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marche marathon 2012
Testo
<blockquote data-quote="ezio79" data-source="post: 3197270" data-attributes="member: 5258"><p>comprendo quello che dici e non hai torto, però credo che il tema meriti qualche riflessione in più - anche se OT ... scusate -</p><p>le gare dei pro non sono facilmente paragonabili a quelle degli amatori, ad esempio i Pro sono scesi senza particolari problemi dal catria non asfalatato, ma la gf del sentino dopo varie riflessioni dovette desistere dall'usare quella discesa perché inadatta a tanti ciclisti non tutti sufficientemente abili ed esperti.</p><p></p><p>Poi tra i pro c'è gioco di squadra la capacità del corridore di mettere in pratica le direttive del DS ect</p><p>tra i cicloamatori se il percorso non è sufficientemente movimentato si formano grupponi difficilmente gestibili e pericolosi in diverse occasioni</p><p></p><p></p><p>già con arrivo a S.Vittoria ci sarebbe un arrivo più bello e meno pericoloso rispetto all'attuale a Servigliano</p><p></p><p></p><p>l'obiettivo non è mai fare percorsi duri fini a se stessi, ma creare itinerari belli e significativi dove ciascuno possa procedere confrontandosi in primis con sé stesso.</p><p>Quanto alla crescita esponenziale del divario quello è solo una conseguenza: già a livello lineare se ogni 10km il gruppo X guadagna 1' sul gruppo Y, su una gara di 100 km il distacco sarà di 10' e su 150km di 15',</p><p>stesso discorso per il il dislivello.</p><p>Nella realtà però influisce un altro fattore<img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/toiletpaper.gif" class="smilie" loading="lazy" alt=":o" title="Toiletpaper :o" data-shortname=":o" />vvero che i primi sono mediamente più allenati e quindi tengono meglio sulla distanza per cui questo accentua ancora di più le cose.</p><p>Ora mi sembra che questo aspetto sia problematico solo dal punto di vista della sicurezza e del presidio degli incroci, non altri aspetti della manifestazione.</p><p>Anche perché solo gare a circuito non particolarmente selettive permetto - salvo fughe - di portare quasi tutti insieme al traguardo, generando sicuramente adrenalina in volate spesso spettacolari quanto pericolose, non tanto davanti quanto dietro</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="ezio79, post: 3197270, member: 5258"] comprendo quello che dici e non hai torto, però credo che il tema meriti qualche riflessione in più - anche se OT ... scusate - le gare dei pro non sono facilmente paragonabili a quelle degli amatori, ad esempio i Pro sono scesi senza particolari problemi dal catria non asfalatato, ma la gf del sentino dopo varie riflessioni dovette desistere dall'usare quella discesa perché inadatta a tanti ciclisti non tutti sufficientemente abili ed esperti. Poi tra i pro c'è gioco di squadra la capacità del corridore di mettere in pratica le direttive del DS ect tra i cicloamatori se il percorso non è sufficientemente movimentato si formano grupponi difficilmente gestibili e pericolosi in diverse occasioni già con arrivo a S.Vittoria ci sarebbe un arrivo più bello e meno pericoloso rispetto all'attuale a Servigliano l'obiettivo non è mai fare percorsi duri fini a se stessi, ma creare itinerari belli e significativi dove ciascuno possa procedere confrontandosi in primis con sé stesso. Quanto alla crescita esponenziale del divario quello è solo una conseguenza: già a livello lineare se ogni 10km il gruppo X guadagna 1' sul gruppo Y, su una gara di 100 km il distacco sarà di 10' e su 150km di 15', stesso discorso per il il dislivello. Nella realtà però influisce un altro fattore:ovvero che i primi sono mediamente più allenati e quindi tengono meglio sulla distanza per cui questo accentua ancora di più le cose. Ora mi sembra che questo aspetto sia problematico solo dal punto di vista della sicurezza e del presidio degli incroci, non altri aspetti della manifestazione. Anche perché solo gare a circuito non particolarmente selettive permetto - salvo fughe - di portare quasi tutti insieme al traguardo, generando sicuramente adrenalina in volate spesso spettacolari quanto pericolose, non tanto davanti quanto dietro [/QUOTE]
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