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Mattia Gaffuri tra i Pro
Testo
<blockquote data-quote="Rapetti" data-source="post: 7774118" data-attributes="member: 171882"><p>Non saremo mai dei vincenti.</p><p></p><p>Swatt Club e’ rivincita, e’ rivedere la luce anche quando si stanno chiudendo tutti gli spazi. Swatt Club non trova se stesso in un trofeo, in una maglia nazionale da appendere, nei punti UCI, nel riconoscimento sociale. Capiamo che tutte queste cose, quando andiamo a scavare a fondo nel nostro animo, sono tutte puttanate.</p><p>Perché alla fine ti chiedi perché lo fai. Perché alla fine vorresti saperlo anche tu il motivo, come quei ragazzi che erano in strada il 29 Giugno 2025, come tanti di voi che hanno vissuto quel giorno insieme.</p><p>Ti chiedi perché sei li. E non sai darti una spiegazione nell’immediato, lo capisci solo dopo un po’ di tempo, quando ripensi a ciò che e’ stato fatto.</p><p></p><p>E sapete cosa inizi a pensare del successo? Che anche quello e’ una grande puttanata. Perché lo sport, il nostro modo di fare sport, e’ lontano da qualsiasi riconoscimento che ti etichetta in un determinato spazio sociale sportivo. Ci chiamano Amatori. Ci hanno definito così anche dopo il 29 Giugno, hanno definito Amatori anche quei ragazzi che hanno gareggiato contro un plotone di Professionisti. Amatori, dalle Granfondo al Campionato Italiano Pro. Hanno chiamato Amatore anche Conca, il Campione Italiano. E sapete una cosa? Avevano ragione, hanno tutt'ora ragione.</p><p></p><p>Noi siamo Amatori fino al midollo, perché non ci sono differenze, ogni giorno, ogni volta che ci alleniamo, ogni volta che mettiamo il numero sulla schiena, ogni volta che parliamo di sport, ogni volta che viviamo un'esperienza sportiva. Siamo Amatori perché viviamo in un'emulazione continua e perpetua di quel mondo che guardiamo con gli occhi di un bambino.</p><p>Siamo Amatori, si cazzo. Siamo Amatori perché siamo arrivati a questo punto non per soldi, non per fama, non per contratti.</p><p>Siamo arrivati qui per un solo motivo: Per Amore.</p><p>Amatori appunto, Per Amore.</p><p></p><p>I mesi passano e il 29 Giugno e’ un ricordo indelebile, una giornata che ha segnato per sempre la nostra vita, ma non il nostro animo, anzi.</p><p>Il successo ti avvicina a nuovi mondi, nuove persone che ti dicono “bravi, complimenti per quello che fate”, ma che in realtà non sanno veramente cosa facciamo, in realtà non sanno cosa ci anima dentro il nostro corpo. Quello che abbiamo fatto tutti insieme è pura e semplice manovalanza sportiva, e’ mangiare merda e rimboccarsi le maniche, avere un'idea e seguirla in profondità, confutarla, dubitarla, magari cambiarla, ma farlo sempre con un'intensità estrema.</p><p>Perché la cosa più porno non e’ andare alle premiazioni, non e’ sentire la gente che ti ferma perché vuole una foto, non e’ “il ciclismo che conta” che finalmente ci riconosce come squadra che ha merito.</p><p></p><p></p><p>La cosa più porno e’ cenare la sera prima di una gara con la maglia Pizzeria Solowattaggio in mezzo a squadre World Tour, e’ stare seduti sui seggiolini da campeggio mentre tutte le squadre sono sulle poltrone dei bus. La cosa piu’ porno e’ passare una borraccia a 50 orari, e’ controllare la mappa per tagliare percorsi e non sbagliare il piano, e’ fare refresh su un sito web che fa la diretta scritta di una corsa, e’ guardare il live streaming pixelato e scattante, e’ chiedere informazioni anche dove non ce ne sono, è attendere cinque ore ad una temperatura di 40 gradi per poi godersi 30 secondi di emozioni nude e crude. Litigare in una stanza di Hotel in Canada, incazzarsi per motivi che forse un senso non ce l’hanno ma perché Swatt e’ Intensità e senza quella è meglio stare a casa. La cosa piu’ porno e’ la sera prima della nostra prima corsa UCI a Rodi, quando credevamo fosse un salto nel vuoto, ma in realtà era tutto uguale a quello che abbiamo sempre fatto. <strong>Perché non ci sono differenze</strong>.</p><p></p><p>Perché non e’ stato il nostro primo anno di attività Elite questo, no, non lo e’. Sono 12 anni che lavoriamo per tutto questo, sono 12 anni che costruiamo questa cosa mattone dopo mattone, perché l’ironia del Road to World Tour era piu’ reale di quello che molti pensavano, perché siamo nati agonisti ed e’ li che moriremo.</p><p>Perché siamo nati su una gondola durante una competizione agonistica, siamo nati in strada dove le cose accadono ed e’ li che ci sentiamo vivi. Non su un Pdf di presentazione, online sui social, su uno schermo o su una targa di un trofeo. Quello e’ tutto contorno, che tradotto significa "tutte cazzate".</p><p></p><p>Non c’e’ budget milionario che possa comprare la fame della strada, non c’e’ budget che possa comprare queste emozioni. Mai.</p><p>Perché l’unica cosa che conta per noi e’ farlo Per Amore. E nemmeno quello lo puoi comprare. </p><p></p><p>Ve lo ripetiamo, perché l'abbiamo visto con i nostri occhi. Dalla Granfondo Strade Bianche, fino alla Maratona delle Dolomiti, dal Circuito del paese fino ai Milano-Manetta, passando per il Crit di Lainate. Dalle gare Amatoriali alle corse UCI, fino al Campionato Italiano: se lo fai Per Amore, le differenze non ci sono.</p><p>E finche’ sarà cosi avremo motivo di esistere. Quando si spegnerà quella fiamma allora sarà il momento di lasciare spazio a qualcun altro, smetteremo di essere quello che siamo.</p><p></p><p>Oggi mettete David Bowie a tutto volume, perché quest'anno siete stati Eroi per un giorno, Voi. Voi ragazzi che eravate in corsa, voi in strada ad incitare, voi a casa davanti alla TV. Voi che ci siete sempre stati.</p><p>Perché senza di voi nessuno sarebbe qui ora. Perché questa cosa nel ciclismo, in tutto lo sport, non è mai successa.</p><p></p><p>We can be Heroes, just for one day.<strong></strong></p><p><strong>We can be us, just for one day.</strong></p><p></p><p>Continuiamo ad essere Amatori, perché è la cosa più porno che possiamo fare. <strong></strong></p><p><strong></strong></p><p><strong>PER AMORE.</strong></p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Rapetti, post: 7774118, member: 171882"] Non saremo mai dei vincenti. Swatt Club e’ rivincita, e’ rivedere la luce anche quando si stanno chiudendo tutti gli spazi. Swatt Club non trova se stesso in un trofeo, in una maglia nazionale da appendere, nei punti UCI, nel riconoscimento sociale. Capiamo che tutte queste cose, quando andiamo a scavare a fondo nel nostro animo, sono tutte puttanate. Perché alla fine ti chiedi perché lo fai. Perché alla fine vorresti saperlo anche tu il motivo, come quei ragazzi che erano in strada il 29 Giugno 2025, come tanti di voi che hanno vissuto quel giorno insieme. Ti chiedi perché sei li. E non sai darti una spiegazione nell’immediato, lo capisci solo dopo un po’ di tempo, quando ripensi a ciò che e’ stato fatto. E sapete cosa inizi a pensare del successo? Che anche quello e’ una grande puttanata. Perché lo sport, il nostro modo di fare sport, e’ lontano da qualsiasi riconoscimento che ti etichetta in un determinato spazio sociale sportivo. Ci chiamano Amatori. Ci hanno definito così anche dopo il 29 Giugno, hanno definito Amatori anche quei ragazzi che hanno gareggiato contro un plotone di Professionisti. Amatori, dalle Granfondo al Campionato Italiano Pro. Hanno chiamato Amatore anche Conca, il Campione Italiano. E sapete una cosa? Avevano ragione, hanno tutt'ora ragione. Noi siamo Amatori fino al midollo, perché non ci sono differenze, ogni giorno, ogni volta che ci alleniamo, ogni volta che mettiamo il numero sulla schiena, ogni volta che parliamo di sport, ogni volta che viviamo un'esperienza sportiva. Siamo Amatori perché viviamo in un'emulazione continua e perpetua di quel mondo che guardiamo con gli occhi di un bambino. Siamo Amatori, si cazzo. Siamo Amatori perché siamo arrivati a questo punto non per soldi, non per fama, non per contratti. Siamo arrivati qui per un solo motivo: Per Amore. Amatori appunto, Per Amore. I mesi passano e il 29 Giugno e’ un ricordo indelebile, una giornata che ha segnato per sempre la nostra vita, ma non il nostro animo, anzi. Il successo ti avvicina a nuovi mondi, nuove persone che ti dicono “bravi, complimenti per quello che fate”, ma che in realtà non sanno veramente cosa facciamo, in realtà non sanno cosa ci anima dentro il nostro corpo. Quello che abbiamo fatto tutti insieme è pura e semplice manovalanza sportiva, e’ mangiare merda e rimboccarsi le maniche, avere un'idea e seguirla in profondità, confutarla, dubitarla, magari cambiarla, ma farlo sempre con un'intensità estrema. Perché la cosa più porno non e’ andare alle premiazioni, non e’ sentire la gente che ti ferma perché vuole una foto, non e’ “il ciclismo che conta” che finalmente ci riconosce come squadra che ha merito. La cosa più porno e’ cenare la sera prima di una gara con la maglia Pizzeria Solowattaggio in mezzo a squadre World Tour, e’ stare seduti sui seggiolini da campeggio mentre tutte le squadre sono sulle poltrone dei bus. La cosa piu’ porno e’ passare una borraccia a 50 orari, e’ controllare la mappa per tagliare percorsi e non sbagliare il piano, e’ fare refresh su un sito web che fa la diretta scritta di una corsa, e’ guardare il live streaming pixelato e scattante, e’ chiedere informazioni anche dove non ce ne sono, è attendere cinque ore ad una temperatura di 40 gradi per poi godersi 30 secondi di emozioni nude e crude. Litigare in una stanza di Hotel in Canada, incazzarsi per motivi che forse un senso non ce l’hanno ma perché Swatt e’ Intensità e senza quella è meglio stare a casa. La cosa piu’ porno e’ la sera prima della nostra prima corsa UCI a Rodi, quando credevamo fosse un salto nel vuoto, ma in realtà era tutto uguale a quello che abbiamo sempre fatto. [B]Perché non ci sono differenze[/B]. Perché non e’ stato il nostro primo anno di attività Elite questo, no, non lo e’. Sono 12 anni che lavoriamo per tutto questo, sono 12 anni che costruiamo questa cosa mattone dopo mattone, perché l’ironia del Road to World Tour era piu’ reale di quello che molti pensavano, perché siamo nati agonisti ed e’ li che moriremo. Perché siamo nati su una gondola durante una competizione agonistica, siamo nati in strada dove le cose accadono ed e’ li che ci sentiamo vivi. Non su un Pdf di presentazione, online sui social, su uno schermo o su una targa di un trofeo. Quello e’ tutto contorno, che tradotto significa "tutte cazzate". Non c’e’ budget milionario che possa comprare la fame della strada, non c’e’ budget che possa comprare queste emozioni. Mai. Perché l’unica cosa che conta per noi e’ farlo Per Amore. E nemmeno quello lo puoi comprare. Ve lo ripetiamo, perché l'abbiamo visto con i nostri occhi. Dalla Granfondo Strade Bianche, fino alla Maratona delle Dolomiti, dal Circuito del paese fino ai Milano-Manetta, passando per il Crit di Lainate. Dalle gare Amatoriali alle corse UCI, fino al Campionato Italiano: se lo fai Per Amore, le differenze non ci sono. E finche’ sarà cosi avremo motivo di esistere. Quando si spegnerà quella fiamma allora sarà il momento di lasciare spazio a qualcun altro, smetteremo di essere quello che siamo. Oggi mettete David Bowie a tutto volume, perché quest'anno siete stati Eroi per un giorno, Voi. Voi ragazzi che eravate in corsa, voi in strada ad incitare, voi a casa davanti alla TV. Voi che ci siete sempre stati. Perché senza di voi nessuno sarebbe qui ora. Perché questa cosa nel ciclismo, in tutto lo sport, non è mai successa. We can be Heroes, just for one day.[B] We can be us, just for one day.[/B] Continuiamo ad essere Amatori, perché è la cosa più porno che possiamo fare. [B] PER AMORE.[/B] [/QUOTE]
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