogeno" finisce e inzia la forestale in discesa che mi porta a Sirmiano. Ohhh, là, raggiungo "l'alberello" dall'alto. È ancora lì e sembra stare molto bene (meglio di quando era in giardino da me). "Ci salutiamo" e mi fiondo in discesa, riuscendo ad arrivare a casa alle 21.15 con la luce del giorno che se ne sta andando. Il kilometraggio non è molto, ma il dislivello è notevole considerata la brevità del giro: 1580 metri. E le mia povere gambe confermano!. Ecco, stanco ma felice!!! [COLOR="Blue"][B][U]Decisione[/U][/B]: Quando ero davanti all'alberello ho deciso di dargli un nome: [B]Carletto[/B], in onore del DS, che ci ha lasciato la settimana scorsa. Dedico al DS Carlo, e a Marco [MENTION=8966]mabon12[/MENTION], questo faticoso, avventuroso, ma estremamente appagante giro.[/COLOR] [/QUOTE]
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