Cerca
Cerca solo tra i titoli
Da:
Cerca solo tra i titoli
Da:
Menu
Home
Forum
Nuovi Messaggi
Cerca...
Iscritti
Visitatori online
Novità
Nuovi Messaggi
Nuovi media
Nuovi commenti media
Ultime Attività
Nuove inserzioni nel mercatino
Nuovi commenti nel mercatino
Mercatino
Nuove inserzioni
Nuovi commenti
Latest reviews
Cerca nel mercatino
Feedback
Guarda le statistiche
Training Camp
Pianificazione
MTB
Media
Nuovi media
Nuovi commenti
Cerca media
EBIKE
Accedi
Registrati
Cerca
Cerca solo tra i titoli
Da:
Cerca solo tra i titoli
Da:
Nuovi Messaggi
Cerca...
Iscritti
Visitatori online
Menu
Install the app
Installa
Rispondi alla discussione
JavaScript è disabilitato. Per una migliore esperienza di navigazione attivalo nel tuo programma o nella tua app per navigare prima di procedere.
Stai usando un browser molto obsoleto. Puoi incorrere in problemi di visualizzazione di questo e altri siti oltre che in problemi di sicurezza. .
Dovresti aggiornarlo oppure
usarne uno alternativo, moderno e sicuro
.
Home
Forum
Gare
Professionisti
Osservatorio doping
Operacion Puerto
Testo
<blockquote data-quote="nelly" data-source="post: 737869" data-attributes="member: 3611"><p>Questa volta non ci troviamo di fronte a una caccia alle streghe: qui la strega cè veramente, pescata con tanto di scopa. Floyd Landis, positivo al testosterone al Tour de France 2006, non sarebbe stato trovato una sola volta ma più volte. Secondo il quotidiano sportivo francese L'Équipe ulteriori analisi effettuate su sette campioni prelevati al ciclista statunitense - sfilato come trionfatore sui Campi Elisi lo scorso mese di luglio prima di essere trovato positivo al controllo della 17ª tappa - «evidenzierebbero in diverse circostanze tracce di testosterone sintetico», nonostante inizialmente le analisi fossero state catalogate come negative. Se l'indiscrezione de L'Équipe venisse confermata si tratterebbe di un brutto colpo per Landis, atteso il prossimo 14 maggio dinanzi all'Usada, l'agenzia antidoping statunitense, che potrebbe imporgli due anni di sospensione. </p><p>Landis, secondo quanto scrive L'Équipe, «dovrà adesso rivedere il più rapidamente possibile la propria strategia di difesa», che al momento è costruita interamente su un banale vizio di forma: il campione A e quello B sarebbero stati analizzati dalla stessa équipe medica e non da due diversi staff come prescrive il regolamento. Per la serie hanno sbagliato la procedura, ma la positività nei campioni resta: eccome che resta.</p><p>Puntuale la replica di Landis: «LUsada ha impedito a un mio rappresentante di assistere a queste analisi, ancora una volta i miei diritti sono stati violati».</p><p>Ma le brutte notizie arrivano anche per Ivan Basso: la dottoressa Rota, il pm di Bergamo che sta seguendo dallItalia la vicenda legata al caso Fuentes, ha ottenuto dal giudice spagnolo Serrano le sacche di sangue con le denominazioni Birillo e Numero 2 e a questo punto è quasi scontato che quanto prima sarà chiesto il confronto con il dna del vincitore dellultimo Giro. Linchiesta bergamasca rientra in un filone sul traffico di prodotti dopanti che ruota attorno alla sorella del corridore, Elisa, al fidanzato ciclista Eddy Mazzoleni e allazzurro Luca Paolini.</p><p></p><p></p><p>Fonte .: Il Giornale 24/04/2007</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="nelly, post: 737869, member: 3611"] Questa volta non ci troviamo di fronte a una caccia alle streghe: qui la strega cè veramente, pescata con tanto di scopa. Floyd Landis, positivo al testosterone al Tour de France 2006, non sarebbe stato trovato una sola volta ma più volte. Secondo il quotidiano sportivo francese L'Équipe ulteriori analisi effettuate su sette campioni prelevati al ciclista statunitense - sfilato come trionfatore sui Campi Elisi lo scorso mese di luglio prima di essere trovato positivo al controllo della 17ª tappa - «evidenzierebbero in diverse circostanze tracce di testosterone sintetico», nonostante inizialmente le analisi fossero state catalogate come negative. Se l'indiscrezione de L'Équipe venisse confermata si tratterebbe di un brutto colpo per Landis, atteso il prossimo 14 maggio dinanzi all'Usada, l'agenzia antidoping statunitense, che potrebbe imporgli due anni di sospensione. Landis, secondo quanto scrive L'Équipe, «dovrà adesso rivedere il più rapidamente possibile la propria strategia di difesa», che al momento è costruita interamente su un banale vizio di forma: il campione A e quello B sarebbero stati analizzati dalla stessa équipe medica e non da due diversi staff come prescrive il regolamento. Per la serie hanno sbagliato la procedura, ma la positività nei campioni resta: eccome che resta. Puntuale la replica di Landis: «LUsada ha impedito a un mio rappresentante di assistere a queste analisi, ancora una volta i miei diritti sono stati violati». Ma le brutte notizie arrivano anche per Ivan Basso: la dottoressa Rota, il pm di Bergamo che sta seguendo dallItalia la vicenda legata al caso Fuentes, ha ottenuto dal giudice spagnolo Serrano le sacche di sangue con le denominazioni Birillo e Numero 2 e a questo punto è quasi scontato che quanto prima sarà chiesto il confronto con il dna del vincitore dellultimo Giro. Linchiesta bergamasca rientra in un filone sul traffico di prodotti dopanti che ruota attorno alla sorella del corridore, Elisa, al fidanzato ciclista Eddy Mazzoleni e allazzurro Luca Paolini. Fonte .: Il Giornale 24/04/2007 [/QUOTE]
Riporta citazioni...
Verifica Anti SPAM
Invia risposta
Home
Forum
Gare
Professionisti
Osservatorio doping
Operacion Puerto
Alto
Basso