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Novecolli 2016
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<blockquote data-quote="lore78" data-source="post: 5584472" data-attributes="member: 37737"><p>[MENTION=2350]Airone del Chianti[/MENTION]</p><p>Hai ragione, non mi considero un esagitato. Anzi, pedalo molto di testa e forse anche per questo sapevo che i due Giovanni non erano molto lontani <img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/icon_mrgreen.gif" class="smilie" loading="lazy" alt=":mrgreen:" title="Icon Mrgreen :mrgreen:" data-shortname=":mrgreen:" /> e che senza crisi avrei potuto anche riprenderli :rosik:.</p><p></p><p>Al di là di un po' si sana enfasi retorica, sai da cosa nasce quello "scalmanato"?</p><p>Dal fatto di essere arrivato 173esimo assoluto del lungo e, dopo essere arrivato così avanti, di rendermi conto che davvero la Nove Colli "vive" <em>per </em>e <em>dal</em> 1000esimo classificato in poi.</p><p>Sono loro e le loro storie che dànno senso a questa manifestazione. Storie "agonistiche" in senso pieno, perché per portare in fondo i 205 km sicuramente hanno lottato e sofferto più di me e di te. Hanno avuto bisogno di acqua e cibo dai ristori. Di amici vecchi e nuovi da aiutare o da cui essere aiutati. Di legami intrecciati lungo la strada. Hanno messo in moto e reso necessaria quella macchina incredibile messa in piedi dal CO fatta di volontari che, per un fine settimana, dedicano il tempo a degli sconosciuti e alla loro passione.</p><p>Dal 1000esimo in poi si sono presi un tempo che io non ho avuto il coraggio di prendere.</p><p>Queste storie meritano di essere raccontate più di altre.</p><p>Pensa quanto sarebbe bello se la rivista in cui scrivi, al tuo racconto affiancasse quello di una giornata passata al ristoro - che so? - in fondo al Perticara. Quante storie e quante gesta davvero memorabili potrebbe raccontare dall'un lato e dall'altro del tavolo? Quanta passione, quanta dedizione, quanta gioia e dolore.</p><p></p><p>Perché se tutti avessero corso in modo scalmanato come me, la nove colli sarebbe come una persiana che sbatte al vento. Un colpo secco che passa veloce ma che dà solo fastidio. E allora la si chiude.</p><p></p><p>Invece, la nove colli è il piede a terra del Polenta, lo scender di bici dell'ultimo km del Barbotto, il maledetto Pugliano che sembra messo lì proprio per metterti volutamente in crisi. La pianura finale invariabilmente controvento.</p><p></p><p>Ho fatto 6h44'. Mi sono gestito alla grande. Non sono mai andato in crisi. Ho fatto quello che dovevo dal primo all'ultimo km, dimostrando a me stesso di avere una testa che vale più delle (pur buone) gambe. </p><p>Eppure, di tutto il fine settimana, è l'unica cosa di cui in futuro potrei fare a meno.</p><p></p><p><img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/beer.gif" class="smilie" loading="lazy" alt="o-o" title="Beer o-o" data-shortname="o-o" /></p><p></p><p>PS: A proposito di enfasi retorica, credo con questo post di aver toccato l'apice<img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/party.gif" class="smilie" loading="lazy" alt=":-x" title="Party :-x" data-shortname=":-x" />. Però in quello che ho scritto ci credo davvero.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="lore78, post: 5584472, member: 37737"] [MENTION=2350]Airone del Chianti[/MENTION] Hai ragione, non mi considero un esagitato. Anzi, pedalo molto di testa e forse anche per questo sapevo che i due Giovanni non erano molto lontani :mrgreen: e che senza crisi avrei potuto anche riprenderli :rosik:. Al di là di un po' si sana enfasi retorica, sai da cosa nasce quello "scalmanato"? Dal fatto di essere arrivato 173esimo assoluto del lungo e, dopo essere arrivato così avanti, di rendermi conto che davvero la Nove Colli "vive" [I]per [/I]e [I]dal[/I] 1000esimo classificato in poi. Sono loro e le loro storie che dànno senso a questa manifestazione. Storie "agonistiche" in senso pieno, perché per portare in fondo i 205 km sicuramente hanno lottato e sofferto più di me e di te. Hanno avuto bisogno di acqua e cibo dai ristori. Di amici vecchi e nuovi da aiutare o da cui essere aiutati. Di legami intrecciati lungo la strada. Hanno messo in moto e reso necessaria quella macchina incredibile messa in piedi dal CO fatta di volontari che, per un fine settimana, dedicano il tempo a degli sconosciuti e alla loro passione. Dal 1000esimo in poi si sono presi un tempo che io non ho avuto il coraggio di prendere. Queste storie meritano di essere raccontate più di altre. Pensa quanto sarebbe bello se la rivista in cui scrivi, al tuo racconto affiancasse quello di una giornata passata al ristoro - che so? - in fondo al Perticara. Quante storie e quante gesta davvero memorabili potrebbe raccontare dall'un lato e dall'altro del tavolo? Quanta passione, quanta dedizione, quanta gioia e dolore. Perché se tutti avessero corso in modo scalmanato come me, la nove colli sarebbe come una persiana che sbatte al vento. Un colpo secco che passa veloce ma che dà solo fastidio. E allora la si chiude. Invece, la nove colli è il piede a terra del Polenta, lo scender di bici dell'ultimo km del Barbotto, il maledetto Pugliano che sembra messo lì proprio per metterti volutamente in crisi. La pianura finale invariabilmente controvento. Ho fatto 6h44'. Mi sono gestito alla grande. Non sono mai andato in crisi. Ho fatto quello che dovevo dal primo all'ultimo km, dimostrando a me stesso di avere una testa che vale più delle (pur buone) gambe. Eppure, di tutto il fine settimana, è l'unica cosa di cui in futuro potrei fare a meno. o-o PS: A proposito di enfasi retorica, credo con questo post di aver toccato l'apice:-x. Però in quello che ho scritto ci credo davvero. [/QUOTE]
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