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Osservatorio doping
Perle dal libro GENERAZIONE EPO
Testo
<blockquote data-quote="locomotivadellavaldelsa" data-source="post: 2113364" data-attributes="member: 20639"><p>Cari amici altro interessante topic. Dico la mia: uscendo adesso dalla sala operatoria (dopo 6 ore), non ho avuto tempo di leggere tutti i post precedenti, pertanto mi scuso anticipatamente se scriverò qualcosa di già detto.</p><p> </p><p><strong><em>Parto dalla definizione scientifica e da vocabolario di doping: Il doping (o drogaggio) è l'uso (o abuso) di sostanze o medicinali con lo scopo di aumentare artificialmente il rendimento fisico e le performance dell'atleta</em></strong>. Pertanto si capisce che, ne possono essere definite sostanze dopanti gli integratori, ne rientrano nella lista delle sostanze dopanti molecole solo perchè qualcuno ci è rimasto secco; vi rientrano quando si scopre che determinate molecole, usate per scopo terapeutico nei malati, vengono anche utilizzate per incrementare le prestazioni degli atleti:vedi anabolizzanti, cortisone, Gh, estrogeni e diuretici (culturisti), epo. Prendo l'EPO: l'Epo è un ormone, prodotto dalle cellule iustaglomerulari del rene che stimola la produzione midollare di Globuli rossi; trova applicazione nella terapia dei pazienti affetti da insufficienza renale o da anemia aplastica. Vi ricordate anni fà, specialmente nel calcio, le squadre andavano a fare la preparazione in montagna per "ossigenare" il sangue: cosa facevano, portavano gli atleti in altura, dove la minor tensione parziale di ossigeno stimolava la produzione endogena di epo e gli atleti ottenevano un aumento dei Gr. Qualcuno prima pensò di ottenere questo effetto (negli sport di fondo) togliendo il sangue in un periodo preagonistico e poi reimmettendolo nel periodo di gare, ottenendo un ematocrito alto e migliori prestazioni. Quando divenne proibito qualcuno giustamente pensò: perchè non somministriamo direttamente epo agli atleti per ottenere gli stessi risultati, senza prelevare prima il sangue, doverlo conservare e poi rinfonderlo! Il problema è che poi vi erano persone che, per l'estremo abuso dell'epo, viaggiavano con Hct mostruosi: 60-70%. Valori patologici, da eritrocitosi assoluta!</p><p>In passato, ai tempi di Coppi, le sostanze dopanti erano fondamentalmente gli stimolanti! Effetto: come prendere un "cinquantino" che fa 40, cambiarli la marmitta (una galassetti), cambiare il carburatore (quello da competizione), senza cambiare pistone od altre cose. Non fà più 40, ma 55-60, sfruttando il fuorigiri; ma ci sta che grippi (ci rimani secco).</p><p>Con il doping ematico, invece, al ciquantino, gli metti il motore del 125, cioè aumenti la cilindrata e altro che 55.......; non grippi, però magari se il telaio non regge.....cadi.</p><p>Paradossalmente tra le varie sostanze dopanti, l'Epo, è indubbiamente meno cancerogena, specie se confrontata con Anabolizzanti, Gh, e meno rischiosa da un puntodi vista cardiovascolare delle anfetamine; il rischio più grosso è quello di una sensibilizzazione e della possibilità di anemie emolitiche autoimmuni, oltre il rischio trombosi per valori di HCt alti. Ma pensate ad un buon ciclista con un Hct del 40%, un buon ematologo glielo porta con l'epo al 46-48%, al di sotto del valore rischio trombosi, a quello poi gli si sta dietro con il motorino! Vi racconto una storia appresa da qualche giorno: un omino di circa 60 anni, ciclista amatoriale, ando (3 o 4 anni fà) in pensione. Investì i soldi della liquidazione in un bel ciclo di epo: dopo non riuscivano a stargli dietro nemmeno i dilettanti! Insospettì qualcuno, lo sottoposero a controllo antidoping e lo beccarono: 4 anni di squalifica. Però con l'epo un vecchio di 60 anni le dava a dei ragazzi di 20!!</p><p>L'epo è stata sicuramente la molecola che ha fatto fareun grosso salto di "qualità" al doping; grazie a dio si è stati poi in grado di identificarla (quella esogena) all'antidoping e di porre un freno al fenomeno. Ma la stessa cosa era prima successa per lo stanazolo (vi ricordate Ben Johnson), e poi succederà con qualche altra nuova molecola! Già si vociferà di "qualcosa" di strepitoso (doping di un giorno) che fà ottenere prestazioni strabilianti: sembra un derivato dell'emoglobina! Di questo se ne sa poco ad uso medico, figurarsi quanto ci vorrà per scoprirlo all'antidoping. Il problema è che, come ci sarà un nuovo "fenomeno" del ciclismo, rimarrà sempre il dubbio se quella sarà "vera gloria" o bravura dei medici applicata all'uomo; fino a quando tutti eguaglieranno quelle prestazioni per l'uso diffuso della "metodologia dopante". Ecco i dubbi sui Berzin, ecc ecc.</p><p>E' certo che utilizzare dei fans, che tolgono il dolore ma non incrementano le prestazioni, non può essere considerato doping: infatti il paracetamolo o l'acido acetilsalicilico, non rientrano nelle liste dopanti. Perdipiù, tutti i farmaci potenzialmente dopanti riportano sulla confezione la scritta "sostanza dopante"; quindi nessuno può sbagliarsi!</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="locomotivadellavaldelsa, post: 2113364, member: 20639"] Cari amici altro interessante topic. Dico la mia: uscendo adesso dalla sala operatoria (dopo 6 ore), non ho avuto tempo di leggere tutti i post precedenti, pertanto mi scuso anticipatamente se scriverò qualcosa di già detto. [B][I]Parto dalla definizione scientifica e da vocabolario di doping: Il doping (o drogaggio) è l'uso (o abuso) di sostanze o medicinali con lo scopo di aumentare artificialmente il rendimento fisico e le performance dell'atleta[/I][/B]. Pertanto si capisce che, ne possono essere definite sostanze dopanti gli integratori, ne rientrano nella lista delle sostanze dopanti molecole solo perchè qualcuno ci è rimasto secco; vi rientrano quando si scopre che determinate molecole, usate per scopo terapeutico nei malati, vengono anche utilizzate per incrementare le prestazioni degli atleti:vedi anabolizzanti, cortisone, Gh, estrogeni e diuretici (culturisti), epo. Prendo l'EPO: l'Epo è un ormone, prodotto dalle cellule iustaglomerulari del rene che stimola la produzione midollare di Globuli rossi; trova applicazione nella terapia dei pazienti affetti da insufficienza renale o da anemia aplastica. Vi ricordate anni fà, specialmente nel calcio, le squadre andavano a fare la preparazione in montagna per "ossigenare" il sangue: cosa facevano, portavano gli atleti in altura, dove la minor tensione parziale di ossigeno stimolava la produzione endogena di epo e gli atleti ottenevano un aumento dei Gr. Qualcuno prima pensò di ottenere questo effetto (negli sport di fondo) togliendo il sangue in un periodo preagonistico e poi reimmettendolo nel periodo di gare, ottenendo un ematocrito alto e migliori prestazioni. Quando divenne proibito qualcuno giustamente pensò: perchè non somministriamo direttamente epo agli atleti per ottenere gli stessi risultati, senza prelevare prima il sangue, doverlo conservare e poi rinfonderlo! Il problema è che poi vi erano persone che, per l'estremo abuso dell'epo, viaggiavano con Hct mostruosi: 60-70%. Valori patologici, da eritrocitosi assoluta! In passato, ai tempi di Coppi, le sostanze dopanti erano fondamentalmente gli stimolanti! Effetto: come prendere un "cinquantino" che fa 40, cambiarli la marmitta (una galassetti), cambiare il carburatore (quello da competizione), senza cambiare pistone od altre cose. Non fà più 40, ma 55-60, sfruttando il fuorigiri; ma ci sta che grippi (ci rimani secco). Con il doping ematico, invece, al ciquantino, gli metti il motore del 125, cioè aumenti la cilindrata e altro che 55.......; non grippi, però magari se il telaio non regge.....cadi. Paradossalmente tra le varie sostanze dopanti, l'Epo, è indubbiamente meno cancerogena, specie se confrontata con Anabolizzanti, Gh, e meno rischiosa da un puntodi vista cardiovascolare delle anfetamine; il rischio più grosso è quello di una sensibilizzazione e della possibilità di anemie emolitiche autoimmuni, oltre il rischio trombosi per valori di HCt alti. Ma pensate ad un buon ciclista con un Hct del 40%, un buon ematologo glielo porta con l'epo al 46-48%, al di sotto del valore rischio trombosi, a quello poi gli si sta dietro con il motorino! Vi racconto una storia appresa da qualche giorno: un omino di circa 60 anni, ciclista amatoriale, ando (3 o 4 anni fà) in pensione. Investì i soldi della liquidazione in un bel ciclo di epo: dopo non riuscivano a stargli dietro nemmeno i dilettanti! Insospettì qualcuno, lo sottoposero a controllo antidoping e lo beccarono: 4 anni di squalifica. Però con l'epo un vecchio di 60 anni le dava a dei ragazzi di 20!! L'epo è stata sicuramente la molecola che ha fatto fareun grosso salto di "qualità" al doping; grazie a dio si è stati poi in grado di identificarla (quella esogena) all'antidoping e di porre un freno al fenomeno. Ma la stessa cosa era prima successa per lo stanazolo (vi ricordate Ben Johnson), e poi succederà con qualche altra nuova molecola! Già si vociferà di "qualcosa" di strepitoso (doping di un giorno) che fà ottenere prestazioni strabilianti: sembra un derivato dell'emoglobina! Di questo se ne sa poco ad uso medico, figurarsi quanto ci vorrà per scoprirlo all'antidoping. Il problema è che, come ci sarà un nuovo "fenomeno" del ciclismo, rimarrà sempre il dubbio se quella sarà "vera gloria" o bravura dei medici applicata all'uomo; fino a quando tutti eguaglieranno quelle prestazioni per l'uso diffuso della "metodologia dopante". Ecco i dubbi sui Berzin, ecc ecc. E' certo che utilizzare dei fans, che tolgono il dolore ma non incrementano le prestazioni, non può essere considerato doping: infatti il paracetamolo o l'acido acetilsalicilico, non rientrano nelle liste dopanti. Perdipiù, tutti i farmaci potenzialmente dopanti riportano sulla confezione la scritta "sostanza dopante"; quindi nessuno può sbagliarsi! [/QUOTE]
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