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Pogačar implacabile a Le Lioran
Testo
<blockquote data-quote="SoftMachine" data-source="post: 7860539" data-attributes="member: 28265"><p>Si, il tuo esempio rende bene l’idea del dubbio, ma secondo me il paragone non è perfetto. Un record nei 100 metri è una misura molto più isolata: dipende quasi tutta da un gesto, una partenza, una fase di accelerazione e una velocità massima in pochi secondi. Il ciclismo invece è un sistema molto più complesso, dove il risultato finale dipende da tante variabili che possono migliorare anche quando il potenziale fisiologico di base cambia poco.</p><p>Un atleta può fare un salto enorme nei risultati grazie a peso forma, aerodinamica, alimentazione, metodo di allenamento, gestione dello sforzo e maturazione tattica. Non significa che il suo VO2max o la sua “cilindrata” siano cresciuti del 10% ogni anno.</p><p>Poi, è anche vero che se un atleta già al massimo storico migliorasse continuamente di quantità enormi, sarebbe ragionevole chiedersi cosa stia succedendo. Ma per passare da “questo miglioramento è molto raro” a “la spiegazione è una certa sostanza come M101” serve una prova in più.</p><p>Il dubbio sulle prestazioni fuori scala è legittimo; il problema è saltare direttamente dalla stranezza alla causa senza dimostrazione. Se ci pensi, il confronto con Bolt ha una piccola falla. Bolt nel 2009 aveva 22-23 anni ed era in una fase di trasformazione della carriera (passaggio dai 200 m ai 100 m, ottimizzazione della partenza e della tecnica). Non era un atleta di 30 anni che improvvisamente avesse abbassato il record del mondo di mezzo secondo. Nel ciclismo, inoltre, la prestazione massima non è una singola cifra: un corridore può migliorare molto il risultato di gara senza che ogni componente fisiologica sia aumentata nella stessa proporzione.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="SoftMachine, post: 7860539, member: 28265"] Si, il tuo esempio rende bene l’idea del dubbio, ma secondo me il paragone non è perfetto. Un record nei 100 metri è una misura molto più isolata: dipende quasi tutta da un gesto, una partenza, una fase di accelerazione e una velocità massima in pochi secondi. Il ciclismo invece è un sistema molto più complesso, dove il risultato finale dipende da tante variabili che possono migliorare anche quando il potenziale fisiologico di base cambia poco. Un atleta può fare un salto enorme nei risultati grazie a peso forma, aerodinamica, alimentazione, metodo di allenamento, gestione dello sforzo e maturazione tattica. Non significa che il suo VO2max o la sua “cilindrata” siano cresciuti del 10% ogni anno. Poi, è anche vero che se un atleta già al massimo storico migliorasse continuamente di quantità enormi, sarebbe ragionevole chiedersi cosa stia succedendo. Ma per passare da “questo miglioramento è molto raro” a “la spiegazione è una certa sostanza come M101” serve una prova in più. Il dubbio sulle prestazioni fuori scala è legittimo; il problema è saltare direttamente dalla stranezza alla causa senza dimostrazione. Se ci pensi, il confronto con Bolt ha una piccola falla. Bolt nel 2009 aveva 22-23 anni ed era in una fase di trasformazione della carriera (passaggio dai 200 m ai 100 m, ottimizzazione della partenza e della tecnica). Non era un atleta di 30 anni che improvvisamente avesse abbassato il record del mondo di mezzo secondo. Nel ciclismo, inoltre, la prestazione massima non è una singola cifra: un corridore può migliorare molto il risultato di gara senza che ogni componente fisiologica sia aumentata nella stessa proporzione. [/QUOTE]
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