Cerca
Cerca solo tra i titoli
Da:
Cerca solo tra i titoli
Da:
Menu
Home
Forum
Nuovi Messaggi
Cerca...
Iscritti
Visitatori online
Novità
Nuovi Messaggi
Nuovi media
Nuovi commenti media
Ultime Attività
Nuove inserzioni nel mercatino
Nuovi commenti nel mercatino
Mercatino
Nuove inserzioni
Nuovi commenti
Latest reviews
Cerca nel mercatino
Feedback
Guarda le statistiche
Training Camp
Pianificazione
MTB
Media
Nuovi media
Nuovi commenti
Cerca media
EBIKE
Accedi
Registrati
Cerca
Cerca solo tra i titoli
Da:
Cerca solo tra i titoli
Da:
Nuovi Messaggi
Cerca...
Iscritti
Visitatori online
Menu
Install the app
Installa
Rispondi alla discussione
JavaScript è disabilitato. Per una migliore esperienza di navigazione attivalo nel tuo programma o nella tua app per navigare prima di procedere.
Stai usando un browser molto obsoleto. Puoi incorrere in problemi di visualizzazione di questo e altri siti oltre che in problemi di sicurezza. .
Dovresti aggiornarlo oppure
usarne uno alternativo, moderno e sicuro
.
Home
Forum
Tecnica
Bici e telai
La mia bici - review
Prime impressioni sulla caad 9
Testo
<blockquote data-quote="green dolphin" data-source="post: 1897323" data-attributes="member: 7692"><p>la diversa guidabilità credo sia data da quote telaio (geometria) diverse dal caad: angoli di sterzo e di piantone diversi, carro lungo, tubo di sterzo corto, standover (altezza da terra dell'orizzontale) ridotto. L'alluminio Gradient di cui erano fatti i klein, poi, contribuiva, insieme alle geometrie, ad una certa reattività ma nello stesso tempo il telaio era più soft, le sconnessioni sono come distribuite su tutto il telaio, mentre il caad accentua le piccole buche, i saltellamenti, la risposta sui pedali è spesso scomposta se l'asfalto non è perfetto. Per non dire poi dell'avantreno in discesa del caad che non perdona nulla, la bici risulta brusca in frenata, tende a sbalzarti in avanti e chiudere le traiettorie impostate prematuramente (sovrasterzo), obbligando a piccole correzioni in curva, che però non vengono assecondate dalla ruota posteriore che tende a sfarfallare se la correzione è troppo marcata. Il caad come telaio nasce negli States per rispondere alle esigenze di chi correva i "criterium", i nostri circuiti, ed ecco una bici che nelle curve secche, se aggredite, e nei rilanci dà il meglio rispetto alla concorrenza, e c'è da scommeterci.</p><p> </p><p>Klein è un'altra cosa, non lo dico in senso qualitativo. E' un altro concetto, un'altra filosofia. Tant'è che gli stessi rilanci che facevo col caad in piedi sperando che la ruota rimanesse incollata al terreno, ora con la Klein li faccio da seduto con la bici composta e meno sforzo. Per non dire di quando in salita c'è l'asfalto un po' bagnato, il caad se sei sui pedali slitta, ti mette in crisi, devi arretrare il peso. Al contrario il carro lungo della klein in queste situazioni ti fa andare oltre senza quasi pensarci!!!</p><p>Io non tornerei indietro, a cominciare dal fatto che dovevo rifare la campanatura di tutte le ruote posteriori perché la ruota stava più vicina al fodero basso sinistro, c'era una più o meno vistosa asimmetria. E non è un caso: ho avuto 3 cadd, un caad 3, 5 e 8, e sempre la stessa problematica. Lo stesso mi ha fatto notare qualche amico che ci pedala, e qualche meccanico che li vende: è una costante.</p><p> </p><p>Per la storia di Klein non vorrei andare lungo: li fanno ancora ma solo per il mercato giapponese (dal 2008), ma i modelli da strada sono tutti in carbonio ormai. Diciamo che fino al 2002, anno in cui la fabbrica di Chealis ha chiuso e la produzione è stata spostata definitivamente negli stabilimenti di Trek, si vedono ancora le bici tipiche del marchio, anche se è ormai dal 97 che il marchio è di Trek che equipaggiava i telai producendo componenti e forcelle in carbonio.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="green dolphin, post: 1897323, member: 7692"] la diversa guidabilità credo sia data da quote telaio (geometria) diverse dal caad: angoli di sterzo e di piantone diversi, carro lungo, tubo di sterzo corto, standover (altezza da terra dell'orizzontale) ridotto. L'alluminio Gradient di cui erano fatti i klein, poi, contribuiva, insieme alle geometrie, ad una certa reattività ma nello stesso tempo il telaio era più soft, le sconnessioni sono come distribuite su tutto il telaio, mentre il caad accentua le piccole buche, i saltellamenti, la risposta sui pedali è spesso scomposta se l'asfalto non è perfetto. Per non dire poi dell'avantreno in discesa del caad che non perdona nulla, la bici risulta brusca in frenata, tende a sbalzarti in avanti e chiudere le traiettorie impostate prematuramente (sovrasterzo), obbligando a piccole correzioni in curva, che però non vengono assecondate dalla ruota posteriore che tende a sfarfallare se la correzione è troppo marcata. Il caad come telaio nasce negli States per rispondere alle esigenze di chi correva i "criterium", i nostri circuiti, ed ecco una bici che nelle curve secche, se aggredite, e nei rilanci dà il meglio rispetto alla concorrenza, e c'è da scommeterci. Klein è un'altra cosa, non lo dico in senso qualitativo. E' un altro concetto, un'altra filosofia. Tant'è che gli stessi rilanci che facevo col caad in piedi sperando che la ruota rimanesse incollata al terreno, ora con la Klein li faccio da seduto con la bici composta e meno sforzo. Per non dire di quando in salita c'è l'asfalto un po' bagnato, il caad se sei sui pedali slitta, ti mette in crisi, devi arretrare il peso. Al contrario il carro lungo della klein in queste situazioni ti fa andare oltre senza quasi pensarci!!! Io non tornerei indietro, a cominciare dal fatto che dovevo rifare la campanatura di tutte le ruote posteriori perché la ruota stava più vicina al fodero basso sinistro, c'era una più o meno vistosa asimmetria. E non è un caso: ho avuto 3 cadd, un caad 3, 5 e 8, e sempre la stessa problematica. Lo stesso mi ha fatto notare qualche amico che ci pedala, e qualche meccanico che li vende: è una costante. Per la storia di Klein non vorrei andare lungo: li fanno ancora ma solo per il mercato giapponese (dal 2008), ma i modelli da strada sono tutti in carbonio ormai. Diciamo che fino al 2002, anno in cui la fabbrica di Chealis ha chiuso e la produzione è stata spostata definitivamente negli stabilimenti di Trek, si vedono ancora le bici tipiche del marchio, anche se è ormai dal 97 che il marchio è di Trek che equipaggiava i telai producendo componenti e forcelle in carbonio. [/QUOTE]
Riporta citazioni...
Verifica Anti SPAM
Invia risposta
Home
Forum
Tecnica
Bici e telai
La mia bici - review
Prime impressioni sulla caad 9
Alto
Basso