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I domandoni
mercato bici: italiane VS americane VS tedesche... chi scende chi sale?
Testo
<blockquote data-quote="armandoc" data-source="post: 5957511" data-attributes="member: 34748"><p>Le bici in carbonio usano materiale costruito in Cina secondo parametri della casa madre, dove avviene lo studio, il progetto e la costruzione del prototipo. L'assemblaggio finale dei vari tubi per la costruzione del telaio avviene nella nazione di produzione della bici. Questo solo per i top marca, così come fa la Pinarello. Tempo fa leggevo proprio su questo sito un servizio su una fabbrica cinese. Gli operai facevano turni di tre mesi per un orario giornaliero di tre turni 24 ore su 24. Se ricordo bene qui si costruivano TUTTI i telai in carbonio del 90 % delle marche conosciute. Poi, una volta finiti, venivano spediti e le case madri procedevano con la verniciatura, ad eccezione delle Giant usate allora dalla Rabobank (mi sembra), che venivano costruite e verniciate in Cina. Smentitemi ma è vero che ora, con l'avvento del carbonio, sono nati tantissimi marchi? Ma prima, fino ad una quindicina/ventina di anni fa, quando bisognava saldare, dove si costruivano le migliori bici? In Italia. Chi mi sa dire un marchio straniero attivo anche prima dell'era del carbonio? Non ce ne sono, o sarà uno, al max due contro una infinità di fabbriche e artigiani italiani. Tante fabbriche, oggi quasi sconosciute alla maggioranza di noi, hanno una storia invidiabile. Gios ad esempio. Con questa marca un certo Roger De Vleaminck vinceva in giro per l'Europa. Specialized, Giant, Cannondale, Trek, Look e tante altre forse allora stavano iniziando a capire cosa fosse una bici. Oggi fanno buone bici, certo. Poi c'è il gusto personale, ma la bici da corsa per me è italiana. Infine, secondo me, ciò che usano i professionisti non fa testo, è solo questione di soldi, per cui li guardo solo gareggiare o al massimo cerco di scoprire gli accorgimenti tecnici, ma mai comprerò una cosa perché la usa un professionista. Date ad uno di essi tanti soldi ed un cesso di bici col nome di uno di noi attaccato. Vedrete che ci correrà e dirà che è una gran bici.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="armandoc, post: 5957511, member: 34748"] Le bici in carbonio usano materiale costruito in Cina secondo parametri della casa madre, dove avviene lo studio, il progetto e la costruzione del prototipo. L'assemblaggio finale dei vari tubi per la costruzione del telaio avviene nella nazione di produzione della bici. Questo solo per i top marca, così come fa la Pinarello. Tempo fa leggevo proprio su questo sito un servizio su una fabbrica cinese. Gli operai facevano turni di tre mesi per un orario giornaliero di tre turni 24 ore su 24. Se ricordo bene qui si costruivano TUTTI i telai in carbonio del 90 % delle marche conosciute. Poi, una volta finiti, venivano spediti e le case madri procedevano con la verniciatura, ad eccezione delle Giant usate allora dalla Rabobank (mi sembra), che venivano costruite e verniciate in Cina. Smentitemi ma è vero che ora, con l'avvento del carbonio, sono nati tantissimi marchi? Ma prima, fino ad una quindicina/ventina di anni fa, quando bisognava saldare, dove si costruivano le migliori bici? In Italia. Chi mi sa dire un marchio straniero attivo anche prima dell'era del carbonio? Non ce ne sono, o sarà uno, al max due contro una infinità di fabbriche e artigiani italiani. Tante fabbriche, oggi quasi sconosciute alla maggioranza di noi, hanno una storia invidiabile. Gios ad esempio. Con questa marca un certo Roger De Vleaminck vinceva in giro per l'Europa. Specialized, Giant, Cannondale, Trek, Look e tante altre forse allora stavano iniziando a capire cosa fosse una bici. Oggi fanno buone bici, certo. Poi c'è il gusto personale, ma la bici da corsa per me è italiana. Infine, secondo me, ciò che usano i professionisti non fa testo, è solo questione di soldi, per cui li guardo solo gareggiare o al massimo cerco di scoprire gli accorgimenti tecnici, ma mai comprerò una cosa perché la usa un professionista. Date ad uno di essi tanti soldi ed un cesso di bici col nome di uno di noi attaccato. Vedrete che ci correrà e dirà che è una gran bici. [/QUOTE]
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