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Perché non è possibile mantenere ad libitum un picco di forma?
Testo
<blockquote data-quote="Rox" data-source="post: 1396163" data-attributes="member: 10483"><p>Il "picco" di forma (anche tre all'anno per un'atleta professionista) porta il rendimento fisico oltre i livelli normali, ciò comporta anche un maggior dispendio energetico e di conseguenza un'esaurimento delle risorse chimiche e strutturali, che hanno bisogno di tempo per rigenerarsi. Non basta alimenarsi, è necessario del tempo affinché il cibo si trasformi in "energia disponibile".</p><p>Avviene un "adattamento" del sistema psico-fisico al maggior carico a cui viene sottoposto. Adattamento che coinvolge muscoli, sistema cardio-vascolare, respiratorio, sistema nervoso, migliorano la produzione di ormoni e le capacita metaboliche e cataboliche (assimilazione e smaltimento). Tutto inizia a lavorare in maniera sinergica. L'adattamento, definito anche supercompensazione, fa prendere una sorta di "rincorsa" che porta l'efficienza atletica oltre i valori normali, ciò comporta però anche un evidente incremento dei "consumi", le cellule non hanno più a disposizione materiale a cui attingere dato che le scorte sono consumate. Se si "insiste" il corpo da fondo agli ultimi residui di energia, dopodiché si hanno le prime avvisaglie di una situazione che può essere critica e fatale, se non ci si ferma o rallenta in maniera adeguata. Anche l'aspetto psicologico è fondamentale, in quanto l'atleta inizia a perdere motivazione... sono tutti segnali che ci dicono che dobbiamo dare il tempo al corpo di "rigenerarsi".</p><p></p><p>Per mantenere il più a lungo possibile questo stato di cose è necessario allenarsi in maniera oculata, incrementando con coscienza il lavoro, alternandolo con il giusto riposo (gli atleti professionisti lo riducono al minimo indispensabile) mangiare e dormire in proporzione al lavoro svolto.</p><p></p><p>Chi non fa il professionista può, se vuole, rinunciare al "picco" di forma e allenarsi in maniera tale da mantenere un buon livello "medio" tutto l'anno, facendo in modo di equilibrare consumo e rigenerazione, ma non potrà aspirare a performance eccellenti, in compenso si sentirà sempre in ottima salute.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Rox, post: 1396163, member: 10483"] Il "picco" di forma (anche tre all'anno per un'atleta professionista) porta il rendimento fisico oltre i livelli normali, ciò comporta anche un maggior dispendio energetico e di conseguenza un'esaurimento delle risorse chimiche e strutturali, che hanno bisogno di tempo per rigenerarsi. Non basta alimenarsi, è necessario del tempo affinché il cibo si trasformi in "energia disponibile". Avviene un "adattamento" del sistema psico-fisico al maggior carico a cui viene sottoposto. Adattamento che coinvolge muscoli, sistema cardio-vascolare, respiratorio, sistema nervoso, migliorano la produzione di ormoni e le capacita metaboliche e cataboliche (assimilazione e smaltimento). Tutto inizia a lavorare in maniera sinergica. L'adattamento, definito anche supercompensazione, fa prendere una sorta di "rincorsa" che porta l'efficienza atletica oltre i valori normali, ciò comporta però anche un evidente incremento dei "consumi", le cellule non hanno più a disposizione materiale a cui attingere dato che le scorte sono consumate. Se si "insiste" il corpo da fondo agli ultimi residui di energia, dopodiché si hanno le prime avvisaglie di una situazione che può essere critica e fatale, se non ci si ferma o rallenta in maniera adeguata. Anche l'aspetto psicologico è fondamentale, in quanto l'atleta inizia a perdere motivazione... sono tutti segnali che ci dicono che dobbiamo dare il tempo al corpo di "rigenerarsi". Per mantenere il più a lungo possibile questo stato di cose è necessario allenarsi in maniera oculata, incrementando con coscienza il lavoro, alternandolo con il giusto riposo (gli atleti professionisti lo riducono al minimo indispensabile) mangiare e dormire in proporzione al lavoro svolto. Chi non fa il professionista può, se vuole, rinunciare al "picco" di forma e allenarsi in maniera tale da mantenere un buon livello "medio" tutto l'anno, facendo in modo di equilibrare consumo e rigenerazione, ma non potrà aspirare a performance eccellenti, in compenso si sentirà sempre in ottima salute. [/QUOTE]
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