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MARATONA DLES DOLOMITES 2019
Testo
<blockquote data-quote="Leopejo" data-source="post: 6450059" data-attributes="member: 13900"><p>Un saluto dalla Polonia! L'anno scorso avevo spostato la Maratona a quest'anno per mancanza di forma. Accompagnai comunque i miei compagni di squadra polacchi per far loro da Cicerone, autista, fotografo. Tutti l'anno scorso dopo la Maratona fecero il sorteggio per quest'anno - evidentemente erano rimasti troppo affascinati dalle Dolomiti e dalla gara. Purtroppo non sono stati estratti quest'anno e quindi sono sceso in Italia con solo un amico, che si era preiscritto da solo e miracolosamente e' stato estratto. </p><p>Questo e' l'anno migliore da quando vivo in Polonia come chilometri percorsi e risultati nelle gare - pero' gare corte, tipo i circuiti in Italia, con salite al massimo di 2-3 minuti a tutta. Salite vere dalle mie parti non ci sono. Per fare 300-400 m di dislivello in una singola salita mi tocca prendere l'auto e farmi 60-70 km. E la salita con piu' dislivello, 450 m, ha una pendenza media del 4,5 %.</p><p>Dopo un veloce e magico Pordoi il venerdi' sera ed un sempre simpatico Arabba - Falzarego/Valparola - Campolongo - Arabba il sabato le sensazioni sul Sellaronda sono ottime, la gamba gira senza fatica, mi risparmio per il Giau e comincio a calcolare che scendere sotto le 7 ore non dovrebbe essere troppo difficile. Ed invece sul Giau all'improvviso si fa sentire la mancanza di un rapporto adeguato (39/28), il sovrappeso cronico e la mancanza di allenamento su lunghe salite dure: mi superano tutti tranne che sui tornanti, quando sono io a superarne un paio a tornante passando largo. Dopo un paio di km di salita mi sorprendono i crampi all'interno coscia - mai avuti prima. Mi tocca fermarmi due volte sul Giau e poi sul Falzarego per i crampi e non so neanche che stretching fare per farli sparire! A quel punto l'unico obiettivo diventa arrivare al traguardo, meglio se sotto le 8 ore. Alla fine comunque soddisfattissimo delle mie 7 h 22' (7 h 07' di Garmin), migliori rispetto ai rispettivamente c. 7 h 44' e 7 h 11' (?) del 2010, quando avevo 9 anni e diversi kg di meno.</p><p></p><p>Intanto il mio compagno di squadra - alto, grosso, con poco allenamento nelle gambe - si intestardisce a fare il lungo. Glielo dico: "guarda che fare il medio e' un ottimo risultato! Sellaronda e Falzarego/Valparola sono signore salite! Non ti sei mai neanche avvicinato ai 3000 m di dislivello del medio!". Sono convinto che non riesca ad arrivare al bivio medio/lungo entro le 11.45, quando chiudono il lungo. Ed invece lui fa a tutta il Sellaronda, saltando tutti i rifornimenti ed al bivio ci arriva addirittura con mezz'ora di anticipo. Da li' in poi se la prende piu' comoda, facendo sosta sia ai rifornimenti che ogni pochi km sul Giau. Lo aspetto due ore sotto l'acqua a Corvara e comincio a pensare al peggio, ma ecco che verso le 16.30 lo vedo sbucare dalla penultima curva. In ritardo di un quarto d'ora ("ma se avessi potuto affrontare la discesa del Falzarego con l'asciutto sarei arrivato entro le 16.15!"), ma classificato lo stesso e felicissimo di aver compiuto un'impresa. Un'impresa di cui sinceramente non lo vedevo capace. Sia lui che io non vediamo l'ora di fare la preiscrizione per l'anno prossimo!</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Leopejo, post: 6450059, member: 13900"] Un saluto dalla Polonia! L'anno scorso avevo spostato la Maratona a quest'anno per mancanza di forma. Accompagnai comunque i miei compagni di squadra polacchi per far loro da Cicerone, autista, fotografo. Tutti l'anno scorso dopo la Maratona fecero il sorteggio per quest'anno - evidentemente erano rimasti troppo affascinati dalle Dolomiti e dalla gara. Purtroppo non sono stati estratti quest'anno e quindi sono sceso in Italia con solo un amico, che si era preiscritto da solo e miracolosamente e' stato estratto. Questo e' l'anno migliore da quando vivo in Polonia come chilometri percorsi e risultati nelle gare - pero' gare corte, tipo i circuiti in Italia, con salite al massimo di 2-3 minuti a tutta. Salite vere dalle mie parti non ci sono. Per fare 300-400 m di dislivello in una singola salita mi tocca prendere l'auto e farmi 60-70 km. E la salita con piu' dislivello, 450 m, ha una pendenza media del 4,5 %. Dopo un veloce e magico Pordoi il venerdi' sera ed un sempre simpatico Arabba - Falzarego/Valparola - Campolongo - Arabba il sabato le sensazioni sul Sellaronda sono ottime, la gamba gira senza fatica, mi risparmio per il Giau e comincio a calcolare che scendere sotto le 7 ore non dovrebbe essere troppo difficile. Ed invece sul Giau all'improvviso si fa sentire la mancanza di un rapporto adeguato (39/28), il sovrappeso cronico e la mancanza di allenamento su lunghe salite dure: mi superano tutti tranne che sui tornanti, quando sono io a superarne un paio a tornante passando largo. Dopo un paio di km di salita mi sorprendono i crampi all'interno coscia - mai avuti prima. Mi tocca fermarmi due volte sul Giau e poi sul Falzarego per i crampi e non so neanche che stretching fare per farli sparire! A quel punto l'unico obiettivo diventa arrivare al traguardo, meglio se sotto le 8 ore. Alla fine comunque soddisfattissimo delle mie 7 h 22' (7 h 07' di Garmin), migliori rispetto ai rispettivamente c. 7 h 44' e 7 h 11' (?) del 2010, quando avevo 9 anni e diversi kg di meno. Intanto il mio compagno di squadra - alto, grosso, con poco allenamento nelle gambe - si intestardisce a fare il lungo. Glielo dico: "guarda che fare il medio e' un ottimo risultato! Sellaronda e Falzarego/Valparola sono signore salite! Non ti sei mai neanche avvicinato ai 3000 m di dislivello del medio!". Sono convinto che non riesca ad arrivare al bivio medio/lungo entro le 11.45, quando chiudono il lungo. Ed invece lui fa a tutta il Sellaronda, saltando tutti i rifornimenti ed al bivio ci arriva addirittura con mezz'ora di anticipo. Da li' in poi se la prende piu' comoda, facendo sosta sia ai rifornimenti che ogni pochi km sul Giau. Lo aspetto due ore sotto l'acqua a Corvara e comincio a pensare al peggio, ma ecco che verso le 16.30 lo vedo sbucare dalla penultima curva. In ritardo di un quarto d'ora ("ma se avessi potuto affrontare la discesa del Falzarego con l'asciutto sarei arrivato entro le 16.15!"), ma classificato lo stesso e felicissimo di aver compiuto un'impresa. Un'impresa di cui sinceramente non lo vedevo capace. Sia lui che io non vediamo l'ora di fare la preiscrizione per l'anno prossimo! [/QUOTE]
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