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Oetztaler Radmarathon 2018. "...sogno di pedalare, e pedalo il mio sogno..."
Testo
<blockquote data-quote="Ipercool" data-source="post: 6230940" data-attributes="member: 47688"><p>Due brevi note sulla mia Ötzy 2018.</p><p></p><p>L'ho presa sottogamba, Lei lo sapeva e mi ha punito <em>anche</em> con il meteo.</p><p>Prendere sottogamba un giretto come quello di Sölden non è per niente saggio, l'impudenza verrà certamente pagata cara.</p><p></p><p>Ho molto sofferto, ovviamente anche l'anno scorso avevo sofferto, tutti quelli come me soffrono alla Ötzy, soffrono pure quelli forti, anche se immagino soffrano diversamente.</p><p></p><p>Certo il meteo ha comunque influito, fino alla cima del Küthai ero addirittura in vantaggio sull’anno scorso, sempre molto indietro in assoluto, ma comunque in vantaggio su me stesso e questo aiuta.</p><p></p><p>Poi si è scatenato il diluvio e sulla discesa ho perso un sacco di minuti, la discesa, il mio terreno preferito questa volta non mi è stato amico, purtroppo la stessa situazione meteo si è riproposta anche scendendo dal Giovo e dal Rombo, transitando su quest’ultimo il Garmin segnava 0 °C, psicologicamente non certo di conforto.</p><p></p><p>Vabbè, alla fine ho impiegato 11 ore e 19 minuti, 19 minuti più dell’anno scorso, ma di questo mi importa il giusto, cioè poco, quello che più mi turba è che ho la netta impressione di essermela guadagnata di meno questa volta nonostante l’atmosfera “eroica” che ha avvolto questa edizione.</p><p></p><p>Motivazione ulteriore per aspirare a riguadagnare la sua stima ed il suo rispetto l’anno prossimo.</p><p></p><p>Venendo ad una breve cronaca, discesa verso Ötz come al solito nel flusso, sono un bestione, in gruppo a scendere soffro poco, visto i poveretti ammucchiarsi e farsi male, ascesa al Küthai “tranquilla” se così si può dire, discesa orribile nel diluvio (40km/h meno dell’altro anno), non mi sono più ripreso del tutto, Brennero brutto, ci sono arrivato “già tardi” rispetto ai miei propositi anche se mi trovavo in un gruppo più che adeguato, non andavo affatto, anche se è “la mia salita”, delle quattro è certo la meno ostica per un peso non leggero come me, questo mi ha minato ulteriormente. Giovo durissimo, come sempre del resto, a San Leonardo mi sono sentito chiamare, si trattava di un amico campano, abbiamo attaccato la salita verso Moso insieme, è durata poco, lui va il doppio di me in salita, però la cosa mi ha molto rincuorato, mi sono detto che se lui era lì poteva significare che non fossi proprio naufragato del tutto, anche se magari lui la stava interpretando con calma. Rombo quindi leggermente meglio delle aspettative che mi ero fatto nelle ore precedenti ed addirittura “PR” nello “sprint finale” prima della tanto agognata galleria numero 16. Sul piazzale ho indossato nuovamente la mia inadeguata mantellina e mi sono “lanciato” nella discesa, anche nel tratto Rombo- Sölden mi sono migliorato anche se l’anno scorso ero senza freni, quest’anno invece si, a disco.</p><p></p><p>Ho invece avuto il sensore velocità che si è scaricato proprio durante, che lo possino, non sono fissato con queste cose però in tal modo ad ogni galleria mi dava come fermo, dove c’era vegetazione fitta mi segnava 3 km/h (che è un po’ poco anche per me) e quindi il chilometraggio mi si è sballato e mi sono mancati i punti di riferimento, cosa che invece mi ha dato fastidio. Vabbè.</p><p></p><p>Senza cadere nella retorica è sempre molto piacevole incontrare vecchi e nuovi amici di tastiera, visti qui, o a Corvara, o a Siena, o a Cesenatico, o altrove, evito di stilare liste, tanto loro lo sanno…</p><p></p><p>Notevole l’ultimo arrivato, oltre 2 metri per ben oltre il quintale, penso abbia sofferto ancora più di me, ma eccezionale il penultimo, classe 1943 (!) il quale sul palco poco dopo il suo arrivo saltava come un grillo dalla gioia, incredibile. Nessuno si senta escluso quindi, c’è tempo per tutti.</p><p></p><p>Grazie a mio figlio Jacopo, che pazientemente mi ha atteso all’arrivo esposto alle intemperie inclementi senza avere notizie di me, l’app datasport non gli inviava i messaggi, non saprei perché. Grazie a lui ed a tutta la mia famiglia che supporta questa mia passione con comprensione e complicità. Una fortuna molto grande che non tutti hanno.</p><p></p><p>Jacopo mi ha anche ripreso, tra le altre, nelle due istantanee che seguono e che mi fa piacere condividere con voi.</p><p></p><p>Un attimo prima di uscire.</p><p>[ATTACH=full]167330[/ATTACH]</p><p></p><p style="text-align: left"><span style="color: rgb(44, 44, 44)">Un attimo prima di arrivare.</span></p><p>[ATTACH=full]167333[/ATTACH]</p><p></p><p>Un saluto a tutti i forumendoli, sia presenti a Sölden che no ed arrivederci a presto in questa o in altre occasioni. <img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/beer.gif" class="smilie" loading="lazy" alt="o-o" title="Beer o-o" data-shortname="o-o" /></p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Ipercool, post: 6230940, member: 47688"] Due brevi note sulla mia Ötzy 2018. L'ho presa sottogamba, Lei lo sapeva e mi ha punito [I]anche[/I] con il meteo. Prendere sottogamba un giretto come quello di Sölden non è per niente saggio, l'impudenza verrà certamente pagata cara. Ho molto sofferto, ovviamente anche l'anno scorso avevo sofferto, tutti quelli come me soffrono alla Ötzy, soffrono pure quelli forti, anche se immagino soffrano diversamente. Certo il meteo ha comunque influito, fino alla cima del Küthai ero addirittura in vantaggio sull’anno scorso, sempre molto indietro in assoluto, ma comunque in vantaggio su me stesso e questo aiuta. Poi si è scatenato il diluvio e sulla discesa ho perso un sacco di minuti, la discesa, il mio terreno preferito questa volta non mi è stato amico, purtroppo la stessa situazione meteo si è riproposta anche scendendo dal Giovo e dal Rombo, transitando su quest’ultimo il Garmin segnava 0 °C, psicologicamente non certo di conforto. Vabbè, alla fine ho impiegato 11 ore e 19 minuti, 19 minuti più dell’anno scorso, ma di questo mi importa il giusto, cioè poco, quello che più mi turba è che ho la netta impressione di essermela guadagnata di meno questa volta nonostante l’atmosfera “eroica” che ha avvolto questa edizione. Motivazione ulteriore per aspirare a riguadagnare la sua stima ed il suo rispetto l’anno prossimo. Venendo ad una breve cronaca, discesa verso Ötz come al solito nel flusso, sono un bestione, in gruppo a scendere soffro poco, visto i poveretti ammucchiarsi e farsi male, ascesa al Küthai “tranquilla” se così si può dire, discesa orribile nel diluvio (40km/h meno dell’altro anno), non mi sono più ripreso del tutto, Brennero brutto, ci sono arrivato “già tardi” rispetto ai miei propositi anche se mi trovavo in un gruppo più che adeguato, non andavo affatto, anche se è “la mia salita”, delle quattro è certo la meno ostica per un peso non leggero come me, questo mi ha minato ulteriormente. Giovo durissimo, come sempre del resto, a San Leonardo mi sono sentito chiamare, si trattava di un amico campano, abbiamo attaccato la salita verso Moso insieme, è durata poco, lui va il doppio di me in salita, però la cosa mi ha molto rincuorato, mi sono detto che se lui era lì poteva significare che non fossi proprio naufragato del tutto, anche se magari lui la stava interpretando con calma. Rombo quindi leggermente meglio delle aspettative che mi ero fatto nelle ore precedenti ed addirittura “PR” nello “sprint finale” prima della tanto agognata galleria numero 16. Sul piazzale ho indossato nuovamente la mia inadeguata mantellina e mi sono “lanciato” nella discesa, anche nel tratto Rombo- Sölden mi sono migliorato anche se l’anno scorso ero senza freni, quest’anno invece si, a disco. Ho invece avuto il sensore velocità che si è scaricato proprio durante, che lo possino, non sono fissato con queste cose però in tal modo ad ogni galleria mi dava come fermo, dove c’era vegetazione fitta mi segnava 3 km/h (che è un po’ poco anche per me) e quindi il chilometraggio mi si è sballato e mi sono mancati i punti di riferimento, cosa che invece mi ha dato fastidio. Vabbè. Senza cadere nella retorica è sempre molto piacevole incontrare vecchi e nuovi amici di tastiera, visti qui, o a Corvara, o a Siena, o a Cesenatico, o altrove, evito di stilare liste, tanto loro lo sanno… Notevole l’ultimo arrivato, oltre 2 metri per ben oltre il quintale, penso abbia sofferto ancora più di me, ma eccezionale il penultimo, classe 1943 (!) il quale sul palco poco dopo il suo arrivo saltava come un grillo dalla gioia, incredibile. Nessuno si senta escluso quindi, c’è tempo per tutti. Grazie a mio figlio Jacopo, che pazientemente mi ha atteso all’arrivo esposto alle intemperie inclementi senza avere notizie di me, l’app datasport non gli inviava i messaggi, non saprei perché. Grazie a lui ed a tutta la mia famiglia che supporta questa mia passione con comprensione e complicità. Una fortuna molto grande che non tutti hanno. Jacopo mi ha anche ripreso, tra le altre, nelle due istantanee che seguono e che mi fa piacere condividere con voi. Un attimo prima di uscire. [ATTACH=full]167330[/ATTACH] [LEFT][COLOR=rgb(44, 44, 44)]Un attimo prima di arrivare.[/COLOR][/LEFT] [ATTACH=full]167333[/ATTACH] Un saluto a tutti i forumendoli, sia presenti a Sölden che no ed arrivederci a presto in questa o in altre occasioni. o-o [/QUOTE]
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