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Oetztaler Radmarathon 2014
Testo
<blockquote data-quote="tubus" data-source="post: 4903625" data-attributes="member: 20713"><p>La mia Oetztaler, la terza consecutiva dopo l' ottima prova del 2012 e il ritiro del 2013 dopo 10 km causa piedi e fondoschiena zuppi di pioggia. Quest' anno mi ero attrezzato per la pioggia, quando al briefing di sabato sera hanno annunciato acqua dalle 12.00 in poi quasi ero contento. Ma ho sbagliato comunque, mi sono coperto troppo e ho sofferto il caldo fino a metà Rombo. Le temperature , in salita , erano perfettamente compatibili con la sola divisa estiva, il mio errore capitale è stato mettere un intimo da mezza stagione a maniche lunghe, e anche se le rimboccavo avevo caldo comunque. Mi ero portato per ogni evenienza uno di quei sacchi colorati in una tasca , che ho utilizzato nelle innumerevoli vestizioni e svestizioni, correndo per i 226 km con lo zainetto!! E avevo anche lasciato a tutti e 4 i ristori le sacche, quando ho pensato al Brennero di lasciare un pò di bagaglio la sacca non era reperibile dopo un buon quarto d' ora di inutili ricerche, salvo spuntare immacolata al ritiro del dopo gara. E a quel punto ho rinunciato a cercare il ricambio sul Giovo, anche perchè il meteo era buono. A parte questo in salita non andavo su, faticavo all' inizio, miglioravo e trovavo una buona gamba a metà per poi piantarmi in tutte e 4 le parti finali. Ho mangiato e bevuto regolarmente, ma la gamba non girava. Ma mi sono divertito in discesa, veloce e non troppo tecnica il Kutai, fantastico il Giovo, libidine pura. Ho azzeccato il momento della vestizione del paclite ( santo subito chi l' ha inventato !!! )a 5 km dalla cima del Rombo, slacciata, quando la pioggia ha iniziato a ghiacciarsi, nella galleria mi sono chiuso la lampo, alzato i gambalotti, messi i guanti antipioggia e ho fatto la discesa a Solden senza soffrire mai, con la pioggia battente ormai quasi ghiacciata a tenermi ben sveglio, superando con le mie ruote in alluminio ciclisti intirizziti e con ruote alto profilo in carbonio incontrollabili. E l' arrivo sotto l' arco della Red Bull vale da solo tutte le fatiche fatte, la coreografia dell' arrivo della Oetztaler non ha eguali. Trenta secondi dopo l' arrivo, a un addetto che mi buttava addosso la coperta, ho risposto che non era il caso, ma quado mi sono versato addosso 3 bicchieri di te caldo per un tremore incontrollabile della mano ho capito che la trance agonistica era finita. Alla fine 45' in più dell' edizione 2012, ma stessa gratificazione. Certo che se si fosse corso il giorno dopo, con quella tempesta di vento e il nevischio sul Rombo: è andata ancora bene !!</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="tubus, post: 4903625, member: 20713"] La mia Oetztaler, la terza consecutiva dopo l' ottima prova del 2012 e il ritiro del 2013 dopo 10 km causa piedi e fondoschiena zuppi di pioggia. Quest' anno mi ero attrezzato per la pioggia, quando al briefing di sabato sera hanno annunciato acqua dalle 12.00 in poi quasi ero contento. Ma ho sbagliato comunque, mi sono coperto troppo e ho sofferto il caldo fino a metà Rombo. Le temperature , in salita , erano perfettamente compatibili con la sola divisa estiva, il mio errore capitale è stato mettere un intimo da mezza stagione a maniche lunghe, e anche se le rimboccavo avevo caldo comunque. Mi ero portato per ogni evenienza uno di quei sacchi colorati in una tasca , che ho utilizzato nelle innumerevoli vestizioni e svestizioni, correndo per i 226 km con lo zainetto!! E avevo anche lasciato a tutti e 4 i ristori le sacche, quando ho pensato al Brennero di lasciare un pò di bagaglio la sacca non era reperibile dopo un buon quarto d' ora di inutili ricerche, salvo spuntare immacolata al ritiro del dopo gara. E a quel punto ho rinunciato a cercare il ricambio sul Giovo, anche perchè il meteo era buono. A parte questo in salita non andavo su, faticavo all' inizio, miglioravo e trovavo una buona gamba a metà per poi piantarmi in tutte e 4 le parti finali. Ho mangiato e bevuto regolarmente, ma la gamba non girava. Ma mi sono divertito in discesa, veloce e non troppo tecnica il Kutai, fantastico il Giovo, libidine pura. Ho azzeccato il momento della vestizione del paclite ( santo subito chi l' ha inventato !!! )a 5 km dalla cima del Rombo, slacciata, quando la pioggia ha iniziato a ghiacciarsi, nella galleria mi sono chiuso la lampo, alzato i gambalotti, messi i guanti antipioggia e ho fatto la discesa a Solden senza soffrire mai, con la pioggia battente ormai quasi ghiacciata a tenermi ben sveglio, superando con le mie ruote in alluminio ciclisti intirizziti e con ruote alto profilo in carbonio incontrollabili. E l' arrivo sotto l' arco della Red Bull vale da solo tutte le fatiche fatte, la coreografia dell' arrivo della Oetztaler non ha eguali. Trenta secondi dopo l' arrivo, a un addetto che mi buttava addosso la coperta, ho risposto che non era il caso, ma quado mi sono versato addosso 3 bicchieri di te caldo per un tremore incontrollabile della mano ho capito che la trance agonistica era finita. Alla fine 45' in più dell' edizione 2012, ma stessa gratificazione. Certo che se si fosse corso il giorno dopo, con quella tempesta di vento e il nevischio sul Rombo: è andata ancora bene !! [/QUOTE]
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