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Maratona dles Dolomites 2007
Testo
<blockquote data-quote="cacaito" data-source="post: 804174" data-attributes="member: 4469"><p>Per me era la prima Maratona; non ero tanto convinto di iscrivermi per via della lontananza, per la durezza del percorso e per il fatto che partendo dal fondo avrei dovuto fare le prime salite quasi a piedi.</p><p>Poi l'entusiasmo di alcuni amici che avevano già partecipato mi ha spinto a provare almeno 1 volta.</p><p>Così sabato mattina sono partito, dopo 6 ore e mezzo di viaggio in auto con diversi rallentamenti mi stavo già pentendo.</p><p>Poi quando sono uscito dall'autostrada si è aperto un panorama da far paura; mi immaginavo la fatica di scalare quelle montagne.</p><p>I tornanti del Passo Gardena fatto in macchina e le strade piene di ciclisti che si allenavano per la gara mi hanno definitivamente demoralizzato; ho pensato " questi fanno sul serio, io cosa sono venuto a fare? ".</p><p>Il pomeriggio ho incontrato Anto ed i suoi compagni di squadra che mi hanno gentilmente imbucato nel ristorante del loro albergo visto che a La Villa non c'era posto per cenare prima delle 22.</p><p>La Domenica mattina sveglia alle 4, colazione e in griglia alle 5.15 (pettorale 10297); il mio obiettivo era di finire entro le 6 ore e 15'. Secondo alcuni amici era fattibile, secondo altri (la maggior parte) partendo dall'ultima griglia avrei avuto parecchie difficoltà.</p><p>Verso le 6.35 si parte, un pò a rilento, subito inizia la salita e mi sento abbastanza in forma; piano piano riesco a farmi strada e supero diversi ciclisti.</p><p>Lo stesso sulla salita successiva; nonostante il numero di partenti si riesce a sorpassare senza troppe difficoltà.</p><p>Poi il passo Sella ed il passo Gardena che il giorno prima mi aveva spaventato riesco a farlo bene. </p><p>Sento di essere in forma ma non forzo più di tanto per conservare le energie per il temutissimo Giau di cui ho sentito tanto parlare, e sempre male.</p><p>E dopo 3 ore e 19' eccolo che arriva; c'è una fila continua di ciclisti.</p><p>Parto col mio passo, le gambe stanno ancora bene e vedo che riesco ad andare un po' più veloce della maggioranza delle persone; così prendo coraggio e lungo la salita aumento sempre il ritmo.</p><p>Arrivo in cima e il computerino segna 4 ore e 14'; rimane da fare il passo Falzarego, l'obiettivo sembra essere a portata di mano.</p><p>L'ultima salita non è impegnativa ma il Giau inizia a farsi sentire sulle gambe; gli ultimi due Km per arrivare al passo Valparola sono davvero duri, ma insieme ad un altro ciclista con cui ho fatto tutta la salita continuiamo a spingere e a sorpassare gente.</p><p>Quando arriviamo in cima lui mi chiede che tempo ho: 5 ore e 11', allora mi dice che possiamo farcela a finire entro le 5 ore e 35'.</p><p>Inizia atirare come un matto in discesa, provo a stargli dietro ma ho sempre paura per una recente caduta e dopo qualche curva mi stacco.Continuo a tirare da solo sui dirittoni in discesa, arrivo a La villa e rimane il falsopiano in salita verso Corvara.</p><p>Non guardo più il tempo e cerco solo di andare sempre al massimo fino alla fine; ma in certi tratti non riesco a fare più di 25km/h.</p><p>Ad 1 Km dalla fine mi riprende un gruppetto che tira forte, stringo i denti e mi accodo.</p><p>Passo los triscione dell'arrivo, guardo il tempo: 5 ore e 38'.</p><p>Non è possibile, sono felice del risultato perchè comunque ho raggiunto il mio obiettivo di stare sotto le 6 ore e 15'; però se nelle discesi avessi meno paura sarei riuscito tranquillamente a togliere quei 3 minuti per fare 5 e 35' ed andare in prima griglia alla prossima edizione.</p><p>Pazienza, mi ritrovo con Liucguru e mangiamo insieme; ad un certo punto messaggio di Datasport sul cellulare.</p><p>Posizione 151 esimo, tempo 5 ore 33'; non avevo tenuto conto dei minuti passati da quando sono partito a quando sono passato dal via.</p><p>Ora sono davvero felice, per me è stata un impresa gestire le forze per tirare fino in fondo e riuscire a stare sotto le 5 e 35' subito alla prima partecipazione.</p><p>In conclusione, prima di partecipare avevo qualche dubbio se valesse la pena farsi più di 1000km fra andata e ritorno per fare una gara così dura; ora dopo aver visto questi paesaggi, queste salite e dopo aver vissuto l'atmosfera di questa gara sono sicuro che ne valga la pena.</p><p>Scusate se sono stato così lungo, ma dopo aver letto i vostri commenti, ho voluto raccontare anche la mia esperienza.</p><p>Non aggiungo altro a quello che avete già detto sull'organizzazione e l'ospitalità della maratona, davvero perfetta.</p><p>Ciao a tutti, ci vediamo alla Prato-Abetone.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="cacaito, post: 804174, member: 4469"] Per me era la prima Maratona; non ero tanto convinto di iscrivermi per via della lontananza, per la durezza del percorso e per il fatto che partendo dal fondo avrei dovuto fare le prime salite quasi a piedi. Poi l'entusiasmo di alcuni amici che avevano già partecipato mi ha spinto a provare almeno 1 volta. Così sabato mattina sono partito, dopo 6 ore e mezzo di viaggio in auto con diversi rallentamenti mi stavo già pentendo. Poi quando sono uscito dall'autostrada si è aperto un panorama da far paura; mi immaginavo la fatica di scalare quelle montagne. I tornanti del Passo Gardena fatto in macchina e le strade piene di ciclisti che si allenavano per la gara mi hanno definitivamente demoralizzato; ho pensato " questi fanno sul serio, io cosa sono venuto a fare? ". Il pomeriggio ho incontrato Anto ed i suoi compagni di squadra che mi hanno gentilmente imbucato nel ristorante del loro albergo visto che a La Villa non c'era posto per cenare prima delle 22. La Domenica mattina sveglia alle 4, colazione e in griglia alle 5.15 (pettorale 10297); il mio obiettivo era di finire entro le 6 ore e 15'. Secondo alcuni amici era fattibile, secondo altri (la maggior parte) partendo dall'ultima griglia avrei avuto parecchie difficoltà. Verso le 6.35 si parte, un pò a rilento, subito inizia la salita e mi sento abbastanza in forma; piano piano riesco a farmi strada e supero diversi ciclisti. Lo stesso sulla salita successiva; nonostante il numero di partenti si riesce a sorpassare senza troppe difficoltà. Poi il passo Sella ed il passo Gardena che il giorno prima mi aveva spaventato riesco a farlo bene. Sento di essere in forma ma non forzo più di tanto per conservare le energie per il temutissimo Giau di cui ho sentito tanto parlare, e sempre male. E dopo 3 ore e 19' eccolo che arriva; c'è una fila continua di ciclisti. Parto col mio passo, le gambe stanno ancora bene e vedo che riesco ad andare un po' più veloce della maggioranza delle persone; così prendo coraggio e lungo la salita aumento sempre il ritmo. Arrivo in cima e il computerino segna 4 ore e 14'; rimane da fare il passo Falzarego, l'obiettivo sembra essere a portata di mano. L'ultima salita non è impegnativa ma il Giau inizia a farsi sentire sulle gambe; gli ultimi due Km per arrivare al passo Valparola sono davvero duri, ma insieme ad un altro ciclista con cui ho fatto tutta la salita continuiamo a spingere e a sorpassare gente. Quando arriviamo in cima lui mi chiede che tempo ho: 5 ore e 11', allora mi dice che possiamo farcela a finire entro le 5 ore e 35'. Inizia atirare come un matto in discesa, provo a stargli dietro ma ho sempre paura per una recente caduta e dopo qualche curva mi stacco.Continuo a tirare da solo sui dirittoni in discesa, arrivo a La villa e rimane il falsopiano in salita verso Corvara. Non guardo più il tempo e cerco solo di andare sempre al massimo fino alla fine; ma in certi tratti non riesco a fare più di 25km/h. Ad 1 Km dalla fine mi riprende un gruppetto che tira forte, stringo i denti e mi accodo. Passo los triscione dell'arrivo, guardo il tempo: 5 ore e 38'. Non è possibile, sono felice del risultato perchè comunque ho raggiunto il mio obiettivo di stare sotto le 6 ore e 15'; però se nelle discesi avessi meno paura sarei riuscito tranquillamente a togliere quei 3 minuti per fare 5 e 35' ed andare in prima griglia alla prossima edizione. Pazienza, mi ritrovo con Liucguru e mangiamo insieme; ad un certo punto messaggio di Datasport sul cellulare. Posizione 151 esimo, tempo 5 ore 33'; non avevo tenuto conto dei minuti passati da quando sono partito a quando sono passato dal via. Ora sono davvero felice, per me è stata un impresa gestire le forze per tirare fino in fondo e riuscire a stare sotto le 5 e 35' subito alla prima partecipazione. In conclusione, prima di partecipare avevo qualche dubbio se valesse la pena farsi più di 1000km fra andata e ritorno per fare una gara così dura; ora dopo aver visto questi paesaggi, queste salite e dopo aver vissuto l'atmosfera di questa gara sono sicuro che ne valga la pena. Scusate se sono stato così lungo, ma dopo aver letto i vostri commenti, ho voluto raccontare anche la mia esperienza. Non aggiungo altro a quello che avete già detto sull'organizzazione e l'ospitalità della maratona, davvero perfetta. Ciao a tutti, ci vediamo alla Prato-Abetone. [/QUOTE]
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