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Nuovo codice della strada 2025 - dotazioni bici obbligatorie
Testo
<blockquote data-quote="green dolphin" data-source="post: 7841908" data-attributes="member: 7692"><p>E aggiungo che non faccio distinzioni, non vorrei norme che mi togliessero qualcosa perché mi fa comodo o perché mi sento un ciclista a cui si rovina la bici super figa (che non ho, tra l'altro). Vorrei che ciò che la consuetudine (aggiungo la "buona" consuetudine, per evitare risposte su quelli che girano in due in motorino) ha portato ad essere accettato anche se la norma dice altro, diventasse norma, ma vorrei anche che si inasprissero certe regole o addirittura si aggiungessero, per fare in modo che i ciclisti si comportino in maniera più disciplinata, e che la conseguenza di ciò fosse meno pericoli per tutti. Mi riferisco ai gruppi numerosi che stanno affiancati su strade statali e provinciali a volte strette, ma comunque nel momento in cui anche fossero in fila indiana, quando sono un numero considerevole, anche il sorpasso crea situazioni a rischio per tutti, soprattutto se la strada è tortuosa. Due righe sul fatto che sarebbe opportuno dividersi in gruppi di 5-7 ciclisti e lasciare spazio per il rientro delle macchine a me non darebbero fastidio.</p><p></p><p>L'altro giorno ero su una strada un po' stretta e tortuosa, mi arriva un camion con rimorchio dietro, e già apprezzo che non sia arrivato a tutta, frenando all'ultimo e facendomi sentire il suo fiato sul collo. Capisco che si tiene a distanza e non vuole fare manovre pericolose, e restiamo così almeno un minuto, ma appena vedo un lato più largo ghiaiato mi accosto e gli faccio cenno che ho visibilità e la strada è libera, per passare. Lui passa e mi mette le quattro frecce per ringraziarmi. A volte penso che basterebbe così poco per capirsi, e lo dico non perché sia fiducioso verso l'umanità, anzi: il più delle volte il camionista tipo è arrabbiato con i ciclisti perché sono "ingombranti" per lui che non ha l'agilità di una macchina.</p><p></p><p>Altra regola importante che andrebbe inasprita insieme ai controlli: non modificare le biciclette a pedalata assistita in bici elettriche a presa diretta: l'altro giorno qui da me un'anziana di 74 anni ci è rimasta secca, è arrivata ad uno stop, forse ha anche frenato per tempo, ma appena ha mollato un po' i freni la bici ha probabilmente continuato ad andare un po' avanti, o anche per la velocità che aveva non è riuscita ad avere il controllo del mezzo, e si è trovata ad ingombrare l'incrocio. Risultato: centrata in pieno da un furgone. C'è un motivo per cui la legge dice che si tratta di biciclette a pedalata assistita e non possono essere modificate, e non mi pare tanto un capriccio.</p><p></p><p>Credo che ognuno di noi potrebbe raccontare di altre 100 situazioni simili e diverse: se alcune cose tendono a ripetersi e diventato casistica, è indubbio che meriterebbero di diventare norma. Poi chiaro, il diritto ripartirebbe da quel punto e sarebbe comunque in fieri, non è detto che quelle norme resistano al tempo o non vadano, un giorno, modificate.</p><p></p><p>Siamo un universo differente dal ciclista tipo ipotizzato dal codice della strada, e dovremmo essere considerati a parte, sia per essere salvaguardati, sia perché non abbiamo nulla a che fare con il ciclista con bici da città o passeggio (chiamatela come volete), per le velocità che teniamo, per il tipo di dotazioni, etc. Confonderci crea malumori, ma neanche vogliamo crederci superuomini, siamo una categoria ben identificata e i rischi che corriamo e che possiamo cagionare sono diversi anche se simili, a quelli delle bici normali. Soprattutto se non siamo soli.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="green dolphin, post: 7841908, member: 7692"] E aggiungo che non faccio distinzioni, non vorrei norme che mi togliessero qualcosa perché mi fa comodo o perché mi sento un ciclista a cui si rovina la bici super figa (che non ho, tra l'altro). Vorrei che ciò che la consuetudine (aggiungo la "buona" consuetudine, per evitare risposte su quelli che girano in due in motorino) ha portato ad essere accettato anche se la norma dice altro, diventasse norma, ma vorrei anche che si inasprissero certe regole o addirittura si aggiungessero, per fare in modo che i ciclisti si comportino in maniera più disciplinata, e che la conseguenza di ciò fosse meno pericoli per tutti. Mi riferisco ai gruppi numerosi che stanno affiancati su strade statali e provinciali a volte strette, ma comunque nel momento in cui anche fossero in fila indiana, quando sono un numero considerevole, anche il sorpasso crea situazioni a rischio per tutti, soprattutto se la strada è tortuosa. Due righe sul fatto che sarebbe opportuno dividersi in gruppi di 5-7 ciclisti e lasciare spazio per il rientro delle macchine a me non darebbero fastidio. L'altro giorno ero su una strada un po' stretta e tortuosa, mi arriva un camion con rimorchio dietro, e già apprezzo che non sia arrivato a tutta, frenando all'ultimo e facendomi sentire il suo fiato sul collo. Capisco che si tiene a distanza e non vuole fare manovre pericolose, e restiamo così almeno un minuto, ma appena vedo un lato più largo ghiaiato mi accosto e gli faccio cenno che ho visibilità e la strada è libera, per passare. Lui passa e mi mette le quattro frecce per ringraziarmi. A volte penso che basterebbe così poco per capirsi, e lo dico non perché sia fiducioso verso l'umanità, anzi: il più delle volte il camionista tipo è arrabbiato con i ciclisti perché sono "ingombranti" per lui che non ha l'agilità di una macchina. Altra regola importante che andrebbe inasprita insieme ai controlli: non modificare le biciclette a pedalata assistita in bici elettriche a presa diretta: l'altro giorno qui da me un'anziana di 74 anni ci è rimasta secca, è arrivata ad uno stop, forse ha anche frenato per tempo, ma appena ha mollato un po' i freni la bici ha probabilmente continuato ad andare un po' avanti, o anche per la velocità che aveva non è riuscita ad avere il controllo del mezzo, e si è trovata ad ingombrare l'incrocio. Risultato: centrata in pieno da un furgone. C'è un motivo per cui la legge dice che si tratta di biciclette a pedalata assistita e non possono essere modificate, e non mi pare tanto un capriccio. Credo che ognuno di noi potrebbe raccontare di altre 100 situazioni simili e diverse: se alcune cose tendono a ripetersi e diventato casistica, è indubbio che meriterebbero di diventare norma. Poi chiaro, il diritto ripartirebbe da quel punto e sarebbe comunque in fieri, non è detto che quelle norme resistano al tempo o non vadano, un giorno, modificate. Siamo un universo differente dal ciclista tipo ipotizzato dal codice della strada, e dovremmo essere considerati a parte, sia per essere salvaguardati, sia perché non abbiamo nulla a che fare con il ciclista con bici da città o passeggio (chiamatela come volete), per le velocità che teniamo, per il tipo di dotazioni, etc. Confonderci crea malumori, ma neanche vogliamo crederci superuomini, siamo una categoria ben identificata e i rischi che corriamo e che possiamo cagionare sono diversi anche se simili, a quelli delle bici normali. Soprattutto se non siamo soli. [/QUOTE]
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