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<blockquote data-quote="bradipus" data-source="post: 6944171" data-attributes="member: 17208"><p>Ma infatti, per quello dicevo che bisogna essere realisti: e non è che quando correvano Gimondi o Coppi le strade fossero migliori di quelle di oggi, anzi...</p><p>Poi, andando a memoria (ma mi posso sbagliare, eh...), non mi ricordo di gravi incidenti recenti causati dallo stato delle strade, mentre sono più frequenti quelli che derivano dalla presenza di estranei sul percorso (vedi l'incidente di Schachmann al Lombardia): d'altra parte è impensabile di controllare ogni passo carraio su duecento e passa chilometri di strade, per cui un margine di rischio c'è sempre.</p><p>Se lo si vuole eliminare, l'unica soluzione sarebbe fare solo corse in circuito (tipo l'ultima Amstel), dove asfalto e presidio possono essere gestiti in maniera capillare: ma è un ciclismo che a voi piacerebbe? A me no.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="bradipus, post: 6944171, member: 17208"] Ma infatti, per quello dicevo che bisogna essere realisti: e non è che quando correvano Gimondi o Coppi le strade fossero migliori di quelle di oggi, anzi... Poi, andando a memoria (ma mi posso sbagliare, eh...), non mi ricordo di gravi incidenti recenti causati dallo stato delle strade, mentre sono più frequenti quelli che derivano dalla presenza di estranei sul percorso (vedi l'incidente di Schachmann al Lombardia): d'altra parte è impensabile di controllare ogni passo carraio su duecento e passa chilometri di strade, per cui un margine di rischio c'è sempre. Se lo si vuole eliminare, l'unica soluzione sarebbe fare solo corse in circuito (tipo l'ultima Amstel), dove asfalto e presidio possono essere gestiti in maniera capillare: ma è un ciclismo che a voi piacerebbe? A me no. [/QUOTE]
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