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<blockquote data-quote="Francutio" data-source="post: 7152318" data-attributes="member: 66417"><p>Sono confronti che potrebbero far nascere molti molti più approfondimenti...</p><p></p><p><em>- Porte ha avuto (si è conquistato) molte più occasioni da capitano rispetto a Caruso.</em></p><p><em>- Kelderman si può considerare uno scappato di casa quanto si vuole, ma già aveva un quarto posto alla Vuelta, ammazza quanti jolly pesca</em></p><p><em>- Carapaz non sarà arrivato a vincere il Tour 2021 contro Pogacar (potenzialmente il corridore da corse a tappe più forte degli ultimi 50 anni), ma magari un altro lo avrebbe vinto e comunque è arrivato terzo, non dodicesimo.</em></p><p></p><p>... e che comunque hai ragione, non porterebbero a niente di definitivo, per la natura imponderabile del ciclismo su strada.</p><p></p><p>Nonostante negli anni successivi sia sparito abbastanza in fretta, nessuno si sogna di discutere la straordinaria prestazione di Rio 2016 di Schooling. Perché? Perché nel nuoto in vasca il cronometro permette confronti molto più facili e il suo 50.39 ai tempi lo collocava come il terzo atleta di sempre in assoluto nei 100 farfalla, il primo di sempre in tessuto. Nel ciclismo sarebbe stata definita prestazione fortuita in un contesto di livello ridicolo, ottenuta contro avversari scarsi o a fine carriera. E sarebbe stata una grossa sciocchezza.</p><p>Quella singola prestazione rende Schooling un 100farfallista migliore di Ian Crocker, che mai è arrivato all'oro olimpico? Il confronto tra le intere carriere chiarisce che la risposta è no. Ciò non toglie che nella singola occasione il singaporiano riuscì ad esprimere un livello altissimo.</p><p></p><p>Ora, ragionevolezza impone di credere che chi vinca una delle corse più ambite al mondo (il Giro nel caso specifico) contro decine di corridori di primissimo piano, almeno in quella singola occasione sia andato lui molto forte, non TUTTI gli altri pianissimo e lui piano, perché una corsa a tappe di tre settimana non la regala nessuno e che tutti quanti vadano pianissimo è irrealistico, qualsiasi condizione al contorno si voglia prendere in esame.</p><p></p><p>Poi ognuno può pensarla come vuole, così come si è liberi di essere campanilisti o esterofili (nessuna delle due condizioni è criminale), si può tentare di essere strettamente obiettivi e anche credersi tali, basta avere la consapevolezza che siano tutte chiacchiere, che i bias li possiedono tutti e che i dati fisici dei ciclisti invece non li possiede nessuno.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Francutio, post: 7152318, member: 66417"] Sono confronti che potrebbero far nascere molti molti più approfondimenti... [I]- Porte ha avuto (si è conquistato) molte più occasioni da capitano rispetto a Caruso. - Kelderman si può considerare uno scappato di casa quanto si vuole, ma già aveva un quarto posto alla Vuelta, ammazza quanti jolly pesca - Carapaz non sarà arrivato a vincere il Tour 2021 contro Pogacar (potenzialmente il corridore da corse a tappe più forte degli ultimi 50 anni), ma magari un altro lo avrebbe vinto e comunque è arrivato terzo, non dodicesimo.[/I] ... e che comunque hai ragione, non porterebbero a niente di definitivo, per la natura imponderabile del ciclismo su strada. Nonostante negli anni successivi sia sparito abbastanza in fretta, nessuno si sogna di discutere la straordinaria prestazione di Rio 2016 di Schooling. Perché? Perché nel nuoto in vasca il cronometro permette confronti molto più facili e il suo 50.39 ai tempi lo collocava come il terzo atleta di sempre in assoluto nei 100 farfalla, il primo di sempre in tessuto. Nel ciclismo sarebbe stata definita prestazione fortuita in un contesto di livello ridicolo, ottenuta contro avversari scarsi o a fine carriera. E sarebbe stata una grossa sciocchezza. Quella singola prestazione rende Schooling un 100farfallista migliore di Ian Crocker, che mai è arrivato all'oro olimpico? Il confronto tra le intere carriere chiarisce che la risposta è no. Ciò non toglie che nella singola occasione il singaporiano riuscì ad esprimere un livello altissimo. Ora, ragionevolezza impone di credere che chi vinca una delle corse più ambite al mondo (il Giro nel caso specifico) contro decine di corridori di primissimo piano, almeno in quella singola occasione sia andato lui molto forte, non TUTTI gli altri pianissimo e lui piano, perché una corsa a tappe di tre settimana non la regala nessuno e che tutti quanti vadano pianissimo è irrealistico, qualsiasi condizione al contorno si voglia prendere in esame. Poi ognuno può pensarla come vuole, così come si è liberi di essere campanilisti o esterofili (nessuna delle due condizioni è criminale), si può tentare di essere strettamente obiettivi e anche credersi tali, basta avere la consapevolezza che siano tutte chiacchiere, che i bias li possiedono tutti e che i dati fisici dei ciclisti invece non li possiede nessuno. [/QUOTE]
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