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Nervosismo al rientro da uscita lunga
Testo
<blockquote data-quote="Anacleto Ciuffetti" data-source="post: 4432361" data-attributes="member: 61044"><p>Questo è il "protocollo" che io seguo, dalla scorsa primavera, al rientro dalle uscite lunghe ( la domenica/circa 90 km) e che mi sta giovando moltissimo sia dal punto di vista fisico che mentale:</p><p>1. fase di defaticamento: ultimi 5 km a 95/100 rpm al ritmo del fondo lento/lungo, mai oltre; ( senza "vergnognarsi" di mettere il 39x19);</p><p>2. al termine stretching (lo trovo così fondamentale che da quando ho cominciato mi domando sempre: ma perché nessuno lo fa ?)</p><p>3. al rientro a casa: una busta di Enervit R2 e qualche tocco di grana padano, in modo da assumere sia carboidrati che proteine</p><p>4. qualche volta, ma non sempre, mi bagno con acqua fredda le gambe ( con il telefono della doccia).</p><p></p><p>Ovviamente è fondamentale non spremersi oltre le proprie possibilità durante le uscite lunghe, che non significa non impegnarsi - la salite le faccio spesso e volentieri fuori soglia - ma semplicemente non fare il passo più lungo della gamba. Per me significa registrare alla fine dell' uscita una frequenza media attorno al ritmo del medio. Ho 49 anni, quindi ad un BPM di 144/146.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Anacleto Ciuffetti, post: 4432361, member: 61044"] Questo è il "protocollo" che io seguo, dalla scorsa primavera, al rientro dalle uscite lunghe ( la domenica/circa 90 km) e che mi sta giovando moltissimo sia dal punto di vista fisico che mentale: 1. fase di defaticamento: ultimi 5 km a 95/100 rpm al ritmo del fondo lento/lungo, mai oltre; ( senza "vergnognarsi" di mettere il 39x19); 2. al termine stretching (lo trovo così fondamentale che da quando ho cominciato mi domando sempre: ma perché nessuno lo fa ?) 3. al rientro a casa: una busta di Enervit R2 e qualche tocco di grana padano, in modo da assumere sia carboidrati che proteine 4. qualche volta, ma non sempre, mi bagno con acqua fredda le gambe ( con il telefono della doccia). Ovviamente è fondamentale non spremersi oltre le proprie possibilità durante le uscite lunghe, che non significa non impegnarsi - la salite le faccio spesso e volentieri fuori soglia - ma semplicemente non fare il passo più lungo della gamba. Per me significa registrare alla fine dell' uscita una frequenza media attorno al ritmo del medio. Ho 49 anni, quindi ad un BPM di 144/146. [/QUOTE]
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