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Osservatorio doping
Operacion Puerto
Testo
<blockquote data-quote="Magoo" data-source="post: 755263" data-attributes="member: 2733"><p><strong>11/05/2007</strong> <strong>Landis attacca la Usada: vogliono che incastri Armstrong</strong> Floyd Landis passa nuovamente allattacco e scgelie lartiglieria pesante. Lo statunitense, che lunedì vedrà iniziare il suo processo davanti allagenzia americana antidoping (Usada), ha accusato proprio i dirigenti della Usada di avergli fatto una proposta che suona così: «Mi hannod etto che se fornivo loro prove per incastrare Lance Armstrong, avrei avuto la pena più lieve possibile. Una proposta che io trovo offensiva: in questo quadro, come potrò contare su un giudizio obiettivo? Anche perché non ho alcuna informazione da fornire nei riguardi di Lance Armstrong.</p><p></p><p><strong>11/05/2007</strong> <strong>Spagna, corridori pronti a collaborare in cambio di garanzie</strong> Secondo quanto pubblica il quotidiano spagnolo El Pais, una trentina di corridori spagnoli coinvolti nellOperaacion Puerto sarebbero pronti a collaborare con le auorità giudiziarie in cambio di una sicura riduzione della pena. A farli decidere, sarebbe stata la certezza che nessun corridore coinvolto potrà partecipare alla Vuelta di Spagna. La speranza di questi corridori è quella di poter tornare a correre nel 2008, anche in formazioni di ProTour. Ricordiampo che la legge spagnola prevede che la squalifica possa essere ridotta ad un solo anno se latleta coinvolto collabora alle indagini e fa i nomi di chi gli ha prescritto o fornito i prodotti dopanti.</p><p></p><p> </p><p></p><p></p><p> <strong>11/05/2007</strong> <strong>Puerto, spunta il nome del dottor Luigi Cecchini</strong> da la Repubblica dell11 maggio 2007</p><p></p><p>Luigi Cecchini, medico toscano. Ecco il primo nome della risorta inchiesta sul doping. Sarebbe stato lui a indirizzare Ivan Basso verso il medico spagnolo allorigine dello scandalo, Eufemiano Fuentes. Ed è proprio su di lui che il procuratore antidoping del Coni, Ettore Torri, sta puntando i riflettori. Lindagine, dunque, procede assai spedita. E bastava vedere la faccia di Alessandro Kalc, ieri pomeriggio, alla fine del suo interrogatorio per capire quanto siano motivati in questa fase gli investigatori: occhio sgranato, espressione attonita, ancora una patina di sudore sulla fronte, il galoppino del sangue non aveva alcuna voglia di parlare. «Non conoscevo Ivan Basso», ha detto senza convincere troppo i giornalisti che lo avevano aspettato. Poi ha ammesso: «Scarponi invece sì, lo conoscevo». Scarponi è laltro ciclista che, finito nella morsa della procura del Coni dopo il pentimento di Basso, ha cominciato a collaborare.</p><p>Secondo laccusa Kalc era uno di quei personaggi che venivano incaricati da Fuentes di portare ai ciclisti in giro per il mondo le sacche con dentro il loro sangue (sacche che venivano conservate a Madrid). Lobiettivo dellinterrogatorio era quello di conoscere i nomi di chi, materialmente, gestiva la pratica, chi dava le indicazioni, chie ra laddetto al sangue e, ovviamente, chi erano i ciclisti. Di fronte a Torri, Kalc ha provato a difendersi. Almeno inizialmente. Il solito ritornello fatto di vaghi non so, non ricordo. Poi, sommerso dalla mole di prove in mano alla procura e, soprattutto, dalle dichiarazioni raccolte da Torri, Kalc ha dovuto capitolare. «Sarà meglio che ne riparliamo con più calma» ha detto, riuscendo ad ottenere un rinvio al 16 maggio.</p><p>Da qui ad allora sono attese numerose novità. Anche dalla giustizia ordinaria. Ieri la procura di Busto Arsizio ha deciso di entrare in campo e, dopo aver chiesto al Coni le carte dellinchiesta, ha iscritto Basso nel registro degli indagati. In realtà il pm Massimo Baraldo aveva anche in programma una perquisizione, ma loperazione è saltata allultimo minuto. Questa mattina il procuratore capo Francesco Dettori si incontrerà con il procuratore di Bergamo: i due cercheranno di coordinarsi, ancher se sembra alla fine inevitabile un conflitto di competenza tra i due uffici...</p><p></p><p></p><p></p><p>fonte: tuttobiciwe b</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Magoo, post: 755263, member: 2733"] [B]11/05/2007[/B] [B]Landis attacca la Usada: vogliono che incastri Armstrong[/B] Floyd Landis passa nuovamente allattacco e scgelie lartiglieria pesante. Lo statunitense, che lunedì vedrà iniziare il suo processo davanti allagenzia americana antidoping (Usada), ha accusato proprio i dirigenti della Usada di avergli fatto una proposta che suona così: «Mi hannod etto che se fornivo loro prove per incastrare Lance Armstrong, avrei avuto la pena più lieve possibile. Una proposta che io trovo offensiva: in questo quadro, come potrò contare su un giudizio obiettivo? Anche perché non ho alcuna informazione da fornire nei riguardi di Lance Armstrong. [B]11/05/2007[/B] [B]Spagna, corridori pronti a collaborare in cambio di garanzie[/B] Secondo quanto pubblica il quotidiano spagnolo El Pais, una trentina di corridori spagnoli coinvolti nellOperaacion Puerto sarebbero pronti a collaborare con le auorità giudiziarie in cambio di una sicura riduzione della pena. A farli decidere, sarebbe stata la certezza che nessun corridore coinvolto potrà partecipare alla Vuelta di Spagna. La speranza di questi corridori è quella di poter tornare a correre nel 2008, anche in formazioni di ProTour. Ricordiampo che la legge spagnola prevede che la squalifica possa essere ridotta ad un solo anno se latleta coinvolto collabora alle indagini e fa i nomi di chi gli ha prescritto o fornito i prodotti dopanti. [B]11/05/2007[/B] [B]Puerto, spunta il nome del dottor Luigi Cecchini[/B] da la Repubblica dell11 maggio 2007 Luigi Cecchini, medico toscano. Ecco il primo nome della risorta inchiesta sul doping. Sarebbe stato lui a indirizzare Ivan Basso verso il medico spagnolo allorigine dello scandalo, Eufemiano Fuentes. Ed è proprio su di lui che il procuratore antidoping del Coni, Ettore Torri, sta puntando i riflettori. Lindagine, dunque, procede assai spedita. E bastava vedere la faccia di Alessandro Kalc, ieri pomeriggio, alla fine del suo interrogatorio per capire quanto siano motivati in questa fase gli investigatori: occhio sgranato, espressione attonita, ancora una patina di sudore sulla fronte, il galoppino del sangue non aveva alcuna voglia di parlare. «Non conoscevo Ivan Basso», ha detto senza convincere troppo i giornalisti che lo avevano aspettato. Poi ha ammesso: «Scarponi invece sì, lo conoscevo». Scarponi è laltro ciclista che, finito nella morsa della procura del Coni dopo il pentimento di Basso, ha cominciato a collaborare. Secondo laccusa Kalc era uno di quei personaggi che venivano incaricati da Fuentes di portare ai ciclisti in giro per il mondo le sacche con dentro il loro sangue (sacche che venivano conservate a Madrid). Lobiettivo dellinterrogatorio era quello di conoscere i nomi di chi, materialmente, gestiva la pratica, chi dava le indicazioni, chie ra laddetto al sangue e, ovviamente, chi erano i ciclisti. Di fronte a Torri, Kalc ha provato a difendersi. Almeno inizialmente. Il solito ritornello fatto di vaghi non so, non ricordo. Poi, sommerso dalla mole di prove in mano alla procura e, soprattutto, dalle dichiarazioni raccolte da Torri, Kalc ha dovuto capitolare. «Sarà meglio che ne riparliamo con più calma» ha detto, riuscendo ad ottenere un rinvio al 16 maggio. Da qui ad allora sono attese numerose novità. Anche dalla giustizia ordinaria. Ieri la procura di Busto Arsizio ha deciso di entrare in campo e, dopo aver chiesto al Coni le carte dellinchiesta, ha iscritto Basso nel registro degli indagati. In realtà il pm Massimo Baraldo aveva anche in programma una perquisizione, ma loperazione è saltata allultimo minuto. Questa mattina il procuratore capo Francesco Dettori si incontrerà con il procuratore di Bergamo: i due cercheranno di coordinarsi, ancher se sembra alla fine inevitabile un conflitto di competenza tra i due uffici... fonte: tuttobiciwe b [/QUOTE]
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