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non vado mai in fuori sella
Testo
<blockquote data-quote="abatta68" data-source="post: 4827853" data-attributes="member: 12384"><p>credo sia buona norma, quando si inizia a salire, trovare subito il rapporto giusto ovvero quello che ti permette di spingere adeguatamente senza imballarti le gambe. Esempio: arrivo all'attacco con la prima rampa con il 50x17, scalo e metto il 34. In quel momento non so ancora se il mio rapporto (34x17) sia l'ideale per quella pendenza, ma nel corso dei primi 200-300mt ho la possibilità di prendere le giuste misure (sia di rapporto scelto che di cadenza di pedalata), in base allo sforzo che percepisco. Non è poi solo un problema muscolare ma anche cardiovascolare... giusto quindi darsi il tempo per permettere al cuore di adeguarsi all'impegno richiesto. Meglio che il cuore possa salire di battiti un pò alla volta, piuttosto che trovarsi subito molto in alto e dover rallentare aspettando di farlo scendere. Nel corso della salita, si ha tempo di alternare le fasce muscolari impegnate pedalando da seduti e rilanciando, anche solo per una decina di secondi, con la pedalata fuori sella. Se vediamo che la velocità tende a diminuire, una buona occasione per rilanciare l'andatura è il momento in cui si affronta un tornante a sinistra (pendenze che si attenuano) e in quel momento si può levare un dente o due, alzarsi in piedi e contrarre maggiormente i quadricipiti lasciando respirare un pò i glutei e la muscolatura lombare, che è sempre in tensione soprattutto nei lunghi tratti impegnativi in cui, magari, si è costretti a stare sempre seduti per le forti pendenze o perchè, come detto già da qualcuno, emergono le difficoltà dello stare troppo fuori sella. Alternare le due tipologie di pedalata è sempre un esercizio utile, anche se non si è particolarmente adatti a farlo, proprio perchè si permette di far respirare alcuni distretti muscolari, oltre ad alleggerire la compressione ischiatica della sella che, sulle lunghe distanze può dare fastidio...</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="abatta68, post: 4827853, member: 12384"] credo sia buona norma, quando si inizia a salire, trovare subito il rapporto giusto ovvero quello che ti permette di spingere adeguatamente senza imballarti le gambe. Esempio: arrivo all'attacco con la prima rampa con il 50x17, scalo e metto il 34. In quel momento non so ancora se il mio rapporto (34x17) sia l'ideale per quella pendenza, ma nel corso dei primi 200-300mt ho la possibilità di prendere le giuste misure (sia di rapporto scelto che di cadenza di pedalata), in base allo sforzo che percepisco. Non è poi solo un problema muscolare ma anche cardiovascolare... giusto quindi darsi il tempo per permettere al cuore di adeguarsi all'impegno richiesto. Meglio che il cuore possa salire di battiti un pò alla volta, piuttosto che trovarsi subito molto in alto e dover rallentare aspettando di farlo scendere. Nel corso della salita, si ha tempo di alternare le fasce muscolari impegnate pedalando da seduti e rilanciando, anche solo per una decina di secondi, con la pedalata fuori sella. Se vediamo che la velocità tende a diminuire, una buona occasione per rilanciare l'andatura è il momento in cui si affronta un tornante a sinistra (pendenze che si attenuano) e in quel momento si può levare un dente o due, alzarsi in piedi e contrarre maggiormente i quadricipiti lasciando respirare un pò i glutei e la muscolatura lombare, che è sempre in tensione soprattutto nei lunghi tratti impegnativi in cui, magari, si è costretti a stare sempre seduti per le forti pendenze o perchè, come detto già da qualcuno, emergono le difficoltà dello stare troppo fuori sella. Alternare le due tipologie di pedalata è sempre un esercizio utile, anche se non si è particolarmente adatti a farlo, proprio perchè si permette di far respirare alcuni distretti muscolari, oltre ad alleggerire la compressione ischiatica della sella che, sulle lunghe distanze può dare fastidio... [/QUOTE]
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