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<blockquote data-quote="green dolphin" data-source="post: 7841882" data-attributes="member: 7692"><p>Scusa, senza offesa, ma hai un catadiottro che ti abbaglia e vedi cose e crei relazioni dove non ci sono?!?</p><p></p><p>Cosa non ti è chiaro della differenza tra norma e consuetudine, tra legge e sentenza, sai cos'è un ricordo al TAR? E mi fai l'esempio delle auto parcheggiate in doppia fila, dei due in scooter senza casco, che c'entrano una fava: non sono quelli i casi in cui la consuetudine vince sulla regola, non perché i vigili guardano e si girano dall'altra parte. Quelli sono vigili che non fanno il loro lavoro: trovami una sentenza od un ricorso in cui sia stata cancellata una multa perché "sono passato davanti ai vigili senza casco e non mi hanno detto nulla, quindi vuol dire che posso farlo!"</p><p></p><p>Mi spiace ribadirlo, perché scrivo sempre con proprietà di linguaggio e argomenti tali da cercare di essere capito oltre che essere convincente, e quindi dovrebbe essere buona la prima, ma il discorso che facevo non era evasivo, non era a supporto del dimostrare che sia giusto che noi ciclisti facciamo questo e questo e questo, piuttosto che le regole che dovremmo rispettare, per scantonare dalle nostre responsabilità.</p><p></p><p>Il discorso puntava a dimostrare che certe cose dell'essere ciclisti che ci mettono in contrasto con le regole (pedali automatici, no campanelli, etc.) sono ormai accettate e non conosco, ad oggi, ciclisti multati perché non avevano il campanello o perché girassero con i pedali a sgancio. Mentre ne conosco che sono stati sanzionati perché sono passati con il rosso e hanno fatto altre infrazioni. Alla partenza dei raduni, da Milano alla Sicilia ci sono sempre le forze dell'ordine, dovrebbe essere una ecatombe di multe. Perché non è così?</p><p></p><p>La risposta è quello che diceva [USER=166673]@Marmuel[/USER]: avremo bisogno di norme a parte, ma non per fare quel caxxo che vogliamo, perché è giusto diversificare.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="green dolphin, post: 7841882, member: 7692"] Scusa, senza offesa, ma hai un catadiottro che ti abbaglia e vedi cose e crei relazioni dove non ci sono?!? Cosa non ti è chiaro della differenza tra norma e consuetudine, tra legge e sentenza, sai cos'è un ricordo al TAR? E mi fai l'esempio delle auto parcheggiate in doppia fila, dei due in scooter senza casco, che c'entrano una fava: non sono quelli i casi in cui la consuetudine vince sulla regola, non perché i vigili guardano e si girano dall'altra parte. Quelli sono vigili che non fanno il loro lavoro: trovami una sentenza od un ricorso in cui sia stata cancellata una multa perché "sono passato davanti ai vigili senza casco e non mi hanno detto nulla, quindi vuol dire che posso farlo!" Mi spiace ribadirlo, perché scrivo sempre con proprietà di linguaggio e argomenti tali da cercare di essere capito oltre che essere convincente, e quindi dovrebbe essere buona la prima, ma il discorso che facevo non era evasivo, non era a supporto del dimostrare che sia giusto che noi ciclisti facciamo questo e questo e questo, piuttosto che le regole che dovremmo rispettare, per scantonare dalle nostre responsabilità. Il discorso puntava a dimostrare che certe cose dell'essere ciclisti che ci mettono in contrasto con le regole (pedali automatici, no campanelli, etc.) sono ormai accettate e non conosco, ad oggi, ciclisti multati perché non avevano il campanello o perché girassero con i pedali a sgancio. Mentre ne conosco che sono stati sanzionati perché sono passati con il rosso e hanno fatto altre infrazioni. Alla partenza dei raduni, da Milano alla Sicilia ci sono sempre le forze dell'ordine, dovrebbe essere una ecatombe di multe. Perché non è così? La risposta è quello che diceva [USER=166673]@Marmuel[/USER]: avremo bisogno di norme a parte, ma non per fare quel caxxo che vogliamo, perché è giusto diversificare. [/QUOTE]
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