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Oetztaler Radmarathon 2018. "...sogno di pedalare, e pedalo il mio sogno..."
Testo
<blockquote data-quote="giulio.gennari" data-source="post: 6232364" data-attributes="member: 30276"><p>Vorrei essere bravo la metà di [USER=2350]@Airone del Chianti[/USER] nel descrivere quanto sia speciale questa gara, ci provo comunque.</p><p>Parto da casa venerdì mattina carico di valigie e borsoni quasi dovessi stare via un mese.</p><p>Dopo 3 ore d’auto raggiungo San Leonardo e imbocco il Rombo.</p><p>Il paesaggio non è quello degli ultimi anni, pioggia e freddo mi fan capire fin da subito cosa mi aspetterà.</p><p>Mi fermo a pranzare al solito ristorante situato a metà salita dove viene allestito il ristoro, locale per me bellissimo con vista sugli ultimi tornanti e dove si mangia molto bene.</p><p>Giunto a Sölden scarico le valigie al Park Hotel, ritiro il numero e mi fermò a guardare un po’ la cronoscalata.</p><p>Cerco senza successo [USER=43892]@Brescia1911[/USER] che scopro poi aver fatto un ottima prestazione.</p><p>Sabato mi alzo presto come tradizione anche se accantono quasi subito l’idea della sgambata visto la pioggia.</p><p>Il grande [USER=21324]@never give up![/USER], con cui avrei dovuto farla, é uscito comunque per un paio d’ore e incredibile non ha preso una goccia d’acqua, l’esperienza dei saggi!</p><p>Lo stare in albergo forzato però ha i suoi lati positivi, in breve tempo conosco diversi ragazzi, bellissime persone alla prima esperienza, a cui si aggiungono uno alla volta i vari amici del forum come [USER=61708]@pedalone della bassa[/USER], [USER=26393]@rottweiller[/USER] e tutti gli altri.</p><p>Sabato sera come tradizione andiamo a cenare al Arena dove colpa la grande affluenza mangiamo un po’ sparpagliati e poi tutti a letto con gli incoraggiamenti del grande [USER=2671]@Tapinaz[/USER] che da casa ci suona la carica.</p><p>La sveglia suona presto, non sono neanche le 4:00, faccio colazione in camera ed esco in griglia.</p><p>Non piove e non fa neppure freddo, saluto [USER=3249]@marko[/USER] che grazie ad una super cronoscalata si é guadagnato la prima griglia e tra una chiacchiera e l’altra arriva presto il momento della partenza.</p><p>Pronti via e in compagnia di [USER=2182]@Doctor Speck[/USER], che scopro poi aver fatto una grande prestazione, scendiamo abbastanza forte tanto è vero che passero sul tappeto di inizio salita nei primi 50.</p><p>Salendo il Kuthai ci si rende conto che le previsioni della meteorologa erano troppo ottimiste, in alto spiovvigina e fa freddo e in discesa la situazione peggiora tanto é che a valle attraverso il momento più difficile della Granfondo.</p><p>Per fortuna salgo il Brennero con un ottimo gruppo che fa un buon ritmo senza strappare e piano piano mi scaldo e ritrovo le gambe.</p><p>Mi fermo al ristoro e mi ritrovo solo in discesa, poco male, il Giovo arriva presto dove salgo regolare senza esagerare pensando già al Rombo e ai suoi ultimi tornanti.</p><p>La discesa come già raccontato da altri é in mezzo alla nebbia e perdo tempo rispetto agli altri anni.</p><p>L’obbiettivo sportivo era quello di migliorarmi di 4 minuti e centrare la prima griglia per soddisfazione personale.</p><p>Salgo il Rombo e seppur provando a gestirmi gli ultimi tornanti sono sempre durissimi.</p><p>Passo la galleria e mi accoglie un bel temporale e temperature vicino allo zero.</p><p>Scollino con lo stesso tempo dello scorso anno e capendo che l’obbiettivo di migliorarmi non é fattibile scendo senza rischiare verso Solden.</p><p>L’emozione di passare quel ponticello é sempre indescrivibile, impossibile spiegarla vuole vissuta.</p><p>Dopo una bella doccia ritorno in zona arrivo dove tra tutto mi ricorderò [USER=47688]@Ipercool[/USER] accolto al arrivo dal figlio con tanto di coperta e abbraccio, scena da copertina.</p><p>Torno da Solden con la mia quarta maglia da finisher, tantissimi ricordi e qualche amico in più.</p><p>Provabilmente la mia Oetzaler più bella...</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="giulio.gennari, post: 6232364, member: 30276"] Vorrei essere bravo la metà di [USER=2350]@Airone del Chianti[/USER] nel descrivere quanto sia speciale questa gara, ci provo comunque. Parto da casa venerdì mattina carico di valigie e borsoni quasi dovessi stare via un mese. Dopo 3 ore d’auto raggiungo San Leonardo e imbocco il Rombo. Il paesaggio non è quello degli ultimi anni, pioggia e freddo mi fan capire fin da subito cosa mi aspetterà. Mi fermo a pranzare al solito ristorante situato a metà salita dove viene allestito il ristoro, locale per me bellissimo con vista sugli ultimi tornanti e dove si mangia molto bene. Giunto a Sölden scarico le valigie al Park Hotel, ritiro il numero e mi fermò a guardare un po’ la cronoscalata. Cerco senza successo [USER=43892]@Brescia1911[/USER] che scopro poi aver fatto un ottima prestazione. Sabato mi alzo presto come tradizione anche se accantono quasi subito l’idea della sgambata visto la pioggia. Il grande [USER=21324]@never give up![/USER], con cui avrei dovuto farla, é uscito comunque per un paio d’ore e incredibile non ha preso una goccia d’acqua, l’esperienza dei saggi! Lo stare in albergo forzato però ha i suoi lati positivi, in breve tempo conosco diversi ragazzi, bellissime persone alla prima esperienza, a cui si aggiungono uno alla volta i vari amici del forum come [USER=61708]@pedalone della bassa[/USER], [USER=26393]@rottweiller[/USER] e tutti gli altri. Sabato sera come tradizione andiamo a cenare al Arena dove colpa la grande affluenza mangiamo un po’ sparpagliati e poi tutti a letto con gli incoraggiamenti del grande [USER=2671]@Tapinaz[/USER] che da casa ci suona la carica. La sveglia suona presto, non sono neanche le 4:00, faccio colazione in camera ed esco in griglia. Non piove e non fa neppure freddo, saluto [USER=3249]@marko[/USER] che grazie ad una super cronoscalata si é guadagnato la prima griglia e tra una chiacchiera e l’altra arriva presto il momento della partenza. Pronti via e in compagnia di [USER=2182]@Doctor Speck[/USER], che scopro poi aver fatto una grande prestazione, scendiamo abbastanza forte tanto è vero che passero sul tappeto di inizio salita nei primi 50. Salendo il Kuthai ci si rende conto che le previsioni della meteorologa erano troppo ottimiste, in alto spiovvigina e fa freddo e in discesa la situazione peggiora tanto é che a valle attraverso il momento più difficile della Granfondo. Per fortuna salgo il Brennero con un ottimo gruppo che fa un buon ritmo senza strappare e piano piano mi scaldo e ritrovo le gambe. Mi fermo al ristoro e mi ritrovo solo in discesa, poco male, il Giovo arriva presto dove salgo regolare senza esagerare pensando già al Rombo e ai suoi ultimi tornanti. La discesa come già raccontato da altri é in mezzo alla nebbia e perdo tempo rispetto agli altri anni. L’obbiettivo sportivo era quello di migliorarmi di 4 minuti e centrare la prima griglia per soddisfazione personale. Salgo il Rombo e seppur provando a gestirmi gli ultimi tornanti sono sempre durissimi. Passo la galleria e mi accoglie un bel temporale e temperature vicino allo zero. Scollino con lo stesso tempo dello scorso anno e capendo che l’obbiettivo di migliorarmi non é fattibile scendo senza rischiare verso Solden. L’emozione di passare quel ponticello é sempre indescrivibile, impossibile spiegarla vuole vissuta. Dopo una bella doccia ritorno in zona arrivo dove tra tutto mi ricorderò [USER=47688]@Ipercool[/USER] accolto al arrivo dal figlio con tanto di coperta e abbraccio, scena da copertina. Torno da Solden con la mia quarta maglia da finisher, tantissimi ricordi e qualche amico in più. Provabilmente la mia Oetzaler più bella... [/QUOTE]
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