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Oetztaler Radmarathon 2025
Testo
<blockquote data-quote="Massimiliano76" data-source="post: 7744911" data-attributes="member: 28790"><p>La mia quinta Otzy è stata la migliore corsa finora. Ho abbassato il mio PB dell'anno scorso di 1h 10'. Chiusa in 10h 08' che se non mi fossi fermato a Schonau per un fastidioso dolore al piede sinistro potevo stare sotto le 9h. </p><p>Comunque, al di là di questo che alla fine mi importa relativamente, devo dire che dal punto di vista mentale - e anche fisico ovvio - non c'è nessuna gara che tenga testa a questa. È tutto un susseguirsi di emozioni, diverse per ogni passo affrontato: l'adrenalina del Kuhtai, la follia della discesa, la carica dell'infinito Brennero, la maledetta sorpresa dello strappo a Vipiteno, l'ostinata regolarità del Giovo, l'attesa del mostro nella picchiata verso San Leonardo e infine lui, il Leviatano di tutti i ciclisti, il Rombo. Poi, come non bastasse, l'atroce stilettata della Mautstelle e il dolce arrivo al traguardo. </p><p>Non mi vergogno a dire che dal cartello di entrata a Sölden fino al traguardo sono scoppiato in un pianto liberatorio, complice anche un anno molto difficile dal punto di vista personale per via di un grave lutto. </p><p>Dal punto di vista sportivo, conoscendo bene il percorso, ho tirato come non mai fino a Oetz, ma solo per scaldarmi dato il freddo; ho affrontato il Kuhtai con reverenza, sono decollato il discesa fino a Innsbruck; sul Brennero mi sono infilato in un gruppo di 50 ed è andato via che era una bellezza; il Giovo sono andato su del mio passo insieme a un compagno di squadra; sul Rombo ho sofferto come sempre il tratto da Moso fino a quando spiana prima del ristoro e poi dopo il ponte ho dimenticato tutti gli affanni e con le poche energie e tanta volontà l'ho domato; un po' di crampi alla dogana ma niente di che.</p><p>Sono arrivato stanco, ma non stravolto, anche perché mi sono alimentato e idratato a dovere. Fermato al ristoro del Brennero e del Giovo. Avrei saltato Schonau ma il piede mi doleva veramente tanto. Le immagini che mi porterò dentro sono: la nebbia di primo mattino verso Oetz con il vapore che saliva dalle spalle e dalla testa dei corridori, il tifo bestiale sul Kuhtai che sembrava di essere al Tour, il tratto fatto insieme al mio amico dal Brennero al Giovo, il rituale urlo liberatorio dentro al tunnel; il panorama in cima al Rombo e per concludere l'emozione nel vedere arrivare gli ultimi mentre mi stavo dirigendo a mangiare. Avrò dimenticato sicuramente qualcosa, ma ci andrebbe un romanzo per descrivere bene tutto quello che regala la Otzi.</p><p>Complimenti a tutti i finisher, specialmente ai forumendoli che non conosco personalmente ma che ho visto hanno fatto ottime prestazioni. Tanto di cappello anche a chi ci ha provato ma non ce l'ha fatta. A loro dico di non mollare perché ci sarà sempre un'altra occasione. Allora sì che sarà ancora più bello.</p><p>Un saluto a tutti e w la Otzi.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Massimiliano76, post: 7744911, member: 28790"] La mia quinta Otzy è stata la migliore corsa finora. Ho abbassato il mio PB dell'anno scorso di 1h 10'. Chiusa in 10h 08' che se non mi fossi fermato a Schonau per un fastidioso dolore al piede sinistro potevo stare sotto le 9h. Comunque, al di là di questo che alla fine mi importa relativamente, devo dire che dal punto di vista mentale - e anche fisico ovvio - non c'è nessuna gara che tenga testa a questa. È tutto un susseguirsi di emozioni, diverse per ogni passo affrontato: l'adrenalina del Kuhtai, la follia della discesa, la carica dell'infinito Brennero, la maledetta sorpresa dello strappo a Vipiteno, l'ostinata regolarità del Giovo, l'attesa del mostro nella picchiata verso San Leonardo e infine lui, il Leviatano di tutti i ciclisti, il Rombo. Poi, come non bastasse, l'atroce stilettata della Mautstelle e il dolce arrivo al traguardo. Non mi vergogno a dire che dal cartello di entrata a Sölden fino al traguardo sono scoppiato in un pianto liberatorio, complice anche un anno molto difficile dal punto di vista personale per via di un grave lutto. Dal punto di vista sportivo, conoscendo bene il percorso, ho tirato come non mai fino a Oetz, ma solo per scaldarmi dato il freddo; ho affrontato il Kuhtai con reverenza, sono decollato il discesa fino a Innsbruck; sul Brennero mi sono infilato in un gruppo di 50 ed è andato via che era una bellezza; il Giovo sono andato su del mio passo insieme a un compagno di squadra; sul Rombo ho sofferto come sempre il tratto da Moso fino a quando spiana prima del ristoro e poi dopo il ponte ho dimenticato tutti gli affanni e con le poche energie e tanta volontà l'ho domato; un po' di crampi alla dogana ma niente di che. Sono arrivato stanco, ma non stravolto, anche perché mi sono alimentato e idratato a dovere. Fermato al ristoro del Brennero e del Giovo. Avrei saltato Schonau ma il piede mi doleva veramente tanto. Le immagini che mi porterò dentro sono: la nebbia di primo mattino verso Oetz con il vapore che saliva dalle spalle e dalla testa dei corridori, il tifo bestiale sul Kuhtai che sembrava di essere al Tour, il tratto fatto insieme al mio amico dal Brennero al Giovo, il rituale urlo liberatorio dentro al tunnel; il panorama in cima al Rombo e per concludere l'emozione nel vedere arrivare gli ultimi mentre mi stavo dirigendo a mangiare. Avrò dimenticato sicuramente qualcosa, ma ci andrebbe un romanzo per descrivere bene tutto quello che regala la Otzi. Complimenti a tutti i finisher, specialmente ai forumendoli che non conosco personalmente ma che ho visto hanno fatto ottime prestazioni. Tanto di cappello anche a chi ci ha provato ma non ce l'ha fatta. A loro dico di non mollare perché ci sarà sempre un'altra occasione. Allora sì che sarà ancora più bello. Un saluto a tutti e w la Otzi. [/QUOTE]
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