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<blockquote data-quote="bradipus" data-source="post: 6082644" data-attributes="member: 17208"><p>immagino che Bonandrini, quando parla di un margine del 2/3 % si riferisca ai distributori e negozianti, e quel valore percentuale rifletta l'utile al netto degli oneri finanziari e fiscali.</p><p>per quanto riguarda i produttori, possiamo dare un'occhiata ai macrodati del bilancio della Pinarello spa del 2016: <a href="http://www.reportaziende.it/cicli_pinarello_spa" target="_blank">http://www.reportaziende.it/cicli_pinarello_spa</a></p><p>52 milioni di fatturato ed un utile d'esercizio di 5,15 milioni , pari al 9,9%.</p><p>non mi intendo un granché di bilanci, ma se a questo 10 per cento scarso togliamo le imposte e gli oneri finanziari, credo che l'utile finale sia intorno al 5%, forse meno (ed è già un buon risultato per un'azienda italiana).</p><p></p><p>nel valutare la struttura dei costi di un'azienda industriale del settore ciclo (che immagino ben pochi di noi conosca), dimentichiamo spesso come incida la componente marketing, soprattutto le sponsorizzazioni: oggi lo sport del ciclismo (unico o quasi per il quale non si paga il biglietto, tranne rare eccezioni) vede i suoi costi quasi interamente supportati dai produttori.</p><p>se domani le aziende che producono telai, gruppi e componenti cessassero le sponsorizzazioni, il ciclismo professionistico (e buona parte di quello dilettantistico) chiuderebbero i battenti.</p><p></p><p>nel confrontare i prezzi dei prodotti ciclistici con quelli di altri mercati (moto, auto e così via) vanno inoltre considerate le basse economie di scala del nostro settore, con costi fissi di ricerca, sviluppo ed investimenti che vanno a spalmarsi su un numero di pezzi ben inferiore rispetto a quelli, ad esempio, di uno scooter.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="bradipus, post: 6082644, member: 17208"] immagino che Bonandrini, quando parla di un margine del 2/3 % si riferisca ai distributori e negozianti, e quel valore percentuale rifletta l'utile al netto degli oneri finanziari e fiscali. per quanto riguarda i produttori, possiamo dare un'occhiata ai macrodati del bilancio della Pinarello spa del 2016: [URL]http://www.reportaziende.it/cicli_pinarello_spa[/URL] 52 milioni di fatturato ed un utile d'esercizio di 5,15 milioni , pari al 9,9%. non mi intendo un granché di bilanci, ma se a questo 10 per cento scarso togliamo le imposte e gli oneri finanziari, credo che l'utile finale sia intorno al 5%, forse meno (ed è già un buon risultato per un'azienda italiana). nel valutare la struttura dei costi di un'azienda industriale del settore ciclo (che immagino ben pochi di noi conosca), dimentichiamo spesso come incida la componente marketing, soprattutto le sponsorizzazioni: oggi lo sport del ciclismo (unico o quasi per il quale non si paga il biglietto, tranne rare eccezioni) vede i suoi costi quasi interamente supportati dai produttori. se domani le aziende che producono telai, gruppi e componenti cessassero le sponsorizzazioni, il ciclismo professionistico (e buona parte di quello dilettantistico) chiuderebbero i battenti. nel confrontare i prezzi dei prodotti ciclistici con quelli di altri mercati (moto, auto e così via) vanno inoltre considerate le basse economie di scala del nostro settore, con costi fissi di ricerca, sviluppo ed investimenti che vanno a spalmarsi su un numero di pezzi ben inferiore rispetto a quelli, ad esempio, di uno scooter. [/QUOTE]
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