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Bici e telai
Titanio
per l'ennesima volta perchè titanio e non carbonio?
Testo
<blockquote data-quote="cicquetto" data-source="post: 3897632" data-attributes="member: 4423"><p>la rottura per fatica avviene nel momento della rottura, è ovvio, la fatica nel materiale avviene quando il materiale è apparentemente sano ma al suo interno stanno avanzando le cricche che ne porteranno alla rottura. quello che ti dicevo è che una rottura per fatica può avvenire anche quando il materiale viene usato in campo elastico senza neanche scomodare tensioni che lo deformano permanentemente. la resistenza a fatica non è legata alla tensione di rottura.</p><p></p><p></p><p></p><p></p><p></p><p></p><p>la divisione per il peso non si chiama rigidità, si chiama appunto rapporto rigidità/peso, è un rapporto tra la rigidità e il suo peso, quindi non puo essere a sua volta una rigidità. che poi la rigidezza di un corpo dipende da sezioni, materiale e struttura è un fatto certo.</p><p></p><p>dalle tavole reynolds si deduce una cosa stranamente interessante, metalli diversi con proprietà molto diverse hanno inaspettatamente un rapporto rigidezza/peso piuttosto simile (spiegami dove hai visto che il titanio si distacca dagli altri metalli). a questo punto con il più leggero di essi è possibile costruire la struttura più rigida per motivi geometrici derivanti dalla sezione aumentandone il diametro. ecco perche l'alluminio che di suo è poco rigido puo essere usato per costruire un telaio piu rigido che in titanio o acciaio, pagando però il prezzo di non resistere a fatica.</p><p></p><p></p><p></p><p>con il titanio è più facile in teoria, nella pratica la sua lavorazione è più complessa. come puoi realizzare un telaio in acciaio più rigido di uno in composito, a parità di geometrie, se quest'ultimo ha una rigidità maggiore per me resta un mistero.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="cicquetto, post: 3897632, member: 4423"] la rottura per fatica avviene nel momento della rottura, è ovvio, la fatica nel materiale avviene quando il materiale è apparentemente sano ma al suo interno stanno avanzando le cricche che ne porteranno alla rottura. quello che ti dicevo è che una rottura per fatica può avvenire anche quando il materiale viene usato in campo elastico senza neanche scomodare tensioni che lo deformano permanentemente. la resistenza a fatica non è legata alla tensione di rottura. la divisione per il peso non si chiama rigidità, si chiama appunto rapporto rigidità/peso, è un rapporto tra la rigidità e il suo peso, quindi non puo essere a sua volta una rigidità. che poi la rigidezza di un corpo dipende da sezioni, materiale e struttura è un fatto certo. dalle tavole reynolds si deduce una cosa stranamente interessante, metalli diversi con proprietà molto diverse hanno inaspettatamente un rapporto rigidezza/peso piuttosto simile (spiegami dove hai visto che il titanio si distacca dagli altri metalli). a questo punto con il più leggero di essi è possibile costruire la struttura più rigida per motivi geometrici derivanti dalla sezione aumentandone il diametro. ecco perche l'alluminio che di suo è poco rigido puo essere usato per costruire un telaio piu rigido che in titanio o acciaio, pagando però il prezzo di non resistere a fatica. con il titanio è più facile in teoria, nella pratica la sua lavorazione è più complessa. come puoi realizzare un telaio in acciaio più rigido di uno in composito, a parità di geometrie, se quest'ultimo ha una rigidità maggiore per me resta un mistero. [/QUOTE]
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