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Porta indietro la sella...
Testo
<blockquote data-quote="Emanuele" data-source="post: 3815722" data-attributes="member: 2933"><p>se parliamo per esperienza diretta di posizionamenti sella più avanti / più indietro rispetto alla posizione esistente al momento del test credo di averne almeno qualcuno... il discorso mi pare si stia arenando un pò come quando si dice "mi ha arretrato le tacchette e ora sono tutte in fondo".</p><p>Ma rispetto a cosa si parla di portare avanti / dietro la sella?</p><p>Ci sono regole dalle quali non si può prescindere. Se per portare gli angoli di lavoro corretti a un atleta su una bici gli consiglio di arretrare la sella, a un altro gli consiglierò di portarla avanti.</p><p>Se parto dalla posizione della tacchetta (come faccio normalmente) parto dalla prima cosa che ritengo sia utile fare. Una posizione errata porta a sballare tutto il resto.</p><p>Siamo qui a disquisire sulla base di partenza di due casi di utenti che chiedono aiuto postando foto laterali e statiche dalle quali possiamo fare valutazioni di massima, non di più.</p><p>Magari per uno di loro si tratta di lavorare solo sul tipo di sella: è troppo stretta e non gli permette l'appoggio giusto e dalla foto le sue chiappe sprofondano sulla sella, evidenziando l'impressione che la seduta sia da cercare migliore arretrando ancora la sella per portarlo a sedere correttamente.</p><p>Esempio di ieri che cade a fagiolo, per caratteristiche fisiche: il ragazzo che ho messo in sella ieri sera aveva problemi a livello lombare e di sovraccarico sopra la rotula.</p><p>Sistemato in bici, altezza e arretramento e tacchette.</p><p>Sensazioni positive ma non del tutto. Ginocchia scariche, pedalata ancora pesante, in fase di trazione sembrava avesse attaccato dietro alla sella un carro di legna.</p><p>Smonto la sella, una Zoncolan, gli monto una Romin da 143 mm.</p><p>Rimesso in sella e ha ripreso a pedalare.</p><p>Immediatamente le braccia si sono rilassate, la schiena si è rilassata. Abbiamo abbassato il manubrio e le braccia restavano "morbide". Parliamo di un dislivello piano sella / manubrio da 110 / 115 mm.</p><p>La pedalata ha preso immediatamente fluidità.</p><p>La persona ha smesso di cercare la sella arretrando ancora la seduta e s'è piantata sulla sella.</p><p>Il dislivello iniziale fra sella e manubrio con la Zoncolan era circa 8 cm, non riusciva a mettere le mani in presa bassa.</p><p>Con la sella nuova lo ha fatto immediatamente. Senza fatica, mani sulle leve. E poi s'è lavorato abbassando ancora.</p><p>Questo per dire che da foto prese di lato si fa poco, si danno consigli di massima che possono anche non essere del tutto corretti.</p><p>Anche nel tuo caso, Stefano, dove può essere che semplicemente hai portato all'accesso / al limite le quote e ti sei trovato come è naturale a tornare sui tuoi passi.</p><p></p><p>Di esempi ne avrei centinaia su persone arrivate con selle molto arretrate e riportate a quote "umane" anche visivamente rispetto al telaio e alla sua parte estetica, tanto cara a tutti.</p><p>Magari avanzate e poi alzate in sella.</p><p></p><p>C'era un bel topic, e sono sicuro che Davide quando ci legge lo scova subito e gliene sarei grato se ne postasse il link, nel quale si discute proprio delle taglie dei telai (soprattutto per persone sotto 170 / 175 cm di altezza) e delle angolazioni proposte, dove si discute di angoli piantone reali e virtuali e di reggisella con maggiori o minori arretramenti.</p><p>Ricordo che in quel topic c'era chi si domandava come mai (ma basta fare un giro nei negozi o sul web sui siti dei costruttori) le taglie di certe bici siano già fornite con reggisella arretrati, quasi a giustificare che poi in qualche modo su quel telaio l'utente medio (chiamiamolo così) si troverà a dover mettere la sella più dietro rispetto al piantone.</p><p></p><p>Se qualche anima buona mi aiuta a ritrovare il link credo che serva a dare un senso migliore a questa discussione.</p><p></p><p>Dove entriamo realmente nel merito di quello che è un interessante dibattito.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Emanuele, post: 3815722, member: 2933"] se parliamo per esperienza diretta di posizionamenti sella più avanti / più indietro rispetto alla posizione esistente al momento del test credo di averne almeno qualcuno... il discorso mi pare si stia arenando un pò come quando si dice "mi ha arretrato le tacchette e ora sono tutte in fondo". Ma rispetto a cosa si parla di portare avanti / dietro la sella? Ci sono regole dalle quali non si può prescindere. Se per portare gli angoli di lavoro corretti a un atleta su una bici gli consiglio di arretrare la sella, a un altro gli consiglierò di portarla avanti. Se parto dalla posizione della tacchetta (come faccio normalmente) parto dalla prima cosa che ritengo sia utile fare. Una posizione errata porta a sballare tutto il resto. Siamo qui a disquisire sulla base di partenza di due casi di utenti che chiedono aiuto postando foto laterali e statiche dalle quali possiamo fare valutazioni di massima, non di più. Magari per uno di loro si tratta di lavorare solo sul tipo di sella: è troppo stretta e non gli permette l'appoggio giusto e dalla foto le sue chiappe sprofondano sulla sella, evidenziando l'impressione che la seduta sia da cercare migliore arretrando ancora la sella per portarlo a sedere correttamente. Esempio di ieri che cade a fagiolo, per caratteristiche fisiche: il ragazzo che ho messo in sella ieri sera aveva problemi a livello lombare e di sovraccarico sopra la rotula. Sistemato in bici, altezza e arretramento e tacchette. Sensazioni positive ma non del tutto. Ginocchia scariche, pedalata ancora pesante, in fase di trazione sembrava avesse attaccato dietro alla sella un carro di legna. Smonto la sella, una Zoncolan, gli monto una Romin da 143 mm. Rimesso in sella e ha ripreso a pedalare. Immediatamente le braccia si sono rilassate, la schiena si è rilassata. Abbiamo abbassato il manubrio e le braccia restavano "morbide". Parliamo di un dislivello piano sella / manubrio da 110 / 115 mm. La pedalata ha preso immediatamente fluidità. La persona ha smesso di cercare la sella arretrando ancora la seduta e s'è piantata sulla sella. Il dislivello iniziale fra sella e manubrio con la Zoncolan era circa 8 cm, non riusciva a mettere le mani in presa bassa. Con la sella nuova lo ha fatto immediatamente. Senza fatica, mani sulle leve. E poi s'è lavorato abbassando ancora. Questo per dire che da foto prese di lato si fa poco, si danno consigli di massima che possono anche non essere del tutto corretti. Anche nel tuo caso, Stefano, dove può essere che semplicemente hai portato all'accesso / al limite le quote e ti sei trovato come è naturale a tornare sui tuoi passi. Di esempi ne avrei centinaia su persone arrivate con selle molto arretrate e riportate a quote "umane" anche visivamente rispetto al telaio e alla sua parte estetica, tanto cara a tutti. Magari avanzate e poi alzate in sella. C'era un bel topic, e sono sicuro che Davide quando ci legge lo scova subito e gliene sarei grato se ne postasse il link, nel quale si discute proprio delle taglie dei telai (soprattutto per persone sotto 170 / 175 cm di altezza) e delle angolazioni proposte, dove si discute di angoli piantone reali e virtuali e di reggisella con maggiori o minori arretramenti. Ricordo che in quel topic c'era chi si domandava come mai (ma basta fare un giro nei negozi o sul web sui siti dei costruttori) le taglie di certe bici siano già fornite con reggisella arretrati, quasi a giustificare che poi in qualche modo su quel telaio l'utente medio (chiamiamolo così) si troverà a dover mettere la sella più dietro rispetto al piantone. Se qualche anima buona mi aiuta a ritrovare il link credo che serva a dare un senso migliore a questa discussione. Dove entriamo realmente nel merito di quello che è un interessante dibattito. [/QUOTE]
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