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Mi hanno offerta questa Bicicletta
Testo
<blockquote data-quote="ciclista statunitense" data-source="post: 2593460" data-attributes="member: 2361"><p>Vi chiedo scusa sin d'ora per la mia franchezza, ma non riesco a tenermi la lingua.</p><p></p><p>Io ho avuto modo di avere 3 bici Confente tra le mani che ho venduto (più svariate Masi di produzione veronese). Sono belle bici ma contrariamente a quanto scrive Cicloturista, ai miei occhi, niente di eccezionale. Erano bici costose all'epoca che permettevano a Mario di curare un po meglio le finiture. Per me è del tutto incomprensibile il valore dato alle bici di Mario e perlopiù l'unica cosa che significano è un modo di arricchirsi vendendole a persone senza vera cultura ciclistica ma tanti soldi (se ne avete una posso dirVi a chi vendere). Secondo me, non è altro che un mito creato su internet da speculatori (due in particolare circa 10 anni fa!) che se la ridono ancora oggi. Se non esistesse Internet, nessuno ne saprebbe niente di lui e nessuno cercherebbe le sue bici. Per me, è come le macchine Ferrari. Vi furono 10% delle sue bici che furono vendute a corridori veri ed il resto al BEAU MONDE che non le ha mai utilizzato né saputo utilizzare. E' per questo che su poco più di 100 bici costruite negli USA sotto nome suo ve ne siano almeno 50% ancora in stato quasi perfetto. E' anche vero che le sue bici vengano monetizzate con regolarità incredibile (conosco una bici in particolare che è stata rivenduta ben 5 volte in 10 anni, aumentando in prezzo ad ogni volta). Pochissime bici furono vendute o date a corridori veri. Uno dei pochi eccezioni è Jonathan Boyer il primo americano a fare il Tour de France. Si parla poi di una bici data a Merckx ma quando è stato chiesto al diretto interessato, la sua risposta era "possibile, ma non me ne ricordo".</p><p></p><p>Non ha poi portato novità al mondo del ciclismo, né sviluppato nuove idee. Quello che ha invece fatto era creare negli USA il mondo che esiste tuttora di BOUTIQUE per telai da bici. Un mondo dove aggiungendo un 50% di lavorazione in più permetteva al telaista di prendere il doppio del prezzo. Fino a circa 30 anni fa esisteva solo con Hetchins in Inghilterra, Herse e compagnia in Francia ed alcuni altri. Questa cultura non esisteva tra gli italiani.</p><p></p><p>Secondo me, Cicloturista farebbe molto meglio di tenersi i soldi in tasca piuttosto che comprare al prezzo indicato la bici. Lasciate sperperare i soldi ad altri.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="ciclista statunitense, post: 2593460, member: 2361"] Vi chiedo scusa sin d'ora per la mia franchezza, ma non riesco a tenermi la lingua. Io ho avuto modo di avere 3 bici Confente tra le mani che ho venduto (più svariate Masi di produzione veronese). Sono belle bici ma contrariamente a quanto scrive Cicloturista, ai miei occhi, niente di eccezionale. Erano bici costose all'epoca che permettevano a Mario di curare un po meglio le finiture. Per me è del tutto incomprensibile il valore dato alle bici di Mario e perlopiù l'unica cosa che significano è un modo di arricchirsi vendendole a persone senza vera cultura ciclistica ma tanti soldi (se ne avete una posso dirVi a chi vendere). Secondo me, non è altro che un mito creato su internet da speculatori (due in particolare circa 10 anni fa!) che se la ridono ancora oggi. Se non esistesse Internet, nessuno ne saprebbe niente di lui e nessuno cercherebbe le sue bici. Per me, è come le macchine Ferrari. Vi furono 10% delle sue bici che furono vendute a corridori veri ed il resto al BEAU MONDE che non le ha mai utilizzato né saputo utilizzare. E' per questo che su poco più di 100 bici costruite negli USA sotto nome suo ve ne siano almeno 50% ancora in stato quasi perfetto. E' anche vero che le sue bici vengano monetizzate con regolarità incredibile (conosco una bici in particolare che è stata rivenduta ben 5 volte in 10 anni, aumentando in prezzo ad ogni volta). Pochissime bici furono vendute o date a corridori veri. Uno dei pochi eccezioni è Jonathan Boyer il primo americano a fare il Tour de France. Si parla poi di una bici data a Merckx ma quando è stato chiesto al diretto interessato, la sua risposta era "possibile, ma non me ne ricordo". Non ha poi portato novità al mondo del ciclismo, né sviluppato nuove idee. Quello che ha invece fatto era creare negli USA il mondo che esiste tuttora di BOUTIQUE per telai da bici. Un mondo dove aggiungendo un 50% di lavorazione in più permetteva al telaista di prendere il doppio del prezzo. Fino a circa 30 anni fa esisteva solo con Hetchins in Inghilterra, Herse e compagnia in Francia ed alcuni altri. Questa cultura non esisteva tra gli italiani. Secondo me, Cicloturista farebbe molto meglio di tenersi i soldi in tasca piuttosto che comprare al prezzo indicato la bici. Lasciate sperperare i soldi ad altri. [/QUOTE]
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