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"Paga per correre": 5 anni a Scinto e Citracca
Testo
<blockquote data-quote="longjnes" data-source="post: 7847699" data-attributes="member: 10256"><p>Non mi soffer</p><p></p><p>letta con interesse anche io e ci ho "visto" molte cose che fanno fanno parte ormai della cultura italiana del lavoro dipendente sia pubblico che privato.</p><p>quando leggi "ti passo a PRO se porti lo sponsor" è sostanzialmente una delega del ruolo di general manager al singolo corridore. il general manager che non riesce a trovare sponsor (e che quindi si potrebbe ascrivere come un cattivo general manager) è disposto a dare una ricompensa (il passaggio a PRO) a chi gli consente di raggiungere i suoi obiettivi (trovare sponsor e fondi per il proseguo della stagione). Obiettivi che da solo non riesce a raggiungere.</p><p>E' una cosa pervasiva un po' in tutta la mentalità latina. che va oltre il rapporto d'affari.</p><p>In molti ambiti sia di aziende pubbliche che private, il manager di turno che non riesce a raggiungere obiettivi (o che vuole sovra performare) è sempre disposto a ricompense se qualcuno lo aiuta. Ricompense che nel mondo del lavoro diventano strutturali (magari la promozione di un collega, o l'assunzione di una risorsa esterna) a fronte di un aiuto magari spot, capitato nel momento di massimo bisogno del manager. Magari riesce a raggiungere obiettivi e vine anch'esso ricompensato, perche sopra non c'è la percezione dell'utilizzo mezzi utilizzati. perche in italia spesso, il fine giustifica i mezzi.</p><p>In contesto di rapporto di lavoro dipendente, dove gli step si fanno solo in avanti, si capisce che questo porta potenzialmente persone sbagliate al ruolo sbagliato. Questi due general manager che chiedono soldi e sponsor a giovani corridori il cui unico lavoro dovrebbe essere quello di fare fatica ne sono l'esempio.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="longjnes, post: 7847699, member: 10256"] Non mi soffer letta con interesse anche io e ci ho "visto" molte cose che fanno fanno parte ormai della cultura italiana del lavoro dipendente sia pubblico che privato. quando leggi "ti passo a PRO se porti lo sponsor" è sostanzialmente una delega del ruolo di general manager al singolo corridore. il general manager che non riesce a trovare sponsor (e che quindi si potrebbe ascrivere come un cattivo general manager) è disposto a dare una ricompensa (il passaggio a PRO) a chi gli consente di raggiungere i suoi obiettivi (trovare sponsor e fondi per il proseguo della stagione). Obiettivi che da solo non riesce a raggiungere. E' una cosa pervasiva un po' in tutta la mentalità latina. che va oltre il rapporto d'affari. In molti ambiti sia di aziende pubbliche che private, il manager di turno che non riesce a raggiungere obiettivi (o che vuole sovra performare) è sempre disposto a ricompense se qualcuno lo aiuta. Ricompense che nel mondo del lavoro diventano strutturali (magari la promozione di un collega, o l'assunzione di una risorsa esterna) a fronte di un aiuto magari spot, capitato nel momento di massimo bisogno del manager. Magari riesce a raggiungere obiettivi e vine anch'esso ricompensato, perche sopra non c'è la percezione dell'utilizzo mezzi utilizzati. perche in italia spesso, il fine giustifica i mezzi. In contesto di rapporto di lavoro dipendente, dove gli step si fanno solo in avanti, si capisce che questo porta potenzialmente persone sbagliate al ruolo sbagliato. Questi due general manager che chiedono soldi e sponsor a giovani corridori il cui unico lavoro dovrebbe essere quello di fare fatica ne sono l'esempio. [/QUOTE]
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