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Bici e telai
Titanio
Le nostre bici in titanio
Testo
<blockquote data-quote="faberfortunae" data-source="post: 6220281" data-attributes="member: 38293"><p>I complimenti andrebbero rivolti a Massimo Santi, un grande amante delle biciclette prima ancora di un eccellente telaista..</p><p>Andare nella sua officina è stato un po' come fare il classico "girocchiacchiera" ... per un amante delle bici è il massimo.</p><p>Sinceramente se non avessi avuto per le mani la Litespeed non ci avrei pensato un attimo di più a farmi fare un su misura, ma nella vita non si può avere tutto, e disponendo già di un buon telaio, ho preferito recuperare quello anzichè ampliare il già troppo affollato "garage".</p><p>L'idea è quella di esaltare ancora di più le peculiarità della bici in metallo, rendendendola attuale oltre che sopra le mode.</p><p>L'impianto a disco, sinceramente, è un plus che in caso di temporale in alta montagna (e a me piace molto girare su in alto, appena posso) ti garantisce una maggior sicurezza in discesa. Io l'ho trovato positivo, specialmente per noi amatori.</p><p>La forcella ha il perno passante e Corrado Spada mi ha procurato l'end cap apposito per adattare il mozzo delle Stiletto.</p><p>La bici, così finita, sta sotto gli 8 kg (seppur di qualche decina di grammi). Penso che con l'etap il peso dovrebbe scendere ulteriormente, ma non è un cruccio.</p><p>Da un punto di vista tecnico il problema più grande è stato allargare il carro di qualche millimetro per ospitare l'attacco flat mount, come va di moda ora (e, come sembra esser diventato, standard definitivo).</p><p>Avevo visto un NEVI con l'attacco IS dietro al pendente, come le prime MTB a disco. Sinceramente non mi faceva impazzire, ma pensate, ero disposto anche a recepire quella soluzione ove non fosse stato possibile impiantare lo standard Flat Mount.</p><p>Massimo con molta professionalità, dopo aver effettuato le proiezioni di rito, pinze shimano alla mano, mi aveva rassicurato che avrebbe potuto modificare il telaio nel fodero, allargandolo di qualche millimetro per rispettare battuta standard ed ospitare il flat.</p><p>L'altro mio cruccio era rappresentato dalla "flessibilità" congenita del titanio, dalla sua "mutabilità" e quindi dalla possibilità che i pochi millimetri di luce che ci sono tra le pastiglie delle pinze potessero "spostarsi" (con gli intuibili risultati) in forza delle torsioni meccaniche a cui è sottoposto il carro.</p><p>Invece nulla di nulla. Non uno sfregamento ne' uno "zinzinnio" dal carro. Silenzio e scorrevolezza massima della ruota (e luce sempre presente tra le pastiglie).</p><p>Insomma io non so come sia stato possibile, ma è stato possibile. Max è stato veramente un artista.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="faberfortunae, post: 6220281, member: 38293"] I complimenti andrebbero rivolti a Massimo Santi, un grande amante delle biciclette prima ancora di un eccellente telaista.. Andare nella sua officina è stato un po' come fare il classico "girocchiacchiera" ... per un amante delle bici è il massimo. Sinceramente se non avessi avuto per le mani la Litespeed non ci avrei pensato un attimo di più a farmi fare un su misura, ma nella vita non si può avere tutto, e disponendo già di un buon telaio, ho preferito recuperare quello anzichè ampliare il già troppo affollato "garage". L'idea è quella di esaltare ancora di più le peculiarità della bici in metallo, rendendendola attuale oltre che sopra le mode. L'impianto a disco, sinceramente, è un plus che in caso di temporale in alta montagna (e a me piace molto girare su in alto, appena posso) ti garantisce una maggior sicurezza in discesa. Io l'ho trovato positivo, specialmente per noi amatori. La forcella ha il perno passante e Corrado Spada mi ha procurato l'end cap apposito per adattare il mozzo delle Stiletto. La bici, così finita, sta sotto gli 8 kg (seppur di qualche decina di grammi). Penso che con l'etap il peso dovrebbe scendere ulteriormente, ma non è un cruccio. Da un punto di vista tecnico il problema più grande è stato allargare il carro di qualche millimetro per ospitare l'attacco flat mount, come va di moda ora (e, come sembra esser diventato, standard definitivo). Avevo visto un NEVI con l'attacco IS dietro al pendente, come le prime MTB a disco. Sinceramente non mi faceva impazzire, ma pensate, ero disposto anche a recepire quella soluzione ove non fosse stato possibile impiantare lo standard Flat Mount. Massimo con molta professionalità, dopo aver effettuato le proiezioni di rito, pinze shimano alla mano, mi aveva rassicurato che avrebbe potuto modificare il telaio nel fodero, allargandolo di qualche millimetro per rispettare battuta standard ed ospitare il flat. L'altro mio cruccio era rappresentato dalla "flessibilità" congenita del titanio, dalla sua "mutabilità" e quindi dalla possibilità che i pochi millimetri di luce che ci sono tra le pastiglie delle pinze potessero "spostarsi" (con gli intuibili risultati) in forza delle torsioni meccaniche a cui è sottoposto il carro. Invece nulla di nulla. Non uno sfregamento ne' uno "zinzinnio" dal carro. Silenzio e scorrevolezza massima della ruota (e luce sempre presente tra le pastiglie). Insomma io non so come sia stato possibile, ma è stato possibile. Max è stato veramente un artista. [/QUOTE]
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