Mattia Gaffuri tra i Pro

jan80

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Non ho detto non ci sia motore,altrimenti neanche se ne parlerebbe.......sto mettendo in discussione che al momento non può pretendere nulla,se riesce a vincere academy bene,altrimenti anche con Swatt avrà delle belle possibilità per mettersi in luce se il motore è reale.
Sul età non vedo problemi......ha 26 anni non 34,quindi se anche fa bene con la Swatt nel 2025 le strade si aprono comunque nel 2026.
 

LIUL

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si pienamente d'accordo
 
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(advanced pro nox, argon 18 gallium), ora Cervèlo S3

Ma io non ho detto che merita il WT, un contratto da Pro, che è super mega ultra fantastico

Provo a mettere su delle ipotesi

Vergallito, per rimanere "in quell'ambito", da under, che risultati aveva?
Lo chiedo per mera curiosità, visto che non ne conosco lo "storico"
 

JamesHunt

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Vergallito aveva risultati diciamo discreti, nel senso che non era facile notarlo.

Il problema tra junior e under 23 è che non tutti nascono fenomeni, alcuni non si trovano nelle condizioni di rendere al meglio, altri non si mettono nelle condizioni di rendere al meglio. Magari mancano gli stimoli...

Ho visto gente che correva ai miei tempi con numeri assolutamente non distanti da quelli dei vari Cunego, Pozzato e simili che si è persa per strada o che non ha reso quanto poteva.

Poi magari la passione c'è è giri nel mondo amatoriale, ma sono due cose totalmente diverse. E il treno ormai salvo pochissimi casi è passato.

Una delle poche occasioni è la Zwift Academy.
 

iban

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Un mio vecchio ds diceva sempre che il momento che fa la differenza nella vita di un ragazzo che corre nelle categorie giovanili è solo uno, ed è quando scopri la patata, se superi quel momento indenne allora qualche speranza di fare strada la hai, ma se preferisci correre dietro la patata invece che in bici puoi essere pure Merckx (diceva all'epoca, oggi possiamo dire Pogacar) ma non andrai da nessuna parte.
All'epoca credevo esagerasse ma col senno di poi posso dire che il discorso è molto enfatizzato ma non molto distante dalla realtà.
 

JamesHunt

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Ahahah! Anche a me dicevano quello.

In realtà secondo me ci sono anche altre componenti, però il tutto nella testa di ragazzi di 18/19 anni possono fare molta differenza.

Penso in particolare alla categoria Juniores dove si inizia a fare sul serio davvero e dove è necessario cambiare passo, sia negli allenamenti che nell'alimentazione che nella mentalità. Li è difficile vivere di rendita... ed è facilissimo mollare di testa.
 
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jan80

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Vergallito da Under23 circa stessi risultati di Gaffuri ( quasi nulli) da juniores invece qualche buona prestazione e vittoria ( oltre ad essere in una grande squadra).
Io ritengo Il Bandito un pelo superiore,per questo è passato e per me può pure meritare il WT.
Di Gaffuri non ho nulla in contrario,ma al momento deve ancora dimostrare tanto,visto che mi sembra più corridore da Kom che corridore vero,per questo che se anche fossi un cerca talentii Bardiani o Eolo per dire non lo prenderei,vorrei almeno vederlo in una stagione a fare gare con squadre Continental e se mi dimostra di esserci,vincendo e dando dimostrazione di superiorità non avrei problemi a metterlo in organico al posto di un under23 per dire.
 

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A 17/18 anni rinunciare alle serate con gli amici o alla fidanzatina perché devi allenarti o riposare per una gara non è affatto scontato. È un sacrificio che senti ancora di più quando tutti gli altri sono liberi di divertirsi e tu invece sei concentrato sulla tua Vo2max o sui tuoi W/kg.
E al contrario di altri sport, tipo il calcio che ti sacrifica i week endo invernali ma l'estate te la lascia libera, il momento clou della stagione ciclistica è proprio l'estate, con tutti i tuoi amici che sono liberi e pensano a divertirsi. Questo amplifica il senso di sacrificio e ti mette davanti a una scelta: o ci credi davvero, perché hai una passione vera per il ciclismo, oppure arrivi a un punto in cui molli e decidi di vivere come fanno i tuoi coetanei.
Gli anni da juniores sono spesso decisivi perché è lì che capisci se sei disposto a fare questi sacrifici o se preferisci seguire un'altra strada. E qualunque sia la scelta non è una scelta sbagliata, è semplicemente una questione di priorità.
Alla fine, come dici tu, è tutto nella testa: a quell'età sei in un momento di transizione, dove devi maturare una mentalità da atleta, ma sei anche un ragazzo che vuole vivere la sua età. Non è facile trovare il giusto equilibrio, e chi ci riesce spesso è perché ha dentro una motivazione fortissima.
Comunque qualcuno prima di me ha riassunto tutta questo in "è uno sport di merda" e non ha tutti i torti.