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<blockquote data-quote="gabmor" data-source="post: 759160" data-attributes="member: 2068"><p>«È chiaro che i dirigenti della squadra gli hanno fatto capire qualcosa...» </p><p> «Basso ha paura di finire in un fosso...» </p><p></p><p> Il procuratore del Coni: «E' stato costretto a fare retromarcia. Nelle corse la cosa più facile è finire dentro un fosso...» </p><p> <strong></strong></p><p><strong>ROMA</strong> - Forse ha ricevuto minacce, anche di morte. «Nel primo interrogatorio Basso aveva negato tutto, nel secondo ha cominciato a parlare e ha ammesso una parte delle sue responsabilità. Aveva detto che era disposto a fare nomi, cosa che doveva avvenire nel terzo interrogatorio. Sarà stato costretto a fare retromarcia». </p><p> <strong></strong></p><p><strong>MINACCE</strong> - Per Ettore Torri, procuratore antidoping del Coni, dietro alla collaborazione annunciata e poi in parte ritrattata del corridore varesino coinvolto nello scandalo doping spagnolo ci potrebbero essere pressioni esterne. «Hanno paura di perdere il lavoro - ha spiegato Torri - e temono anche danni fisici questi ciclisti. Perchè nelle corse la cosa più facile è finire dentro un fosso...». «È chiaro che i dirigenti della squadra gli hanno fatto capire qualcosa... Questa dell'influenza esterna è solo un'ipotesi, ma molto plausibile. Nomi? Di corridori no, Basso e Scarponi non ne hanno fatti» ha aggiunto Torri.</p><p> <strong></strong></p><p><strong>DEFERIMENTO RINVIATO </strong>- «La prima fase dell'inchiesta si è chiusa e il risultato è meno brillante di quello che ci aspettavamo. Il materiale sarebbe sufficiente per il deferimento, ma abbiamo deciso di rinviarlo» ha poi dichiarato il capo della procura antidoping del Coni. Torri ha spiegato le intenzioni dell'ufficio da lui diretto in merito alla vicenda che ha visto coinvolto Basso e relativa all'operazione spagnola sul doping «Puerto». Torri ha spiegato che il deferimento viene rinviato per attivare la piena collaborazione con le procure coinvolte nelle indagini sul doping. </p><p>«Basso ha paura che gli venga tolto il Giro del 2006, che è una cosa a cui tiene molto. E poi c'è la famiglia» ha aggiunto il procuratore del Coni. Torri ha comunque detto che Basso aveva deciso di parlare «per convenienza», perchè pensava di ottenere uno sconto di pena. «È stato sollevato il coperchio su una situazione mondiale. Noi possiamo indagare sugli atleti tesserati in Italia. L'Unione ciclistica internazionale dovrebbe farsi promotrice presso le altre federazioni» ha concluso Torri.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="gabmor, post: 759160, member: 2068"] «È chiaro che i dirigenti della squadra gli hanno fatto capire qualcosa...» «Basso ha paura di finire in un fosso...» Il procuratore del Coni: «E' stato costretto a fare retromarcia. Nelle corse la cosa più facile è finire dentro un fosso...» [B] ROMA[/B] - Forse ha ricevuto minacce, anche di morte. «Nel primo interrogatorio Basso aveva negato tutto, nel secondo ha cominciato a parlare e ha ammesso una parte delle sue responsabilità. Aveva detto che era disposto a fare nomi, cosa che doveva avvenire nel terzo interrogatorio. Sarà stato costretto a fare retromarcia». [B] MINACCE[/B] - Per Ettore Torri, procuratore antidoping del Coni, dietro alla collaborazione annunciata e poi in parte ritrattata del corridore varesino coinvolto nello scandalo doping spagnolo ci potrebbero essere pressioni esterne. «Hanno paura di perdere il lavoro - ha spiegato Torri - e temono anche danni fisici questi ciclisti. Perchè nelle corse la cosa più facile è finire dentro un fosso...». «È chiaro che i dirigenti della squadra gli hanno fatto capire qualcosa... Questa dell'influenza esterna è solo un'ipotesi, ma molto plausibile. Nomi? Di corridori no, Basso e Scarponi non ne hanno fatti» ha aggiunto Torri. [B] DEFERIMENTO RINVIATO [/B]- «La prima fase dell'inchiesta si è chiusa e il risultato è meno brillante di quello che ci aspettavamo. Il materiale sarebbe sufficiente per il deferimento, ma abbiamo deciso di rinviarlo» ha poi dichiarato il capo della procura antidoping del Coni. Torri ha spiegato le intenzioni dell'ufficio da lui diretto in merito alla vicenda che ha visto coinvolto Basso e relativa all'operazione spagnola sul doping «Puerto». Torri ha spiegato che il deferimento viene rinviato per attivare la piena collaborazione con le procure coinvolte nelle indagini sul doping. «Basso ha paura che gli venga tolto il Giro del 2006, che è una cosa a cui tiene molto. E poi c'è la famiglia» ha aggiunto il procuratore del Coni. Torri ha comunque detto che Basso aveva deciso di parlare «per convenienza», perchè pensava di ottenere uno sconto di pena. «È stato sollevato il coperchio su una situazione mondiale. Noi possiamo indagare sugli atleti tesserati in Italia. L'Unione ciclistica internazionale dovrebbe farsi promotrice presso le altre federazioni» ha concluso Torri. [/QUOTE]
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