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<blockquote data-quote="ciclosanta" data-source="post: 752658" data-attributes="member: 4991"><p>Ieri, prima della famigerata conferenza stampa, ho scritto che condividevo l'editoriale di Cannavò sulla gazzetta. Mi ero illuso, ancora.</p><p></p><p>Col senno di poi sono costretto a dire che il mio pensiero coincide largamente con quanto scrive Massimo Gramellini su La Stampa di oggi:</p><p></p><p><strong></strong></p><p><strong>Il livello è Basso</strong></p><p></p><p>Sembrava che Ivan Basso avesse aperto una crepa nel sistema più omertoso del mondo, che non è la mafia ma lo sport. Invece il ciclista lombardo si è affrettato a convocare una conferenza stampa per pigolare la sua retromarcia: non mi sono mai dopato, ho solo pensato di farlo e comunque non ho spifferato i nomi di altri atleti. Come in bici, gli è mancato lo spunto, il colpo di reni finale. Ma se avesse sgarrato, la Piovra dei Muscoli lo avrebbe condannato allo status di reietto, isolato ed espulso da quel sistema che anche in futuro dovrà garantirgli lo stipendio.</p><p></p><p>Il doping mi indigna meno della mafiosità di quelli che ne fanno uso, della reticenza di chi li circonda e dellottusità di chi li segue dal vivo o in tv. I tifosi ancora si scandalizzano, quando alla roulette russa dei controlli qualcuno viene beccato con il sangue marcio. Eppure continuano imperterriti ad appassionarsi al Tour e alle Grandi Classiche, malgrado sia ormai evidente che i corridori prendono tutti le stesse cose, altrimenti non si spiegherebbe perchè il vincitore «pulito» di una corsa realizzi lidentica media oraria del vincitore «sporco» dellanno prima. </p><p></p><p>Basso ci ha tolto lultima illusione che la mafia dello sport potesse franare dallinterno. Lunico modo di abbatterla è azzerare la sua ragione sociale, il denaro garantito dallaudience. E con dolore che smetterò di guardare il ciclismo, uno dei miei sport preferiti, fino a quando un atleta, o almeno un ex, avrà il coraggio di dire che ha usato il doping e che il doping lo usano tutti. Mica solo nel ciclismo.</p><p><em>Massimo Gramellini</em></p><p></p><p>da <a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/hrubrica.asp?ID_blog=41" target="_blank">http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/hrubrica.asp?ID_blog=41</a></p></blockquote><p></p>
[QUOTE="ciclosanta, post: 752658, member: 4991"] Ieri, prima della famigerata conferenza stampa, ho scritto che condividevo l'editoriale di Cannavò sulla gazzetta. Mi ero illuso, ancora. Col senno di poi sono costretto a dire che il mio pensiero coincide largamente con quanto scrive Massimo Gramellini su La Stampa di oggi: [B] Il livello è Basso[/B] Sembrava che Ivan Basso avesse aperto una crepa nel sistema più omertoso del mondo, che non è la mafia ma lo sport. Invece il ciclista lombardo si è affrettato a convocare una conferenza stampa per pigolare la sua retromarcia: non mi sono mai dopato, ho solo pensato di farlo e comunque non ho spifferato i nomi di altri atleti. Come in bici, gli è mancato lo spunto, il colpo di reni finale. Ma se avesse sgarrato, la Piovra dei Muscoli lo avrebbe condannato allo status di reietto, isolato ed espulso da quel sistema che anche in futuro dovrà garantirgli lo stipendio. Il doping mi indigna meno della mafiosità di quelli che ne fanno uso, della reticenza di chi li circonda e dellottusità di chi li segue dal vivo o in tv. I tifosi ancora si scandalizzano, quando alla roulette russa dei controlli qualcuno viene beccato con il sangue marcio. Eppure continuano imperterriti ad appassionarsi al Tour e alle Grandi Classiche, malgrado sia ormai evidente che i corridori prendono tutti le stesse cose, altrimenti non si spiegherebbe perchè il vincitore «pulito» di una corsa realizzi lidentica media oraria del vincitore «sporco» dellanno prima. Basso ci ha tolto lultima illusione che la mafia dello sport potesse franare dallinterno. Lunico modo di abbatterla è azzerare la sua ragione sociale, il denaro garantito dallaudience. E con dolore che smetterò di guardare il ciclismo, uno dei miei sport preferiti, fino a quando un atleta, o almeno un ex, avrà il coraggio di dire che ha usato il doping e che il doping lo usano tutti. Mica solo nel ciclismo. [I]Massimo Gramellini[/I] da [URL]http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/hrubrica.asp?ID_blog=41[/URL] [/QUOTE]
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