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Oetztaler Radmarathon 2025
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<blockquote data-quote="punkbike" data-source="post: 7745302" data-attributes="member: 22556"><p>[USER=132751]@Husqymax[/USER] eccomi, finalmente mi paleso (sono il ragazzo di Torino, follemente innamorato delle tue tre "gioie").</p><p></p><p>Per quanto concerne il lato agonistico, dopo la pioggia, la neve, il caldo afoso ed anche il freddo gelido delle scorse edizioni, quest'anno ho deciso di correre la mia settima Oetztaler provando un nuovo genere di esperienza sensoriale: farlo con una costola incrinata.</p><p>In origine, il mio obbiettivo era quello di provare a stare sotto le dieci ore (ho cambiato bici a inizio anno, convertendomi anch'io al disk e all'elettronico dopo quindici primavere di rim e meccanico), salvo poi doverlo rivedere a causa della problematica di cui sopra (sabato sera, prima di andare a dormire, avevo stabilito che il riuscire al traguardo sarebbe stata davvero una grande vittoria).</p><p>La costola, cosa che non pensavo fosse possibile sino a qualche ora prima, mi ha "lasciato tranquillo" sino all'inizio del Giovo. Giusto un istante dopo però, ho realizzato che l'alzarmi sui pedali, cominciava col provocare delle fitte fastidiose sul mio corpo.</p><p>Morale della favola? Ho scalato Jaufen e Rombo completamente da seduto, divertendomi lo stesso e provando un forte orgoglio per quello che sono poi riuscito ad ottenere, nonostante il quadro clinico nefasto (non sono e mai sarò un campione del ciclismo, rimango solamente un grande appassionato che ha bisogno di giornate come quelle di domenica per sentirsi vivo).</p><p>In conclusione: che tu sia il primo classificato oppure l'ultimo, chi riesce a concludere un'Oetztaler È DAVVERO UN FENOMENO <img class="smilie smilie--emoji" loading="lazy" alt="❤️" title="Red heart :heart:" src="https://cdn.jsdelivr.net/joypixels/assets/6.5/png/unicode/64/2764.png" data-shortname=":heart:" /><img class="smilie smilie--emoji" loading="lazy" alt="❤️" title="Red heart :heart:" src="https://cdn.jsdelivr.net/joypixels/assets/6.5/png/unicode/64/2764.png" data-shortname=":heart:" /><img class="smilie smilie--emoji" loading="lazy" alt="❤️" title="Red heart :heart:" src="https://cdn.jsdelivr.net/joypixels/assets/6.5/png/unicode/64/2764.png" data-shortname=":heart:" /><img class="smilie smilie--emoji" loading="lazy" alt="❤️" title="Red heart :heart:" src="https://cdn.jsdelivr.net/joypixels/assets/6.5/png/unicode/64/2764.png" data-shortname=":heart:" /><img class="smilie smilie--emoji" loading="lazy" alt="❤️" title="Red heart :heart:" src="https://cdn.jsdelivr.net/joypixels/assets/6.5/png/unicode/64/2764.png" data-shortname=":heart:" /><img class="smilie smilie--emoji" loading="lazy" alt="❤️" title="Red heart :heart:" src="https://cdn.jsdelivr.net/joypixels/assets/6.5/png/unicode/64/2764.png" data-shortname=":heart:" />.</p><p></p><p>PS: cosa che penso anche di chi, una volta partito, non riesce a realizzare il suo sogno. Questo "fallimento", rappresenta uno stimolo per arpionare la preda al giro seguente.<img class="smilie smilie--emoji" loading="lazy" alt="❤️" title="Red heart :heart:" src="https://cdn.jsdelivr.net/joypixels/assets/6.5/png/unicode/64/2764.png" data-shortname=":heart:" /><img class="smilie smilie--emoji" loading="lazy" alt="❤️" title="Red heart :heart:" src="https://cdn.jsdelivr.net/joypixels/assets/6.5/png/unicode/64/2764.png" data-shortname=":heart:" /><img class="smilie smilie--emoji" loading="lazy" alt="❤️" title="Red heart :heart:" src="https://cdn.jsdelivr.net/joypixels/assets/6.5/png/unicode/64/2764.png" data-shortname=":heart:" /><img class="smilie smilie--emoji" loading="lazy" alt="❤️" title="Red heart :heart:" src="https://cdn.jsdelivr.net/joypixels/assets/6.5/png/unicode/64/2764.png" data-shortname=":heart:" /></p></blockquote><p></p>
[QUOTE="punkbike, post: 7745302, member: 22556"] [USER=132751]@Husqymax[/USER] eccomi, finalmente mi paleso (sono il ragazzo di Torino, follemente innamorato delle tue tre "gioie"). Per quanto concerne il lato agonistico, dopo la pioggia, la neve, il caldo afoso ed anche il freddo gelido delle scorse edizioni, quest'anno ho deciso di correre la mia settima Oetztaler provando un nuovo genere di esperienza sensoriale: farlo con una costola incrinata. In origine, il mio obbiettivo era quello di provare a stare sotto le dieci ore (ho cambiato bici a inizio anno, convertendomi anch'io al disk e all'elettronico dopo quindici primavere di rim e meccanico), salvo poi doverlo rivedere a causa della problematica di cui sopra (sabato sera, prima di andare a dormire, avevo stabilito che il riuscire al traguardo sarebbe stata davvero una grande vittoria). La costola, cosa che non pensavo fosse possibile sino a qualche ora prima, mi ha "lasciato tranquillo" sino all'inizio del Giovo. Giusto un istante dopo però, ho realizzato che l'alzarmi sui pedali, cominciava col provocare delle fitte fastidiose sul mio corpo. Morale della favola? Ho scalato Jaufen e Rombo completamente da seduto, divertendomi lo stesso e provando un forte orgoglio per quello che sono poi riuscito ad ottenere, nonostante il quadro clinico nefasto (non sono e mai sarò un campione del ciclismo, rimango solamente un grande appassionato che ha bisogno di giornate come quelle di domenica per sentirsi vivo). In conclusione: che tu sia il primo classificato oppure l'ultimo, chi riesce a concludere un'Oetztaler È DAVVERO UN FENOMENO ❤️❤️❤️❤️❤️❤️. PS: cosa che penso anche di chi, una volta partito, non riesce a realizzare il suo sogno. Questo "fallimento", rappresenta uno stimolo per arpionare la preda al giro seguente.❤️❤️❤️❤️ [/QUOTE]
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