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<blockquote data-quote="samuelgol" data-source="post: 7039410" data-attributes="member: 6633"><p>Ovviamente questa, come in tutti gli sport a prescindere dal sesso, è la ragione della scarsa competitività delle gare di massimo livello. Pochi praticanti vuol dire trovare pochi forti e quindi una scarsa selezione verso l'alto.</p><p></p><p>Non sempre i ragionamenti sono corretti però. Anche chi non ci ha puntato un ragionamento lo avrà fatto.</p><p>Poi nelle varie scelte influiscono gli obiettivi, la tempistica degli stessi e le disponibilità economiche. Uno sponsor, munifico o meno, che voglia massimizzare il ritorno di immagine sul breve, punta su Pogacar, non sul ciclismo femminile. Magari vuole avere visibilità e ritorno in 2/3/4 anni magari nelle aree geografiche in cui il ciclismo va per la maggiore per poi magari lasciare e puntare su altri sport più visibili in altre aree geografiche e quindi punta sul pronto subito. Ovvio una ditta di biciclette campa di quello e non sponsorizzerà 3 anni il ciclismo per poi puntare sul baseball. Alla fin fine se lo sponsor di Lefevère vuole risultati ora, mettere le basi a lunga scadenza sarebbe una strategia errata.</p><p></p><p></p><p>Tante volte le squadre femminili sono costole di quelle maschili, per sfruttarne il traino di immagine del nome. Una squadra di calcio femminile che si chiami Barcellona, attirerà più sponsor, di una squadra femminile di Barcellona che si chiami Sagrada Familia Catalogna. Nel ciclismo suppongo sia uguale. Però per avere lo stesso nome, ne devi essere una costola, perchè il nome a quei livelli è un marchio legato alla società...o nel ciclismo legato al main sponsor, che ovviamente vorrà dare lo stesso nome alla squadra femminile.</p><p></p><p></p><p></p><p>Assodato che sul valore tecnico del ciclismo femminile belga, hai la stessa opinione di Lefevère, rispetto cosa vuol dire? Dare i soldi a chi non li vale e/o merita, è rispetto? O è assistenzialismo?</p><p>E lui questo ha detto. Non ha tempo, voglia e soldi per imbarcarsi in un progetto in cui al momento non crede e farlo lo stesso sarebbe assistenzialismo. Il rispetto non c'entra nulla. Se lo avesse detto della Vini Zabù maschile, qualcuno avrebbe parlato razzismo e mancanza di rispetto? No!!!!! Ora siccome invece ad oggetto non ci sono uomini ma donne, si parla di sessismo o misoginia? Dunque la differenza in base al sesso chi la fa? Chi indipendentemente dal sesso di colui che ha davanti non fa l'assistente sociale (prova ne sono i modi spicci con cui tratta anche i suoi corridori uomini)? O la differenza di approccio in base al sesso la fa chi si fa una risata quando prende a pesci in faccia Bennet e lo iscrive per ripicca anche alla gara del Burkina Faso e invece si scandalizza se lo fa con una donna?</p><p>Questo è il classico esempio di razzismo o sessismo al contrario.</p><p></p><p></p><p>C'è modo e modo di dire le cose. Lui usa un modo spiccio sempre. Non fa differenza di uomo o donna. Lui. Gli puoi dire che è rozzo (glielo ho detto pure io) ma non misogino.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="samuelgol, post: 7039410, member: 6633"] Ovviamente questa, come in tutti gli sport a prescindere dal sesso, è la ragione della scarsa competitività delle gare di massimo livello. Pochi praticanti vuol dire trovare pochi forti e quindi una scarsa selezione verso l'alto. Non sempre i ragionamenti sono corretti però. Anche chi non ci ha puntato un ragionamento lo avrà fatto. Poi nelle varie scelte influiscono gli obiettivi, la tempistica degli stessi e le disponibilità economiche. Uno sponsor, munifico o meno, che voglia massimizzare il ritorno di immagine sul breve, punta su Pogacar, non sul ciclismo femminile. Magari vuole avere visibilità e ritorno in 2/3/4 anni magari nelle aree geografiche in cui il ciclismo va per la maggiore per poi magari lasciare e puntare su altri sport più visibili in altre aree geografiche e quindi punta sul pronto subito. Ovvio una ditta di biciclette campa di quello e non sponsorizzerà 3 anni il ciclismo per poi puntare sul baseball. Alla fin fine se lo sponsor di Lefevère vuole risultati ora, mettere le basi a lunga scadenza sarebbe una strategia errata. Tante volte le squadre femminili sono costole di quelle maschili, per sfruttarne il traino di immagine del nome. Una squadra di calcio femminile che si chiami Barcellona, attirerà più sponsor, di una squadra femminile di Barcellona che si chiami Sagrada Familia Catalogna. Nel ciclismo suppongo sia uguale. Però per avere lo stesso nome, ne devi essere una costola, perchè il nome a quei livelli è un marchio legato alla società...o nel ciclismo legato al main sponsor, che ovviamente vorrà dare lo stesso nome alla squadra femminile. Assodato che sul valore tecnico del ciclismo femminile belga, hai la stessa opinione di Lefevère, rispetto cosa vuol dire? Dare i soldi a chi non li vale e/o merita, è rispetto? O è assistenzialismo? E lui questo ha detto. Non ha tempo, voglia e soldi per imbarcarsi in un progetto in cui al momento non crede e farlo lo stesso sarebbe assistenzialismo. Il rispetto non c'entra nulla. Se lo avesse detto della Vini Zabù maschile, qualcuno avrebbe parlato razzismo e mancanza di rispetto? No!!!!! Ora siccome invece ad oggetto non ci sono uomini ma donne, si parla di sessismo o misoginia? Dunque la differenza in base al sesso chi la fa? Chi indipendentemente dal sesso di colui che ha davanti non fa l'assistente sociale (prova ne sono i modi spicci con cui tratta anche i suoi corridori uomini)? O la differenza di approccio in base al sesso la fa chi si fa una risata quando prende a pesci in faccia Bennet e lo iscrive per ripicca anche alla gara del Burkina Faso e invece si scandalizza se lo fa con una donna? Questo è il classico esempio di razzismo o sessismo al contrario. C'è modo e modo di dire le cose. Lui usa un modo spiccio sempre. Non fa differenza di uomo o donna. Lui. Gli puoi dire che è rozzo (glielo ho detto pure io) ma non misogino. [/QUOTE]
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