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Osservatorio doping
Pippo Pozzato coinvolto con Ferrari
Testo
<blockquote data-quote="utah" data-source="post: 3732246" data-attributes="member: 4566"><p>Riflessioni interessanti...!!</p><p></p><p></p><p></p><p>FINTI&#8200;TONTI. Filippo Pozzato lha ammesso, senza tanti giri di parole: «Per anni ho frequentato Michele Ferrari». Per lui è stata confezionata la richiesta di squalifica più veloce della storia. Sabato 16 giugno il procuratore Ettore Torri legge larticolo su Repubblica che rende nota una intercettazione telefonica di Pozzato, lunedì 18 giugno convoca il vicentino, mercoledì lo incontra, venerdì lo deferisce al TNA chiedendo per lui un anno di squalifica e rendendo di fatto impossibile la sua convocazione in nazionale per i Giochi di Londra.</p><p>La telefonata non è frutto di unintercettazione giudiziaria, questo è quanto ci hanno detto il corridore vicentino e il suo avvocato Pier Filippo Capello. Lautore della registrazione - Guido Trenti - ha deposto davanti alla Procura del Coni assumendosi la paternità dellazione (la registrazione è del 2009). La giustizia sportiva è molto più elastica e tende ad ammettere prove di ogni genere, ma la cosa più singolare è che - come ci ha spiegato lavvocato Capello - la Procura del Coni non ha né acquisito la registrazione né tantomeno ha sentito chi ha scritto larticolo. Amen. Pozzato ammette la sua frequentazione: «assiduamente fino alla metà del 2008», mentre lavvocato Capello spiega che «la Procura accusa Filippo di aver violato larticolo 3.2 del NSA, che fa divieto di frequentare soggetti inibiti. Mentre in casi analoghi come quello Santuccione/Riccò, la Procura ha richiamato un articolo diverso, il 4.6 delle istruzioni operative UPA». E poi cè la storia che il nome di Ferrari non figura nel casellario delle persone inibite o sospese. Cè il dubbio del fatto che una inibizione deve avere un tempo, perché in quanto tale non può essere considerata radiazione, e via elencando vizi di forma che saranno valutati da tecnici del codice e in aule di tribunali. Io voglio andare oltre e chiedo una volta ancora (la prima su tuttobiciwe b.it); come mai nel caso di Basso, Scarponi, Caruso ma anche e soprattutto di Valverde, la Procura del Coni ha lavorato danticipo e senza tentennamenti andandosi a prendere le prove per inchiodare i corridori e questa volta nessuno si è mosso per andare a bussare alla porta del pm Benedetto Roberti che ha la lista dei corridori seguiti da Michele Ferrari? Forse perché lì si troverebbero nomi e cognomi di atleti che abitualmente corrono con la maglia azzurra e metterebbero - in pieno clima olimpico - in serio imbarazzo la Federciclismo e il Coni? Temiamo di sì. Pozzato probabilmente ha fatto il finto tonto. Ma non è il solo.</p><p></p><p>Pier Augusto Stagi</p><p>editoriale da tuttoBICI di agosto</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="utah, post: 3732246, member: 4566"] Riflessioni interessanti...!! FINTI TONTI. Filippo Pozzato lha ammesso, senza tanti giri di parole: «Per anni ho frequentato Michele Ferrari». Per lui è stata confezionata la richiesta di squalifica più veloce della storia. Sabato 16 giugno il procuratore Ettore Torri legge larticolo su Repubblica che rende nota una intercettazione telefonica di Pozzato, lunedì 18 giugno convoca il vicentino, mercoledì lo incontra, venerdì lo deferisce al TNA chiedendo per lui un anno di squalifica e rendendo di fatto impossibile la sua convocazione in nazionale per i Giochi di Londra. La telefonata non è frutto di unintercettazione giudiziaria, questo è quanto ci hanno detto il corridore vicentino e il suo avvocato Pier Filippo Capello. Lautore della registrazione - Guido Trenti - ha deposto davanti alla Procura del Coni assumendosi la paternità dellazione (la registrazione è del 2009). La giustizia sportiva è molto più elastica e tende ad ammettere prove di ogni genere, ma la cosa più singolare è che - come ci ha spiegato lavvocato Capello - la Procura del Coni non ha né acquisito la registrazione né tantomeno ha sentito chi ha scritto larticolo. Amen. Pozzato ammette la sua frequentazione: «assiduamente fino alla metà del 2008», mentre lavvocato Capello spiega che «la Procura accusa Filippo di aver violato larticolo 3.2 del NSA, che fa divieto di frequentare soggetti inibiti. Mentre in casi analoghi come quello Santuccione/Riccò, la Procura ha richiamato un articolo diverso, il 4.6 delle istruzioni operative UPA». E poi cè la storia che il nome di Ferrari non figura nel casellario delle persone inibite o sospese. Cè il dubbio del fatto che una inibizione deve avere un tempo, perché in quanto tale non può essere considerata radiazione, e via elencando vizi di forma che saranno valutati da tecnici del codice e in aule di tribunali. Io voglio andare oltre e chiedo una volta ancora (la prima su tuttobiciwe b.it); come mai nel caso di Basso, Scarponi, Caruso ma anche e soprattutto di Valverde, la Procura del Coni ha lavorato danticipo e senza tentennamenti andandosi a prendere le prove per inchiodare i corridori e questa volta nessuno si è mosso per andare a bussare alla porta del pm Benedetto Roberti che ha la lista dei corridori seguiti da Michele Ferrari? Forse perché lì si troverebbero nomi e cognomi di atleti che abitualmente corrono con la maglia azzurra e metterebbero - in pieno clima olimpico - in serio imbarazzo la Federciclismo e il Coni? Temiamo di sì. Pozzato probabilmente ha fatto il finto tonto. Ma non è il solo. Pier Augusto Stagi editoriale da tuttoBICI di agosto [/QUOTE]
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