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Oetztaler Radmarathon 2013
Testo
<blockquote data-quote="Team Rossetti" data-source="post: 4377743" data-attributes="member: 41367"><p>Ciao a tutti. </p><p>Leggere i commenti di tutti i forumendoli sta diventando qualcosa di più di un passatempo. A Soelden c'eravamo anche noi: iscritti in 3, partiti da casa in 2, in griglia 1 e all'arrivo, purtroppo, nessuno. Potrebbe sembrare una debacle in senso assoluto, ma, almeno per quanto mi riguarda, questa trasferta ha impresso indelebilmente nel mio cuore di sportivo il significato del detto "contano più le sconfitte delle vittorie".</p><p>Non che puntassi a chissà quale risultato (ho la collezione di spille <em>unter 9 stunden</em>). La condizione fisica c'era e l'abbigliamento era adeguato. Era la convinzione che evidentemente mi mancava. Strano, per uno che da 8 anni a questa parte mette l'Oetzy in cima agli appuntamenti stagionali. </p><p>Col tempo che faceva al via, aver girato la bici prima di imboccare il Kuhtai mi era sembrata una liberazione. Ore dopo, invece, vedervi arrivare uno ad uno, da Littleprince (nella foto eccolo fare l'aeroplanino prima dell'arrivo) in poi, mi ha fatto capire di aver lasciato scappare, non UN'occasione, ma L'Occasione dell'anno. Dico con tutta onestà che vi ho invidiato e avrei voluto ritrovarmi anch'io a condividere con gli amici le emozioni e i brividi indescrivibili che, dopo una giornata di fatica e sofferenza, solo la vista del tunnel in cima al Rombo, lo scollinamento alla Mautstelle e quell'ultimo chilometro magico prima del ponticello sanno offrire.</p><p>Complimenti a tutti i finisher e grazie per avermi fatto capire che partecipare alle granfondo non è solo cercare il risultato cronometrico.</p><p>Ecco perché ho citato le parole del Pallavolista e un saluto particolare a Littleprince a cui devo una birra.</p><p></p><p>Cristiano.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Team Rossetti, post: 4377743, member: 41367"] Ciao a tutti. Leggere i commenti di tutti i forumendoli sta diventando qualcosa di più di un passatempo. A Soelden c'eravamo anche noi: iscritti in 3, partiti da casa in 2, in griglia 1 e all'arrivo, purtroppo, nessuno. Potrebbe sembrare una debacle in senso assoluto, ma, almeno per quanto mi riguarda, questa trasferta ha impresso indelebilmente nel mio cuore di sportivo il significato del detto "contano più le sconfitte delle vittorie". Non che puntassi a chissà quale risultato (ho la collezione di spille [I]unter 9 stunden[/I]). La condizione fisica c'era e l'abbigliamento era adeguato. Era la convinzione che evidentemente mi mancava. Strano, per uno che da 8 anni a questa parte mette l'Oetzy in cima agli appuntamenti stagionali. Col tempo che faceva al via, aver girato la bici prima di imboccare il Kuhtai mi era sembrata una liberazione. Ore dopo, invece, vedervi arrivare uno ad uno, da Littleprince (nella foto eccolo fare l'aeroplanino prima dell'arrivo) in poi, mi ha fatto capire di aver lasciato scappare, non UN'occasione, ma L'Occasione dell'anno. Dico con tutta onestà che vi ho invidiato e avrei voluto ritrovarmi anch'io a condividere con gli amici le emozioni e i brividi indescrivibili che, dopo una giornata di fatica e sofferenza, solo la vista del tunnel in cima al Rombo, lo scollinamento alla Mautstelle e quell'ultimo chilometro magico prima del ponticello sanno offrire. Complimenti a tutti i finisher e grazie per avermi fatto capire che partecipare alle granfondo non è solo cercare il risultato cronometrico. Ecco perché ho citato le parole del Pallavolista e un saluto particolare a Littleprince a cui devo una birra. Cristiano. [/QUOTE]
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